You know I Can't Smile Without You, I Can't Smile Without You, I can't laugh and I can't sing, I'm findin' it hard to do anything. You see, I feel sad when you're sad, I feel glad when you're glad, If You only knew what I'm go ing through, I just Can't Smile Without You.

giovedì, 24 luglio 2008

L'ESPerienza

E’ difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.

Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa: come può succedere?.

Di individuare una risposta, puoi solo illuderti; di riuscire a sfruttare l’Esperienza per capire meglio te stesso, beh, mai e poi mai potrai esserne in grado.

Perché, tra le verità su cui non riesci a concentrarti, in quel pallido incubo che ti ostini a chiamare realtà, vita reale, s’insinua proprio il tarlo di quel ricordo: l’Esperienza rende tutto così nitido, ad alta definizione, caleidoscopico, vivido, tridimensionale, completo che l’unica cosa sfocata, grigia, l’unico fantasma che potrai mai scorgere, stringendo gli occhi, sei proprio tu. Ecco perché l’istinto condizionato ti porta a guardarti le mani, come prima cosa. Cerchi di capire se ci sei davvero dentro, se sta accadendo, se stai sognando, o impazzendo. Come può succedere?.

Per cominciare, tutti i tuoi peccati, il tuo dolore, l’angoscia, le paure si materializzano in te, sovrapponendosi, un tourbillon a cartoni animati, un tifone hawaiano di sussurri, grida, piccole cose ripugnanti e patetiche che possono solo somigliarti.

Tutte le persone che hai deluso, che hai ferito, che ti hanno fatto del male, che puoi avere ucciso, in diversi modi: tutte ti attendono all’inferno, per servirti, recita una vecchia poesia. E il velo della realtà scivola via come i pallidi colori di un dipinto surrealista sotto la pioggia…durante tutto questo indescrivibile, terribile processo, sono passati solo pochi secondi, che a seconda del tuo stato d’animo e della tua personalità, hai vissuto come un eternità di immota contemplazione della volta celeste, ruotando lentamente assieme al movimento di pianeti sconosciuti, o rivivendo ogni tuo incubo, contemporaneamente, strozzando le tue urla in un silenzio innaturale, vomitando il vuoto della tua anima.

Ma non è necessario che vi dica come è andata, per me, vero?

….E all’improvviso, tutto si ferma, di nuovo. La sensazione prevalente è quella di essere l’ombra che si frappone tra un vecchio proiettore e lo schermo gigante. A quel punto, l’Esperienza può illuderti, o aprirsi a qualsiasi nuova rivelazione, mondo, possibilità.

Io ho seguito quel foro, unico e perfetto, quella luce blu elettrica al centro esatto dello schermo, solo per sentirmi risucchiare via i residui della mia anima, i miei ricordi, in un deflusso di coscienza che mi ha scomposto fattorialmente, una cazzo di situazione da realtà virtuale che non può che darmi il mal di mare…

Dopodiché…passa del tempo, e altro tempo ancora, e non so dire cosa succede, tanto ogni volta ricordo tutto ciò come se fossero passati dei secoli, come se non fossi altro che una falena attratta da quella luce, nitida, perfetta, reale…ed è difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.

Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa: come può succedere?.

Di individuare una risposta, puoi solo illuderti; di riuscire a sfruttare l’Esperienza per capire meglio te stesso, beh, mai e poi mai potrai esserne in grado.

Perché, tra le verità su cui non riesci a concentrarti, in quel pallido incubo che ti ostini a chiamare realtà, vita reale, s’insinua proprio il tarlo di quel ricordo: l’Esperienza rende tutto così nitido, ad alta definizione, caleidoscopico, vivido, tridimensionale, completo che l’unica cosa sfocata, grigia, l’unico fantasma che potrai mai scorgere, stringendo gli occhi, sei proprio tu. Ecco perché l’istinto condizionato ti porta a guardarti le mani, come prima cosa. Cerchi di capire se ci sei davvero dentro, se sta accadendo, se stai sognando, o impazzendo. Come può succedere?.

Per cominciare, tutti i tuoi peccati, il tuo dolore, l’angoscia, le paure si materializzano in te, sovrapponendosi, un tourbillon a cartoni animati, un tifone hawaiano di sussurri, grida, piccole cose ripugnanti e patetiche che possono solo somigliarti.

