sai, la gente è straaaaaaan.

venerdì, 29 giugno 2007

ClisteRadio 1

http://www.wma.com/sergio_mendes/imgs/SERGIO_MENDES_main.jpghttp://www.adrorockfestival.it/immagini/band2006/l-aura.jpghttp://www.wanabuzz.com/articles/hiphoppics/08---Kurtis-Blow.jpghttp://www.the-planets.com/star-biography/Shaggy-Biography.jpg

Sergio Mendes - Magalenha-----L'aura - non è una Favola-----Kurtis Blow - The Breaks----Shaggy - Boombastic


 



Mi arrogo il diritto di stupirvi, anche se siamo ancora in fase Beta.

Qualche riga sulla cosa: questo esperimento nasce in maniera rocambolesca,  facilona,  smarmittata , esagitata, impulsiva e assolutamente accazzodicane. Se le mie labbra proferissero la frase "mi è venuta così" sarebbe una bugia fatta e finita. Warren Ellis indica da anni la musica che ascolta, dalle sue parti. Le uebrediou vengono su come funghi sui piedi di mia nonna. Era da un po' che ci pensavo. Solo oggi ho ricevuto il vero stimolo, non nascondo che c'entrino anche le pieghe sul collo di una signora che sembrava un batraco, oggi pomeriggio in treno. Ma qualcosa è cambiato, e ne prendo atto. Da qualche parte un lupo si alza affamato, da qualche parte una pecora si guarda attorno con aria di circospezione. Pensate a ciò che sentirete o a cui vi farò pensare e/o ricordare come a segnali catturati dall'etere in un modo arrembante e corsaro, anche un po' rozzo: perchè è ciò che le mie orecchie sentono che io voglio farvi ascoltare, il ritmo sul quale sono scandite le mie giornate.
E se volete capire, prego, se no, non fa alcuna differenza.

Ora mi alzo un attimo perchè stare stesi sul pavimento, causa ripiego batteria alternativa, non è il massimo e le costole mi stanno pian piano perforando gli organi interni. Cegghirraùt!

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 18:03 | spermaLink | commenti (6)
martedì, 26 giugno 2007

Take off Your disguise



E per un momento, oggi, sono riuscito (o mi si è lasciato) guardare attraverso i fori di una maschera.
Notevole come poi ci abbia visto....al di là di ogni sciocco vezzo, di ogni vacua vanità
Nella limpida bellezza di una lacrima....LA VERITA'.

Bello pensare che sapevo, e sentivo, che ci fosse,
e questo va ben lontano da ogni altra banale puttanata proferita.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 22:11 | spermaLink | commenti (8)
venerdì, 22 giugno 2007

chi lavora non fa l'amore...non ha tempo

http://www.csi-italia.com/csi-newyork/cover-csi-newyork.jpg

Ebbene si, miei cari affascinanti ed affaccendati scimpanzè: anche io ho un lavoro adesso.
Sono un rispettabilissimo quanto comune pendolare impiegato (o presunto tale) presso un imprescindibile sportello informativo di uno dei più prestigiosi atenei situato nel meridione di una grande e bellissima nazione, se così la vogliamo vedere, con un contratto a termine, una retribuzione predefinita e, cosa moolto più interessante, uno dei più radiosi degli avvenire possibili avanti a me ad attendermi.
Tutto questo non ha però impedito a quella puttana vecchia della mia vicina di friggermi a ridosso della finestra sin dalle 6 del mattino, appestando la mia abitazione, nella quale, a dire il vero, vivo solo da un mese circa. Ma dopo aver visto lo speciale sui vicini di Erba, perchè crucciarmi più di tanto? Perchè covare tanto rancore, fare cattivo sangue? I coniugi Romano, Erika e Omar,Myra Hinley, Lizzie Borden non mi hanno insegnato nulla, forse? E' per caso che la nonna mi ha lasciato quell'affilata collezione di lame da cucina? Se io fossi un bambino del Burundi con il kwashiorkor e il mio dirimpettaio fosse Rupert Murdoch, Ted Turner, Rovagnati, Jey Arr, forse che non giungerei alle stesse precise pedisseque identiche concertazioni?

