






Noicattaro-Berlino…il volo di Pindaro
(cronaca di un pomeriggio qualsiasi visto dagli occhi di un adorabile paranoico ossessivo-compulsivo)


Noicattaro sembra un paese da fiaba, di primo acchito; un distretto ristretto.
(non so perché ma questo incipit mi fa venire in mente T.S.Elliot “Aprile è il più crudele dei mesi”, la frase che apre “Terre desolate”….questa mi è stata suggerita, ovviamente ;))
E’ tutta questione di spazi, immagino; dove da noi magari ci sono i giardini (detti anche “ville”) in cui gli anziani possono svernare tranquillamente, lì, almeno questa è la mia impressione, le persone la cui parte fondamentale della vita è incontrarsi in piazza e recitare il mantra di chi è passato a miglior vita anche da diversi anni, delle lamentele riguardo un qualche soggetto ricorrente (quasi sempre la sacra trimurti u’govern- i giuvn- l’trrìse, anche qui i discorsi seguiranno la medesima forma mentis) e pocaltra roba, sono stipati in spazi che più che in largo, si estendono in lungo; lunghe strade che, immagino, si estendano ben oltre il centro storico.
Urbanisticamente, non noto tutta questa differenza col paese (del cazzo e abitato da gente del cazzo) in cui vivo, ma…come dire…non ho resistito all’osservare questa cittadina con gli occhi del bambino che scopre il mondo stupito, istupidito, direi anche, abbacinato.
Un luogo familiare quanto estraneo, vicino (se paragonato a Roma o al Venezuela) e lontano, come i famosi “cari amici” di quel presentatore di cui ignoro il nome, che sarà morto penso, da un pezzo.
Cari amici, perché in effetti a Noicattaro ci vive un caro amico: lo zio Vtangl.
Ma a questo punto, nella migliore tradizione dei racconti in media res, dovrei raccontarvi come cazzo sono finito lì, e che ci facevo, in un sabato pomeriggio di fine marzo nei primi anni del terzo millennio.
La verità è…là fuori, ma come ci sono finito lì, non è difficilissimo immaginarlo, almeno per me.
E cosa ci facevo non vi riguarda. Sforzate l’immaginazione, e vedete un po’ voi.
Cazzodevostareadirvituttoio.Maveramente.
La zona industriale di Noicattaro ha qualche punto in più della nostra, che conosco bene perché ci ho scorrazzato con più di un mezzo, ma non è niente di speciale.
Troneggia però questa azienda di medio-grandi dimensioni, dove io col fido Caballho (a poche ore dalla sua fuga all’estero, che faceva i debiti scongiuri dopo che la radio gli ha praticamente dedicato Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd –sapete che fine hanno fatto, no?- e che io gli ho solidalmente cantato finché non è dovuto andar via, ricompensato da sue maleodoranti e mute puzzette in una saletta di modeste dimensioni) siamo stati accolti dal prode Vtangl, dopo tanto tempo l’asse si è ricomposta e l’universo si è riequilibrato: non giusto, ma magari giustificato….basta cazzate.
Raggiunti gli altri convitati, tra cui qualcuno che già conoscevo –ma non Peppe, il fratello-doppelganger di Vtangl che si è rivelato una sorpresa, e mi ha fatto tagliare dal ridere come una fetta di pane divisa per un sandwich, tanto è sagoma…ecco perché d’ora in poi quasi quasi lo aggiungo al pantheon,assieme al fratello, a Poldo, a Chuck Norris, all’ipnorospo, a Chtulhu, e, be’, al culto egocentrico, edonistico e lascivo della mia persona, ultimamente un po’ trascurato dal me-fedele, devo dire – e a riunione svolta (con pochissima cavatola riscontrabile nel situare cronologicamente il prossimo meeting) in compagnia dello zio e di un suo amico kabirbediano, ma molto simpatico e di ottima compagnia (si parlava in tutta franchezza dell’incertezza dell’oggi, e mi ha raccontato un po’ del suo vissuto, in pratica lui#########################################################e questo è quanto).
Svolto il suo compito (farsi una scheda al piazzato centro fitness rutiglianese, che mi ha fatto venire in mente i centri di benessere di quelle catene americane di cui mi raccontava la madre di Caballho qualche tempo fa)
Vtangl mi ha accompagnato. La discussione tra gentiluomini non può che vertere sulla politica, anche se mi ha piacevolmente sorpreso la curiosità alquanto naive, tipo la mia, con cui mi hanno chiesto come si chiamano gli abitanti di Acquaviva.
Ma Vtangl che parla di come gli piacerebbe (benevolo, ça va sans dire) lanciare dal secondo piano una specie di segretaria fancazzista dagli pseudovalori cattosocialisti, con lo stesso sguardo che BonoVox lancia dal palco a Patrick Bateman in American Psycho (il libro)….sono quelle cose che ti rimangono nel cuore.
Che la collera del giusto faccia tremare le ossa dei mediocri e degli empi come il più frastornante crescendo basso-batteria di un maledetto dj tedesco fatto di LSD e mezcal nel corso di una qualche LoveParade berlinese del cazzo.
E questo che ho pensato, in quel preciso momento. Ma questa è storia.



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