Tutte le persone che hai deluso, che hai ferito, che ti hanno fatto del male, che puoi avere ucciso, in diversi modi: tutte ti attendono all’inferno, per servirti, recita una vecchia poesia. E il velo della realtà scivola via come i pallidi colori di un dipinto surrealista sotto la pioggia…durante tutto questo indescrivibile, terribile processo, sono passati solo pochi secondi, che a seconda del tuo stato d’animo e della tua personalità, hai vissuto come un eternità di immota contemplazione della volta celeste, ruotando lentamente assieme al movimento di pianeti sconosciuti, o rivivendo ogni tuo incubo, contemporaneamente, strozzando le tue urla in un silenzio innaturale, vomitando il vuoto della tua anima.

Ma non è necessario che vi dica come è andata, per me, vero?

….E all’improvviso, tutto si ferma, di nuovo. La sensazione prevalente è quella di essere l’ombra che si frappone tra un vecchio proiettore e lo schermo gigante. A quel punto, l’Esperienza può illuderti, o aprirsi a qualsiasi nuova rivelazione, mondo, possibilità.

Io ho seguito quel foro, unico e perfetto, quella luce blu elettrica al centro esatto dello schermo, solo per sentirmi risucchiare via i residui della mia anima, i miei ricordi, in un deflusso di coscienza che mi ha scomposto fattorialmente, una cazzo di situazione da realtà virtuale che non può che darmi il mal di mare…

Dopodiché…passa del tempo, e altro tempo ancora, e non so dire cosa succede, tanto ogni volta ricordo tutto ciò come se fossero passati dei secoli, come se non fossi altro che una falena attratta da quella luce, nitida, perfetta, reale…

ed è difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.

Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa:

come può succedere?.


Questo il mondo (e me le) fa girar alle 16:20 | spermaLink | commenti
mercoledì, 23 luglio 2008

Carodario #02

23 luglio 2008, una volta tanto, di pomeriggio.

Carodario,
innanzitutto con la presente voglioti rendere gracias per aver tosto risposto adducendo altresì un'arguta declamazione a me riferitasi, in tutta frankezza.
Partiamodunque, bandaglinduggi, con una pervicace disamina di ciò ke le tue palabras espletano in modo sì viscerale e fisicamente anke molto sentito!

Alors....ci sei, o magari doviciosamente termineresti prìa di fumare quel cannòn? Bene.

Dunnque, t'escrivi che quasi quasi potresti anke apprezzare la mia forma di scrittura, iocunda und boccaccesca, da ilare prete di campagna, e te ne rendo ankora merito et ringraciamiento.
Poi, t'escrivi, lasciandoti andare ad una quantomai pressokkè inappellabile et inaspettata verve insultatoria, k'io sia un pokodibuono, un vile, una scolopendra, degna di frutto di liquami bovini, oh! Com'è ke dici, carodario, un "irrimediabile sfigato", et ke sempre, in kuor tuo, consideràtomici un VERME!
Et ancora, t'escrivi, o meglio, descrivimi, cito testualmente "un verme, di quelli ke strisciano subdolamente senza rendersi conto della propria condizione" e poi, vadasè, carodario, ke te ne decanti e te ne desuoni in proposito, le lodi tue e dellatua ratio.
Fortunato-mi sùm che ivi termini! Or, io gnosco poco, e mi basisco, del perkè e del perkome tu mi definisca in cotali belluine sembianze, davvero.
Sull' "irrimediabile sfigato" soprassiedo di mia sponte e con gran placet, poikè essa est contraddizione in termini (all'assenza di vellicabile, vellutata voluttà di donna, c'è sempre modo o occasione, se non oggidì l'indomanidì, per porvi rimedio...esse non son sì rarefatte, non son arabefenici, ne esiston tante, d'ogni misura et colore, il savio SA che basta pazientare).
Io di mio, conobbi tanto la pazienza del santo ke l'ardor del peccatore, e da ciò ke ne dedussi, l'attesa spesso valbene la candela, o il tacere d'essa: foemine, ce ne son tante.