C.S.I. Centro Servizi Informatici, per esteso. Se non sono in pausa pranzo, certo. E se la pausa pranzo non è stata procrastinata a così irrimediabilmente tardi che la mia unica salvezza sono i panzerottini e i mini panini al tonno (capirete che non sono il massimo, specie se paragonati alla salsa cocktail) del vicino Tolesco. Effettivamente, non è questo che vorrebbe il mio stomaco. Effettivamente, non è per questo genere di schifezzuole che sento di essere venuto al mondo. Ma così è, se mi pare.
Come disse il famoso saggio che non si vide mai inviso alla sua prospera neoallieva dalla Colombia.....
if you want the job you better SUCK my DICK.


D'altronde, io stesso consigliai ad un'austera docente, appena 4 mesi fa, di darsi più ad attività di natura pelvico-lombare, piuttosto che stare a farmi le pulci a proposito di una materia su cui ero perfettamente preparato, solo perchè mi teneva (per ragioni adducibili ad X, dove X sta per "faceva casino a lezione, o meglio solo il primo giorno, o meglio... non sono neanche certa che fosse lui") simpaticamente sul cazzo, e questa spropositata ... ehm, bravissima persona, che mi fa? Mi fa invece un libro in cui analizza, con raffinato criterio linguistico-sociologico, il nadsat. Il NADSAT, porca puttana!!!!!!!!
(non aveva proprio di meglio da fare?)
http://www.artshole.co.uk/arts/artists/nick%20mangostus/WC.jpg

E come poteva concludersi la settimana, per quanto corta possa essere, se non con l'ennesima constatazione di quanto sia bello specchiarsi nel fondo per scoprire che di fondo non ve n'è alcuno? Dal vangelo secondo Palanihuk:
Perché, dice Tyler, tu non sei il tuo lavoro, tu non sei il tuo portafoglio, tu non sei quello che hai in banca: "tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve". Soltanto dopo aver perso tutto, si può essere liberi di fare qualunque cosa: questa è la sua filosofia anarchica.
Bene, dico io, e non sei neanche il tuo cazzetto floscio o la tua tumida vagina piena di umori, usata come merce di scambio o gratificante regalia.
Perchè se mai avrete a che fare con una di quelle che la danno via per (che ne so) una galanteria, dal pacco di sigarette in su, non fatevi mai mettere in mezzo su discorsi sentimentali....perchè non esiste merdata peggiore tra la merda nei momenti di merda dei giorni di merda.
E allora BANG come il proiettile che dall'obice del poliziotto va a conficcarsi dritto nella scomposta e madida fronte dell'imbelle stupratore. E CLANG, l'acciaio sacro temprato dalla volontà del crociato che, nel nome della Giustizia, di un Dio in Fiamme, sfilaccia via in un tutt'uno cotta di maglia e carni di bastardo infedele. Fanculo il relativismo, fanculo chi non crede nella legge morale, spalate merda nelle bocche dei nichilisti, fanculo chi fa del dubbio la propria religione: hanno neutralizzato la forza di volontà, con i jingle pubblicitari.
Non ho più intenzione di soprassedere oltre su stronzate del genere,non quando so, e ne sono certo, ma solo nei momenti migliori che pertanto non si verificano mai, volontà, oltre la pazienza, e morale, oltre il desiderio. Tanto, per quanto ne possa sapere riguardo una categoria a caso,
 "a Bari, le attrici scopano per recitare, gli attori recitano per scopare."
http://www.filmitalia.org/Files/2005/06/22/1119437966689.jpg
"Mariolina De Fano è brava" (Gianni Ciardo)

Mi sbaglio forse? O tutti dovrebbero farsela con tutti gli altri, anche soltanto per mera gratitudine?
(in tal caso, chi mi capisce mi segua: poveretti i vostri sessi dateli ai gabinetti)
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 19:29 | spermaLink | commenti (9)
lunedì, 18 giugno 2007

