Rileggendo i vecchi post, mi sono reso conto che
C'era un tempo
In cui ero un perfido e prolisso bastardo del cazzo
un merdoso autofagocitante rincoglionito.
Ed era meraviglioso.
Ora sono troppo impegnato a fare la persona seria
(e vivere e alzarmi e studiare e e fare la spesa e cucinare e cercare un lavoro e dare una buona impressione agli estranei e avere rapporti sociali e pensare ad un eventuale futuro e a possibili nuove mete, utopici orizzonti e confini inesplorati, e cosa volete che ne sappia, Bora Bora o Marte)
(Marte mi ha sempre affascinato)
per essere perfido e prolisso
per raccontare (raccontarvi, raccontarmi) storie
per autofagocitarmi, per essere affascinante (dal punto di vista letterario)
per suscitare ammirazione o fastidio. Perchè, non è tanto bella l'indifferenza?
Ora sono troppo impegnato a fare la persona seria
per poter essere me stesso.
(anche per un millesimo di secondo che mi regalo,
fosse anche tirandomi una sega che quasi mi strappa via
l'uccello) .
"torneròòòòòòòòòòòòòòòòòòò"...
TU PUOI ANCHE PENSARE
DI TOGLIERE
IL CLISTERE DAL RAGAZZO
MA NON RIUSCIRAI MAI A DISTOGLIERE
IL RAGAZZO
DAL CLISTERE.

canterò fin quando avrò qualcosa da dire. (Luigi Tenco)
Qualche settimana fa, con l'amena curiosità da yak della tundra degna di chi, non avendo più a che fare giornalmente con il telematico nuovo-punto-zero vario ed eventuale ed è per questo molto più rilassato e sollevato ogni qualvolta si trova ad avere a che fare con la retedellereti, ho aperto una mail e ad essere brutalmente sincero, mi ha un po' rattristato:
"Dear Petr0f,
Video Disabled. A copyright owner has claimed it owns some or all of the audio content in your video "praticamente via col 20". The audio content identified in your video is Boys Don't Cry by The Cure. We regret to inform you that your video has been blocked from playback due to a music rights issue. (...)"
Proprio così. Video Disabled. A metà tra una leggera brezza dicembrina che ti punge le coronarie e una scalpellata data a puntello tra le gengiva tumefatte e sanguinanti che ti fa saltare via i molari. Video Disabled. Come se fosse una cosa da niente, o almeno lo fosse per me. E te lo vengono a dire per iscritto con la spocchiosa consapevolezza che tu non possa farci un cazzo. Perchè non sai, effettivamente, chi sia il responsabile. Certo, l'immaginazione corre immediatamente, e con brio, a Robert Smith che, concedendosi del tempo prezioso tra un tour e uno show radiofonico, osserva basito Fabio perdere il treno e Paola circumnavigare la fontana di Piazza Umberto dimenando audacemente i glutei, ed esclama "That's really holyfucking disgusting!", e gli gira il cazzo e chiama il Signor Youtube. Ma sarebbe bellissimo, quasi rassicurante, se fosse andata davvero così e non, invece, fosse, come probabile, un brutto colpo di spugna degno della peggio controriforma con la quale alcune case discografiche, leggi "gente con avvocati, soldi e tempo da spendere", ci prova a stringere il cappio su qualcosa la cui sola esistenza è per loro fonte di fastidi. So, boys don't cry, anche se questo, almeno per me (visto che mi riguarda personalmente) è la fine dell'ennesima innocenza: il credere che sul web si realizzi quell'utopica condizione di democrazia orizzontale, di cui c'è ancora qualcuno che ne sente il bisogno, e per questo va sui social network e si autoacclude a coraggiose coalizioni quali "adotta un peto" o "quelli che si cancellerebbero dall'asocial netpork SSE Melita chiedesse loro di scrivere il loro curriculum vitae tra le sue sode e allenate chiappette col loro Maritozzo con la Panna Dopo di carne umana".
E per questo (ma non solo), tenetevi forte e occhio alla penna, CLISTERE CHIUDE. Si, lo so, è una notizia shockka, ma perfettamente rispondente alla logica di questo piccolo posto virtuale, della forma mentis di chi scrive, e persino del volo del calabrone. Ma credetemi se vi dico che ci ho ponderato a lungo (un'intera notte insonne, ecco perchè stamane mi sono alzato alle 7.24). Ho cominciato a scrivere qui nella calda estate di quasi quattro anni fa, ma a ripensarci bene, mi sembra che sia passata una vita, e sia cambiato tutto, come dice quel comico meridionalofobo. Sono cambiati i miei pensieri, le mie motivazioni, è cambiata la gente che scrive postando e legge commentando, qui come altrove (nel senso che non ce n'è quasi più, tuttisuffeisbuk!), sono cambiato, e molto, anche io (ora sono biondo con gli occhi azzurri, alto 1,90, meglio che smetta -di cambiare- prima che mi spunti anche una vagina e qualche emiro mi chieda in moglie). Ho iniziato il 25 luglio del 2005, un po' perchè il gioco mi divertiva, un po' perchè me l'aveva consigliato un amico, un po' perchè pare tirasse con la pucchiacchia (il che effettivamente era vero, e che ha avuto il curioso effetto collaterale di farmi vedere posti che difficilmente avrei visitato se non ci abitasse qualche amica speciale). Ero a casa mia, nella stanza che avevo sin dall'infanzia, AdF, con gli ultimi strascichi multicolore della tarda adolescenza, il nano era al potere e l'Università era una barba. Ora, sono in una biblioteca, in una città del centro-nord in cui sto da meno di un anno, il mondo ha le sfumature bianche della neve e grigie dell'asfalto, sono nel pieno dei twentysomething, casa vecchia è venduta, nella mia vecchia stanza solo VforVendetta e Checco Zalone testimoniano il passato; mia madre non c'è più. L'Università è ancora una barba. Il nano è di nuovo al potere. Oggi è il 26 gennaio del 2009. Ho cantato ogni qualvolta avevo qualcosa da dire, per quanto stupida, buffa o paranoica fosse. Ho fatto quello che ho voluto fare e mi sono incazzato, divertito, insultato, elogiato, intristito o arrapato quando mi è parso a me. Non rimpiango un cazzo, perchè tanto sarebbe inutile. Solo, sono alla ricerca di stimoli nuovi, e parole e colori e significati che siano tali. Questo blog stimoli non ne dava più, accumulava solo polvere; inutile trascinare le cose, inutile incaponirsi.
Perciò statemi bene, pazzi e adorabili stronzi. Questo non è un addio. E' un arrivederci. Tenete d'occhio i cieli, i mari e i vostri genitali. Presto tornerò.
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