Appresso alla ferale questione zoologica del "verme", solvoti ricordar l'antiko motto "ki striscia non inciampa". Or io spesso, e ne ho testimoni, durante il mio incedente camminare, ke sia il dì o la nuì, pesi et ruzzolanti innumerevoli capitomboli riskio, ragiondequali è l'andatura briosa e dinoccolata con cui vado, di ki ha il sol nell'animo et una coscienza che s'invidia.
Ergo, di mia humana, e non di vermosa conditio, son sapiente. Inciampo, per cui non striscio.
Credo fortemente, carodario, e molto ti abbraccio dicendolo, in una leggera sobrevalutaciòn da tua parte, su quanto mie' pensieri, parole, et opre avrebber fatto su di una situazione privata che vi parteneva.

K'io mai davvero volli nuocervi, fu solo giovial diletto ke da m'ebbe origine, l'irrider la persona tua, diletto ke probo è derivato dall'allora mia profonda fissatio di cavitar l'allora puella tua, ma in ciò mai davvero ti malvolli. E come potrei? L'assiduo consumator di latte e altri casei pensi possa mai odiar in kuor suo, la faticosa opre del tenace allevatore? Dicoti no.

Dettocciò, carodario, e a me il risollevar la questio, k'oggidì un qualke terzo si stia abbeverando alla fonte di cui tu sai, e ciò per muà non costituisca affatto motivi di grattacapo, anzi, ben ne colga la fonte stessa, k'io mai ebbi a veder, quando costei fu impelagata d'altro legame, altresì felice, serena, gioiosa et innamorata com'è ora.
E per ki magari, nell'altro legame possa averci + o - travagliato, buon prò cmq gli faccia, et summa gratificatio sia accolta dentro di lui, cioè dentro di te, carodario. Perkè ritengo sia dentro di te k'il problema si annidi, pertanto: possa, o carodario, accettar con humiltade et amorevole bendisposizione tutto questo, e ke una forma di serena gratificatio sia dentro di te, e altresì impreziosisca il tuo tempo.

Così magari ti accorci pure il pelo.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 18:27 | spermaLink | commenti
lunedì, 21 luglio 2008

memento fuji

Io non credo che ci sia il bisogno di aver paura delle persone che fanno uso di droghe.
Perchè generalmente, qualunque che siano le loro motivazioni, sostanze, o atteggiamenti in un qualsivoglia contesto sociale

(Che, un po' è vero, a volte il contesto sociale, lavorativo, familiare, magari non è che socialmente li giustifica, ma è in grado di provocare livelli di stress socialmente così alti, che forse l'unica possibilità per rimanere, in esso, socialmente sani, integri, coerenti, produttivi

è appunto drogarsi, di troppe droghe, drogarsi come delle scimmie, delle grosse scimmie dalle foreste pluviali, delle grosse scimmie dalle foreste pluviali in calore.)

di base, per quanto ingenuo possa sembrare o solo credere, agli altri non fanno niente di male.
Cioè, metti anche che ti aggrediscono, ma non sono in loro, stanno sconvolti. Sono, diciamo, in momentanea vacanza dalla responsabilità delle loro azioni. E poi, non è che siano, poi così pericolosi.
Quindi sono sì reietti, ma a parte loro stessi, dubito che socialmente si mettano d'impegno per ferire, bucare o persino tagliare qualcuno d'altro.

http://www.dekaro.it/pic/Ketamina_pic.gif
In fondo,
Sono solo tossici dalla punta arrotondata.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 19:57 | spermaLink | commenti
venerdì, 18 luglio 2008

Carodario

17 luglio 2008 ore 2 di notte a.m., direttamente dai miei carteggigènici.

Carodario,
è da un po' che non ti scrivo, o forse è in effetti proprio la prima volta.
I miei amici! già tutti possiedono, chi più chi meno, anzi, ki + ki -, un dario dei segreti più, anzi +, intimi del kuore nascosto dell'anima(ccia) loro.
Io, non avendo di meglio, mi ti rivolgo con cordiale e amichevole deferenza, la + umile e passabile possibile, proprio come se stessi rivolgendomitici a quattrocchi, ecco.