Palleppalle!! (piùPP)



(a gradire, l'improvvisa comparsa di Beppe Grillo, a meno due minuti dalla fine della clip)
Con dedica speciale a quell'illuminato esempio, che ahimè non posso dire di conoscere di persona ma solo di fama, di assoluta e perentoria perseveranza che un giovane dalla cristallina reputazione
a nome Zappinbbus (e voglio dire!) ha fatto suo, e tralasciamo pure i particolari;
soltanto, è in momenti come questi che sento che il BurkinaFaso non sia poi così lontano.
E che l'amore può non conoscere barriere, di gomma o in atti (del tipo salto-della-quaglia) che siano, quando hai 19 anni.
Quindi applaudirei questo ragazzo con una mano sola per i 9 mesi a venire.

http://www.barcellonapg.it/Rubriche/salute/image006.gif

E scusate se è poco.
PALLEPPALLE!
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 02:19 | spermaLink | commenti (7)
venerdì, 15 giugno 2007

Burattino senza filtri

http://www.indayscomix.com/public/Ausonia---coverPinocchio.jpg

Nel mondo ideale della logica, pare quasi superfluo pensare che tra il punto A e il punto B intercorra una linea retta. In questa fattispecie, dove il punto A è rappresentato dalla condizione di non possedere il Pinocchio di Ausonia , e B è ovviamente la condizione di possedere il Pinocchio di Ausonia, può sembrare che tutto ciò sia così; semplicissimo prenotarlo, elementare chiamare la fumetteria, fuor di dubbio prendere il treno e recarsi a Bari. A quel punto, però, come nelle più semplici, delle storie, sorgono alcune piccole complicazioni, o tappe: ti ricordi che potresti svolgere A1, o A2, mentre A3 semplicemente capita, e A4 ...dovevi pensarci prima. La copia prenotata arriva nell'altra sede della rivendita, pertanto dovrai trascinare la tua lurida carcassa in Viale Unità d'Italia, ti passa per la testa che potresti verbalizzare un laboratorio, già che ci sei, informarti su altre cose, o anche ti capita di incontrare una conoscenza (l'attore protagonista del mio primo-vero corto, per dirne una); ma anche, ti accorgi di un incidente stradale proprio sotto la tua sede scolastica, o ricevi un inatteso SMS (neanche a farlo apposta, da un forumista... mentre sei in una fumetteria!!!!) che ti fa scoppiare a ridere come l'imbecille con cui il fumettivendolo avrà poi (giustamente) modo di pensare di avere a che fare.

Puoi dire che ne sia valsa la pena? Certo che si, a meno che non ti addormenti in un treno che, proseguendo ben oltre le fermate stabilite, va avanti verso nessundove.

Ma noi siamo felici esseri liberi, carne solo per caso, raramente, qualcos'altro
e un ciclo siamo macellati, un ciclo siamo macellai,
un ciclo riempiamo gli arsenali, un ciclo riempiamo i granai
un ciclo macellati, un ciclo macellai.
                                                            (da "Guerra e Pace" dei CCCP)
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 20:47 | spermaLink | commenti (9)
lunedì, 11 giugno 2007