Stasera siamo andati col mio amico Enriko, anzi, l'amiko Enriko, ad akkompagnare Frenk aggioiadelcolle, cosa che mi ha ricordato, molto spesso ci siamo ritrovati aggioiadelcolle, per situazioni a queste simili, simili a queste.
Kiakkierando del + e del -, caro, carissimo dario, Frenk e noi con lui abbiamo ragiunto la piazza del plebiscito, indove abbiamo svoltovi, io ed Enriko, il nostro ruolo di chaperon.
Che non era la prima volta, e non pensare che fosse, nemmeno l'ultima.
Così, congedativicisi da Frenk, dall'amica ke ehy! avrebbe dovuto incontrare, e quindi via discorrendo dal nostro ruolo di chaperon, caro dario, ci siamo recati al vekkio buganville per una birr.
Recativicisi al vekkio buganville per consumare perlappunto la famosa birr, inkappiamo nella prima formidabile sorpresa della serata, che non implicasse per alcunchì un ruolo da chaperon:
il vekkio buganville non cerà più, anzi +, sostituito inconmensurabilmente dal nuovo buganville-a new generation; il cui perchè, anzi xkè, non ciè dato sapere, ne' lo si polle appurare in sequitur.
Fattostà, ke lo stesso konsumammo senza cigliobbattere birr e stuzzichini a questo sorprendente buganville-a new generation, ooooooooooooooooooooooooooo caro dario.

Tostoddillìappoi, recammoviticisi nuovamente al pieno centro di gioiadelcolle, ove sperammo fosse esauritocivisi il ruolo di chaperon del Frenk con quella tipa lì. Sennonche udimmo soavi note e melodie flambeche da un nuovo locale enpleneer, e tutto ciò mosseci in questa direzione, salvo, con mio sommo sorpresotico entusiasmo garrulo di fanciullo, incontrare una mia compagna di liceo. Stù.
"Stù!" gridai lieto d'ebbrezza gaudenzia financo farmi riconoscere dall'aStù in questione, seppure ankessa lieta, di fretta, conciòdippoi aggiornarmi alle peripetike vicissitudini della vita sua, ora in terra d'Albione.
Congedaticivisi anche dall'aStù con mia somma commovissuta invidiante emozione fanciullesca d'altre sponditudini, oooooooo (bè, basta!) caro dario, Enriko ed io si finìs al parco Pinto et al, parco giuochi.

Lì, altalenanti, giromondanti, casaditarzaneggianti, (o forse casaditarzananti?) menammo l'ore nostre, in attesa dell'audiosegnale del buon Frenk, solevamo seguire i minuti, ma vedendo anzikè audendo ehy! giungere il Frenk con quella tipa lì, forse ventenne ma dall'aere contrisa e provata, indicatavicisi in consimile, vecchia romagna etichetta nera, o la faccia rugosa di sottaceti, aceto ponti saclà, e chiedovi scusa per avealei descrittamanent sottoforma di pubblicità.
Ma brutta, d'un brutto, o forse solo sciupa, d'uno sciupo; e quindi non più casaditarzaneggianti, o forse casaditarzananti, o dirsicchessidica, fummo + noi, in fuga frattanto, frattante panche e campe, per poi ancora ragiunti, e dunque una chiacchiera e via, in tour, in sequitur, pur di lasciar spazio alla svolta che non s'era da venire, stasera, al buon Frenk, in cortesia.
E così via, financo terminar come perl'appunto davanti al liceo classico, ove, per cento fiorini e forsanche mille fioretti, chiusesi in calce la serata con riferimenti della tipa lì, la sciupa, o a vederci meglio, la SCIURA, a ke interminabile, immensa inadempibile distanza passasse tra gioidelcolle et acquaviva. Oh, croce del mio kuor! Gioiadelcolle et acquaviva! Fossech'ella ignorasse trattavasi di un banalissimo rettilineo, dirictus x dirictus.

D'esto curioso aneddoto, per ki non sapesse, si concludono queste notturne confidenze, così nell'anticlimacs più sommario, ooooooo...ancora caro dario.
Che poi non so bene il xkè, visto come l'ho scritto bene? Non lo so, il xkè, io mi rivolgo a te, che sei lontano, ma mica tanto, ke non so se mi benvuoi o un quid mi stimi, ma non ke ne sono tanto convinto, io qui.

Ma per sommi capi, ti mando un abbraccio tanto, che ti sgranchi le ossa e ti scarapulli tutto nelle membra, caro dario, caro, ke domani esco in una giornata di sole a fare kompere o shopping! Tutto à-la-page, con la mia amica megghi, la cara megghi.
Eh! Lo so caro dario, non è facile, ma ancora io vado per shoppy con megging, e io, ohibè, lo vado affare, e tu ahitè, non lo puoi proprio più, anzi + fare.


Caro Dario.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 12:34 | spermaLink | commenti (7)
domenica, 13 luglio 2008

Un saggio, breve


Non sapendo come altro meglio impiegare il tempo prezioso che la grande clessidra dell'universo aveva concessogli, Pierastice decise di recarsi al concerto di Willy DeVille a Ruv' di Pugl'.
Chiedendosi intimisticamente se ci fosse un sottile grado di parentela estrinseco con un altro personaggio, i cui sani principi ecologisti avevano influenzato un po' tutto il suo existir.

Biglietti Willy DeVille & the Mink Deville Bandhttp://files.splinder.com/2bb92673036714d359f8c259eb04d164.jpeg

Pierastice non sentì, ne' aveva mai sentito, ne, velopossogarantire, sentirà mai parlare di Willy DeVille prima d'ora, ma la sua gioviale natura ipocrita e fraudolenta fece sì ch'egli, neanche fosse ancora cominciato il concerto, ovviamente gratuito,
avesse già impiegato membra ed estremità sporgenti del proprio corpo per applaudire a ritmo e dimenarsi come un epilettico che venga, a spregio, in aggiunta elettrocuzionato, al grido di
"Willieee! Willie!! Bruce Willieeees!".

Finì così il concerto. Bel concerto, nulla di che. Willy, era evidente, agiva secondo un copione già scritto, si muoveva secondo movenze già mosse, lasciando alito soltanto a sorsi d'acqua e tiri alla sigaretta, tra un pezzo e l'altro, e pure tra un mezzo pezzo e l'altra metà. Poi lanciò un fazzoletto, che nessuno, a Ruv' di Pugl' raccolse. Gesto di classe degno del proprio propugnante pronipote Francis Drake.

Poi si diede ad un paseo per le vie vecchie. Niente là, riendequà, non incontrò colei che potremmo anche definire l'amore della sua vita, che in realtà Pierastice non aveva mai conosciuto, ma lei lo sapeva.
Cioè, sapeva chi fosse. Lei.
Ovviamente, gli si strinse il cuore. Ovviamente, lei sorrise e spalancò le braccia.
Ovviamente, era in compagnia (lei) del suo fidanzato.
Tempo di una chiacchera e di un babbà, e sì, Pierastice e L'a.d.s.v. si divisero, che manco ci fu bisogno dell'arbitro. Lui via da lei, lei via da lui, con lui. L'altro lui.
Che, ora non per fare la punta alla matita, certamente persona degna di stima, però non da parte di Pierastice (e nemmeno dalla mia, che parteggio un po' per isso); una storia lunga una decafonìa (varrebbe a dire una dodecafonia meno duè) tu valla a cancellare facilmente. Quantomeno, ce ne vorrebbe, e di tempo, ce ne vorrebbe forse neanche la metà, ma addirittura un'altra.
Solo che lei ha scelto di passare questi altri due lustri di nuovo con lui.

No, ma una persona certamente degna di stima, un bravo ragazzo, certo, probabilmente troppo fisso nello sguardo, del tipo cernia in una pescheria, potenzialmente morto, ma il trucco, si sa, sta nel non farsene accorgere, e poi se va bene a lei, buena camisa a todos (y todas).

Ma tu porta pazienza, Pierastice, portala, e sii saggio, e paziente, fiducioso e diffidente, senza convergere col pensiero latente (e deprimente) che all'oblio conduce tanta, tanta gente.
Sii saggio, e breve, sta tutto là, nel tirà a campà.