Happy End of The World

http://cdn.channel.aol.com/pmms/productpagemovies/05/04/1698785

Non potendo partire da un punto qualsiasi, partirò direttamente dalla fine.
La Fine con la F maiuscola. Quella definitiva. La Morte del Mondo.
Dalle cose a venire, dalle premonizioni che salutari effluvi di una messianica miscela di Crest, altre birre a cazzo, vino e nocivissimo nocino fatto in casa (e a caso) mi hanno conferito.
Sarà una bella giornata di sole, molto estiva, e mi sentirò insolitamente euforico e molto più normalmente arrapato come una scimmia bonobo. Staro percorrendo, senza una ragione precisa, Corso Vittorio Emanuele II, e, cosa particolare, indicherò senza troppa eleganza il pacco a una ragazza dalla pelle abbronzata che incrocerò per strada. Lei mi sorriderà, osservando le fantasie coreane della mia camicia, prima di passarsi una mano sul seno e accarezzandosi il ventre; una prostituta, senza dubbio.
Poi mi andrò ad infilare, ancora senza una determinata agenda, in un enorme centro commerciale, gremito di gente, nell'ordine delle centinaia, molti dei quali ragazzotti di San Pasquale anche piu' giovani di me. Ma quello che mi sorprende è come, via via, ogni piano sia stato trasformato in un immensa sala giochi, dotata di praticamente ogni qualsivoglia tipo di videogame e varianti di biliardo e biliardino di cui sono a conoscenza dall'età di 7 anni.
http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine3/IMMAGINI/attualita/sala_videogiochi140x110ansa.jpg
Ad attirare la mia attenzione, saranno nell'ordine: un montacarichi sgangherato privo di portello di chiusura nella quale cercherò di intrufolarmi, salvo poi scendere qualche metro per risalire ed essere rimbrottato dalla sorveglianza, e una ragazza, alta si e no un metro e 60, carnagione bruna, capelli neri, maglietta aderente, che si appresterà a giocare al Dance Revolution.
Col fare di chi sa, mi appropinquerò a lei, puntando le mie irrisorie ma mordaci capacità di approccio sulla sua incapacità di andare a ritmo, e di punto in bianco, riuscirò a baciarla con avidità sul collo.
A quel punto, effettivamente suonerà una sirena, e un tizio con una polo gialla e blu, abbastanza più alto di me, dalla zazzera castana, si farà vivo improvvisamente, chiedendo spiegazioni. Esigendo di farmi male, cioè. A quel punto, mi accorgo davvero che il gioco comincia: una voce annuncia addirittura Round One...
Il fidanzato della tipa comincia a tirare calci a mezzaria, e a saltellare, agilissimo, coordinatissimo.
Fa segno di avvicinarmi, poi ancora pugni e calci nel nulla. Rimango fermo. Mi fissa, di ghiaccio.
E io fermo. Gonfia le braccia fino a rendere visibili le nervature; notevole. E io sempre fer-mo.
La mia attesa viene ripagata quando un pallone da calcio mi giunge dal nulla. Lo calcio.
Prendo il tipo dritto nei coglioni, smorfia di sorpresa e dolore per lui. Mi arriva in mano un pallone da football. Stavolta miro meglio e lo prendo in testa. Cade sulle sue ginocchia. Faccio per oltrepassarlo, ma mi si avvinghia alla maglietta, tirando con tutte le sue forze. Il fottuto coglione. Lo blocco rapidamente alla nuca e poi ginocchiata nei denti. Lo facevo più forte. Prova a spintonarmi, ad eseguire un piledriver, anche se in ginocchio. Col risultato che lo prendo dalla blusa e gli faccio pulire un po' di pavimento con la schiena. A quel punto, la gente inizia a scappare, ma non dipende da me.
E' successo qualcosa ai piani superiori. Sulle scale, mobili o no, si crea una ressa mostruosa.
Qualcuno finisce a terra, qualcuno è ferito, piange, chiama al cellulare. Anche io mi do alla fuga, confuso, vado in cerca di spiegazioni, ma tutto quello che ottengo è un confuso "sonnambuli impazziti...drogati...."
....."visto quello? Lo ha morso"
. E la fuga per me è impellente, perchè ho abbastanza sottocultura cinemaografico-fumettistica per capire cosa significa, anche molto prima di vedere uno di loro.
A capofitto giù per le rampe di scale, tra la gente ormai folle di paura, incontriamo un nutrito numero di agenti delle squadre speciali, tenuta antisommossa, caschi neri calati, marcia compatta, forza d'urto.
Tra di loro, elevato da terra, impartendo digitalmente direttive, IRON MAN.