Con il pensiero che oggi, e solamente oggidì, la grande clessidra dell'universo vuole elargirci: che se la birra che stai bevendo, in questa lunga serata d'estate, ha anche la peculiarità dell'olere/sapere di spray antizanzare, allora il tuo sangue potrà essere in salvo....

E' com'è, se ti pare.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 17:10 | spermaLink | commenti (14)
venerdì, 11 luglio 2008

Forse la hit del momento

Questa è una di quelle occasioni in cui Giusy Ferretti o chi-per-lei può andarsene benissimo sotto un palmo di terra, per manifesta inferiorità, e in cui Marco Carta non andrebbe bene neanche se in bagno manca qualche rotolone utile alla bisogna.
Più che dignitosamente di quel cagone di Morgan, e da un fattore che è ben lungi dall'essere icse, senza bisogno di "amici di amici" o "operazioni" varie (al limite, un'appendicitiella...ma questa è un'altra storia), proudly & froudly, vi introduco alla tenace vocalità non della Tigre di Cremona, non della Lonza di Vigonza,
ma d' Ellochitti di Chieti (Selva di Altino, per la precisione)...............

sioressiori, la Vivianza.


Dice che questa canzone mai l'avrebbe pensata, senza avermi conosciuto.
Io poco ci credo, ma un po' per invidia per questo suo incontestualizzabile talento, un po' perchè i pazzi vanno spesso assecondati, penso di portarla in turnè per tutte le fiere dello scardapuzzo di là a venire.

Ascoltatela, dunque, e vi si conface riascoltatela, non una ma due, tre, nessuna volta.
E siatene mossi a sentimento.
Che all'ascolto di questo pezzo Gianfranco Funari non ha saputo fare di meglio che schiattare, pur di dimostrare il proprio apprezzamento.

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 16:16 | spermaLink | commenti
lunedì, 07 luglio 2008

Le ombre dei fantasmi dell'estate

Per una ragione che è pure un'altra, o più appropriatamente, per un'opportuna serie di contingenze, sto protraendo il mio soggiorno a Reggio Emilia ancora per qualche giorno. 7 Luglio, che poi sarebbe oggi, e non si sta neanche poi tanto male: caldo, ma ventoso. Gli amici ancora a spaccare il capello per un qualche esame (che ho già dato), l'economia a latere a languere, e le ombre dei fantasmi dell'estate a caratterizzare le notti, lo stacco del campione, la fuga in solitaria, la colonia estiva, e l'apparecchio ai denti (da cui, secondo taluni, non si torna più gli stessi...).

Ma...qualcosa s'incunea e sottende al piccolo universo statico di cui sono unità fondante, genotipica, esponenziale, elettromagnetica, elegante, intelligibile che sia a bordo di un sommergibile o del dirigibile. Con il computer, sono entrato in un bar, ho chiesto se potevo collegarmi, ma mi hanno mandato via. Non era una biblioteca. Con il computer, poi mi sono diretto in un a biblioteca, ho chiesto se potevo collegarmi e prendere un cappuccino, ma mi hanno mandato via. Non era un bar.

Più che altro, provo una strana forma di insoddisfazione di natura altrustico-pelvica, perchè per il resto ho raggiunto la somma della mia adaptability. Ma mi manca un po' il mare. Cristo, restassi un solo giorno in più, mi butterei nel fottuto Crostolo a braccia larghe. Non sono pazzo....

Nutria Porträt / portrait

ma potrei essere una nutria.

Il sole quando sorge,sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre dei fantasmi della notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna ancora
pieni d'amorrrr......

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martedì, 24 giugno 2008

Invecchiato giovane, e tutti lo sann, presto ch'è tardi, arriba San Juan

Poche, pochissime righe in proposito al lungo weekend milanese:


Meetin Gianf in Milan
Caricato da dav_petrof

Benissimo.
Che poi, in effetti, che razza di città è Milano. Percorretela con un qualsiasi mezzo di superficie, e vi sembrerà circolare. Prendete la metro, e, con giusta ragione, avrete l'impressione di seguire un lungo rettilineo diretto verso nessundove. Beh, buon per voi. Sopravvalutato, comunque, il lifestyle (cioè, sono stato a 'na festa, che cacata, poi c'era un ternano che, degno del vitello senza più i piedi, temeva di dover subire l'anal controvoglia in ogniddovunqubisqualsivoglia suo anfratto)....

Ma l'avventura non va ad esaurirsi qui.
Un lunedi mattina, un ritorno a Reggio Emilia, una chiave in una toppa, un momento qualsiasi.
Una signora ai fornelli. O___ò
"Mi scusi, ma chi cavolo è lei?"
"Ah...so' la mamma di Cì. Tu sei l'amico che vive nella casa assieme allui?"


La tentazione lì per lì di rispondere "no, sono il tecnico del gas" fu in effetti fortissima.
Ma ero troppo sudato.
Così sfoggiai il mio più cordiale ed amorevole sorriso, cosa in effetti meritatissima: la signora aveva trasformato il nostro giallastro postribolo nell'appartamento più luccicante di tutta Zandonai.
Poi conobbi anche il padre di Cì. Un uomo d'altri tempi.
Insomma, ebbi l'opportunità di desinare con loro, che effettivamente colsi, e fu davvero uno squisito ed indeclinabile piacere, e non sto scherzando. Due persone semplici, genuine, meravigliose. Pugliesi.
Nel senso più autentico e stupefacente del termine: la quantità di cibo che hanno portato a quel capacchione era persino oltre i miei parametri.
"Però, quanta roba che avete portato!"
"Ah, ma no, è pochetta!".

E chissà, come invece li avevo distortamente immaginati! A prescindere dal rapporto con Cieffe, che comunque è andato notevolmente alleggerendosi (e comunque, non che lui fosse completamente nel torto, come io completamente nella ragione...è solo che, se in generale convivere nella stessa casa e stanza con una qualsiasi altra persona è difficile, per il vostro qui presente talvolta adorabile anfitrione lo è moooolto di più!), i suoi mi hanno notevolmente sorpreso in positivo.

E quasi mi sono rivoltato in due dal ridere quando ho sentito "Cì, 'a frittatina a vuò tagliata a boccongini?".
E ancora, quasi ho sentito un leggiadro, appiccicoso peso, dentro di me quando sono dovuti affrettarsi ad andar via.
E quasi mi sono sorpreso a immaginarli tornare, giù per l'autostrada, coi capelli al vento un po' alla beeHive, sulla via per il Gargano, con quella tenue e felice sensazione, quel sollievo, di avere un figlio ormai ben avviato verso una sua autonomia.
Che non dev'essere male, a rendersene conto. Eh, bello illudersi.

E nel frattempo, seguendo il consiglio giustappostomi dal bicarbonato sotto forma di leggero sbadiglio appena celato, sappiate che il Capozzo  si esibirà in quel di Chieti, il 30 giugno, al Teatro Marrucino, penso di sera, ebbene si spera, con "La Tempesta"  di Scespìr, mica chiacchiere e babbà, e mia gioia sia che per telphon mi diede il via, e qual sia il teatro queste meningi non sann, e come disse mein pater, addrizz' i banann'!
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lunedì, 16 giugno 2008

HEALTH-CHéIR

ovvero, come divenni un Gremlin.

http://www.judoinfo.com/images/shime/choke1.gif

Finalmente, le gnioùs del bollettino medico: ed è praticamente un sollievo, per me, come anche per chi, negli ultimi due anni circa ha avuto a che fare con la visione di me indemoniato, che, ahivoi,
bella bella proprio non deve essere. Quindi, ripeto, finalmente esiste un quadro completo.
Riassunto delle puntate precedenti: Arggh eck khaff, sbleurrrgh. ...Grazie.
Lo spiritello che m'abita il gargarozzo si chiama riflusso gastro-esofageo. Tra le sue pessime abitudini, lasciare sempre la porticella (quella da cui va a passare il cibo) socchiusa, di modo che lui possa andare e venire senza troppe remore, nel corso della giornata, ed ecco la causa di tutte le mie nausee e fastidi mattutini (che non siano il mio regolare disprezzo per i comuni esseri umani).
Per il resto, estrema felicità e vivide congratulazioni al team medico che si è preoccupato di esaminare il mio caso, che poi era composto da una sola persona: la Tina.