Cerco di dargli una pacca sulla spalla, o quello che è, visto che è completamente rivestito della sua armatura metallica, con un amichevole "ue ironman", ma il tecnologico personaggio pare non gradire, si scosta scontrosamente, eppure pochi passi più avanti, fa ai suoi uomini "ragazzo simpatico", ma solo dopo che gli ho dato dello stronzo.
Arrivato a una terrazza del primo piano, mi rendo conto che ben pochi sono rimasti, di quelli che se la davano a gambe, ancora in zona: sono tra gli ultimi, che abbia perso tempo andando in bagno?
E quel vecchio che mi fissava vitreo, quasi come fosse lì lì per abbracciarmi, era sotto choc o era uno di loro? Urla disumane, rumore di armi da fuoco, senza sosta, dai piani di sopra; la melodia della guerra.
Esco per la strada deserta, chiedendomi se questa sia la volta buona che si decidono ad abbassare i prezzi, e se sia il caso di recarsi alla Grande Effe....
QUANDO, senza mia esplicita richiesta, o mandato di comparizione, IL DIAVOLO FA LA SUA COMPARSA.
Non è come me lo sarei aspettato, zaffata di zolfo, mantello, corna, tridente...è come urtare accidentalmente uno sconosciuto ad un angolo di strada, incrociare lo sguardo e pensare Ehi ma questo lo conosco.
Vedi questo tizio, e pensi, immediatamente: cazzo, satana.
E ti senti frustrato, perchè se è così che va, non sei certo il primo uomo a cui lui è voluto comparire.
Ed eccolo che apre bocca, mentre ti rendi conto, a conferma di ciò che lui sia in realtà, che possiede un ombra proiettata in tutte le direzioni, diverse ombre che ruotano, che quasi si staccano, dannatamente, dall'asfalto. Lui neppure si presenta, o ti saluta: Il diavolo dà le cose per scontato, porca puttana, ecco in cosa è dannatamente simile all'uomo....
http://www.hyenaproductions.com/images/al_pacino_godfather.jpg
"Carina come cosa, quella di Corso Vittorio Emanuele, non credi?" la sua voce è senza accento, perfettamente impostata. Sembra infastidito dal mio balbettare, come quando una scimmia ti grida nelle orecchie. "Non affaticarti a rispondere...non è quello che mi aspetto da te, nonostante, devo riconoscertelo, tra questa massa di cretini tu quasi sia destinato a spiccare..."
Un complimento dal diavolo...e io che oggi volevo solo comprare due libri, mangiare, al limite fare sesso con la ragazza del DR...."sono qui per una lunghissima e noiosa serie di ragioni, tra le quali, incredibile c'è anche quella di FARTI CONTENTO. Sai tutta la storia dei preti pedofili, della Chiesa che nega e li protegge, dei bambini traumatizzati a vita? Beh congratulazioni, non è vero niente, come tu avevi sempre sostenuto. Non è mai esistito, in centinaia di anni, un prete che abbia anche solo desiderato per un istante di avere un rapporto fisico con un minore. Mi è bastato smuovere quel tantino le acque, con i miei cari amici e succubi dei media, creare il caso, come mi pare dicano quei molluschi di sinistra...ed eccoci qua, al momento che io chiamo <della raccolta>. La gente ha perso fiducia nell'istituzione della Chiesa, la Chiesa non è riuscita a difendere in maniera adeguata innocenti ingiustamente accusati...e questo rende il mio lavoro così squisitamente facile, sai?"
A malapena la mia mascella rimane attaccata al mento, mentre la mia mente urla centomila volte di alzare i tacchi e tornare indietro, anche di finire contaminato, qualsiasi cosa che non contempli stare qui a sentire il Sovrano dell'inferno che si vanta come una sciacquetta che è riuscita a copiare impunemente il compito in classe. "Ah questo sarà un anno particolarmente fruttuoso...tanto da potermi anche ritirare dopo..." è innamorato del suono della sua voce, senza dubbio. Teatrale a dir poco. "e nel caso tu te lo chieda, i non-morti sono venuti con me...un tocco di classe, una citazione pop. La Morte non è nient'altro che un leterna pennichella senza sogni, ovvio che a qualcuno capiti di soffrire di sonnambulismo...
Beh, è stato un piacere. Ci vediamo, Daniele, caro"
Mi da una pacca sulla spalla, e si incammina, giocherellando col vincastro del suo bastone.
"D-d-Davide" replico, silenziosamente, riuscendo comunque a farlo voltare.
"Prego?"
"Mi chiamo Davide. Davide, non Daniele"
"Ah!"
E in quel momento tutto il suo dialogo mi è più chiaro, e un calabrone vola da una finestra ma nessuno lo vede, e la sua faccia fa una strana smorfia, come il bambino che ha appena scoperto che i biscotti sono finiti. Poi mi sorride, piacione. "Oh beh.....errore mio!"
E su quella, va via sul serio.

Fa caldo, tanto caldo.
Un caldo d'inferno, mentre tutto il pianeta brucia ne' più ne' meno di un fuocherello da campeggio.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 05:18 | spermaLink | commenti (4)
sabato, 09 giugno 2007

Robinson - naufrago nella fondamentale Era del vibratore a pile

http://www.cinemavvenire.it/magazine/pic/5045a1.jpg

"Scusi giovane sapreste indicarmi la strada per Casamassima?"


Sei per strada, pensando ai tuoi più foschi e terribili problemi, cose da cui ti rendi conto di non poter assolutamente uscire, tragedie tanto comuni e quotidiane che non se ne può parlare con nessuno, cose che ti segneranno per sempre e a cui non c'è rimedio, o almeno, tu non puoi farci assolutamente un CAZZO in proposito, e rimugini dentro te stesso, cercando di pensare ad altro, quantomeno di sorridere del fato che è davvero un po' così, ma per qualche minuto sai che ne sarai completamente incapace....
e qualche ignaro fottuto bastardo sceglie proprio te come opuscolo informativo, o come stradario, insomma fate un po' voi
e quindi, cazzo, se ti girano alquanto gli ammenicoli, non so se mi spiego

Robinson Crusoe non era affatto un coglione, come la civiltà moderna lo potrebbe dipingere
in maniera ingrata, tralaltro, perchè egli ci rappresenta alla perfezione, e non so come cazzo abbia fatto Swift, che non era neanche un bravo scrittore, però va applaudito almeno tanto quanto dovremmo abbassarci il cappello ogniqualvolta sentiamo Fantoni Cesira di Guccini e pensiamo "cazzo, ma questo è praticamente IL MANIFESTO DELLA VELINA!" (.......)
Robinson Crusoe era quel tipo che, naufragato su un isola deserta, era riuscito a ricrearsi, con enormi sforzi, un occidente in miniatura, aveva ricostruito alla perfezione il modello di mondo in cui viveva
Pensate adesso a una tecnologia che ci permette di vivere centinaia di vite fittizie
Nelle quali è possibile persino fare sesso virtuale con dei bambini, salvo poi fare i bei moralisti di sinistra nella realtà e puntare il dito contro preti o che so io, dimostrando così di pulirsi il culo coi propri (finti) ideali, battendo il tempo della danza dell'ipocrisia che regge questo mondo da secoli
siamo dei Robinson Crusoe con dei Venerdì digitali ed automatici, siamo perfettamente in grado di condurre una vita autosufficiente da soli, consumando consumando consumando, cicale che ormai hanno superato la necessità della formica, in un estate eterna (magari oggi no, per quanto ha piovuto), e tante grazie ed a buon rendere, effetto serra, sempre piu' spesso soli con noi stessi, perchè dettiamo noi le condizioni, ognuno nel suo comodo atollo personale, al riparo da intemperie ed intemperanze del contatto altrui.