Come medico, così come essere umano, c'è da dire che la Tina dà soddisfazioni; fossanche solo che la senti squittire flebile "sdraiati" e "solleva la maglietta" che in effetti, ehm, era da un po' che non l'udivo dire*.
(*dalla pediatra, precisamente...)
Per non parlare delle camminate per S.Spirito di sabato sera, affinchè potesse guardare vetrine dalle più sordide chincaglierie (che erano posacenere, ci volevo io a desumerlo!) mentre di fianco, succedeva di tutto: scippirissestrupriadolescentinketamina...
"Ma dì, non è che un tantinello pericoloso sto posto?" "non peoccupatti, se non scerchi droga o alcol, ti capita mica gnente...eppoi, c'ho l'impermeabile viola chiaro!**" "Ah........va...bè".
(**vi ricordate forse che Derrick avesse un impermeabile viola chiaro, voi?)
Che tina, la tipa. Una ragazza, pardon, una donna, molto lucida e posata. 'Na forchetta, in pratica.

Ma torniamo seri: dall'alto della sua magnificesculapiente virtute et canoscienza, la Tina m'ha squittito una sorta di decalogo, anzi, ottalogo, affinchè la mia situazione gastroesofagea rientri in quella che è considerata la normalità clinica, e io, riahivoi, non possa più essere
l'anima di ogni festa:

1) Non eccedere e soprattutto non consumare alla sera i cibi seguenti: peperoni, sottaceti [questo significa che avrò sogni poco interessanti per un bel po'], cibi troppo speziati [il pachistano è già in lutto], arance e limoni, succhi d'arancia [quelli però mi hanno provocato altri effetti], limonate [vabbè, di quelle faccio a meno da un bel po'], cioccolata [noooo!], menta [sapendo di mentire], superalcolici [ora sono in lutto io], liquirizia, aglio e cipolla [e coi vampiri, mi dite come faccio??]

2) Alzare di almeno 3-4 cm la testata del letto [nel caso, dormo in piedi], mai dormire senza cuscino, mai andare a letto appena finito di cenare [questa regola la posso eludere se inizio a mangiarmi tutti i cuscini che ho in casa], insomma, per sicurezza, MAI andare a letto.

3) Non eccedere nei sughi complessi, come il ragù, ma preferire il pomodoro fresco [e indovinate cosa m'ha regalato, poi? il RAGU' DI CHIANINA! Tentatriceee!]

4) Mai brodi di carne, specie di sera.

5) Evitare al mattino appena svegli di fare bruschi movimenti con il corpo in avanti [anche il braccio che parte in direzione pene per grattuggia scaramantica?], mai attività fisica appena svegli o dopo mangiato
[bestemmiare conta?]


6) Appena svegli assumere a digiuno 1 pasticca di Peptazol per almeno 1 mese. Ripetere il trattamento almeno 3 - 4 volte l'anno.
[Ed ecco che le cose si fanno interessanti...medicinali mon amour!]

7) Fare l'antiacido Gaviscon per lunghi periodi di tempo (1 anno): 1 bustina dopo pranzo, 1 dopo cena, 1 prima di andare a letto [sempre se POSSO andare al letto, vedi punto 2]
[il che non sarebbe un problema se il Gaviscon, giuro, non sapesse di sperma. Tre giorni di bicarbonato gel e, cazzo, se non mi sento come la più economica prostituta rumena
(a proposito, sapete come si chiama la più economica prostituta rumena? Mutua!)]


8) Non fumare [dalle orecchie conta?]

E insomma, per un annetto, mi si prospetta questo tipo di vita e di alimentazione. Sentitevi liberi di avviare il processo di beatificazione antemortem.

Con la sediziosa minaccia di ciò che potrebbe succedere se si dovesse contravvenire alle 8 regole d'oro:


http://reparent.blog.uvm.edu/images/Gremlin.gif

moohahahahahaha!

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 16:35 | spermaLink | commenti (7)
venerdì, 13 giugno 2008

"Nun te mett'a paur' ".

"e' la somma che fa il totale"

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 11:30 | spermaLink | commenti (1)
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dalla cella imbottita di:

Blogger: Petrof
Nome: sherpes in senos
Una brutta persona con pessime abitudini, anche a R.E.
www.flickr.com
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