E ha forse torto, Robinson? Beh è chiaro che a questo punto si potrebbe benissimo partire per la tangente e vai a botte di umanismo, manco fosse un pene di 20 centimentri la cui cerca per una fica diametralmente accogliente pare essersi finalmente conclusa, sul valore umano della compagnia, dell'amicizia vera, delle solide basi per personalità ed autostima che trovi solo nel riscontro prossimo
.....e in tutte le vane promesse che sai nessuno manterrà. Amici per sempre. Amore eterno.
La verità è nelle particelle subatomiche, non certo nelle parole dell'uomo, del bugiardo per eccellenza con una data di scadenza, per fortuna...perchè il pensare di non essere eterni mette in prospettiva molte cose, non ultima l'importanza dell'immediatezza.
Amici perchè abbiamo condiviso ore liete. Amore in relazione al momento in cui la Terra rallentò.
Non è il massimo, perchè di eternità ci si riempie la bocca, ma è almeno piu' onesto.

Certo, l'importante è amare se' stessi, perchè da te non puoi prenderti pause di riflessione, o lasciarti; e allora, come un paio di assi di legno sono in grado di fare qualcosa a cui puoi dare nome di casa, con che coraggio si può negare che immagini in movimento su differenti schermi in direzione dei tuoi occhi, o informazioni di carattere uditivo emessi a differenti ritmi nelle tue orecchie non vadano considerate vita, o anche realtà? Siamo noi a costruire il nostro mondo. JUST US.

Forse è quello a darci l'illusione della perpetuità. Ma Woody Allen sottolinea come questa sia una forma di arroganza, nell'uomo, e soprattutto nell'artista: non morirò mai perchè vivo attraverso le mie opere. Dimenticandosi che comunque, non si potrà mai e poi mai arrivare oltre un certo punto.

http://www.meekermuseum.com/joefrank.jpg

Come il famigerato barone Frankenstein scaturito dall'immaginazione di Andy Warhol, la ricerca della perfezione è un ossessione che ci consuma: il naso la cui forma ricerchiamo diventa il pretesto per uccidere qualcuno di cui è evidente la tipica invidia del "lui scopa più di me...eppure io sono meglio"
Siamo tutti dei piccoli dei, incazzati e vendicativi come l'originale.

Il meglio che possiamo aspettarci, da tutto ciò, è un qualche tipo di rivelazione, di catarsi....
ma    questo      non     avviene      mai    per    davvero, o almeno con completezza.
Dobbiamo accontentarci, anche di deragliare tutto questo nelle chat room, nelle discussioni tematiche, nella collezione di maschere nascosta nella palafitta.

Ma voi, schiavisti dall'evidente senso di colpa, moderni carbonari dei diritti umani, rivoluzionari da fine settimana, ignobili calzini bianchi, superficiali di sinistra perchè à la page...
non la date a bere a nessuno, con le voste stronzate sull'eguaglianza e la solidarietà, e meritate i leader Democristronzi che adesso vi appiccicheranno alle palle il velcro silenzioso del partito unico...

Voi che non avete mai realmente pensato, come dite, non dico di aiutare, ma di comprendere appieno, e non per sentito dire, le ragioni delle formiche di questo mondo.
Voi ignoranti nascosti dietro le vostre poesiole da quattro soldi e la vostra cultura radical chic da mercatino dell'usato, non avete mai ceduto la palafitta a nessun Venerdì di questo mondo.
E adesso che la crepa è evidente, e stanno venendo a farci il culo, perchè ce lo meritiamo, me compreso, perchè la falsità e l'orrore di questo mondo compenetrano e condizionano il mio essere in maniere che non si possono immaginare...

Beh, voglio proprio vedere insomma.
Quanto idioti riusciremo a dimostrare di essere, anche in quella preziosa ed unica occasione
di contrappasso, quando sarà solo il contrabbasso a suonare, a dettare il tempo
perchè l'orchestra è andata via, perchè sei solo una comparsa nel tuo stesso film
e non puoi ambire a nient'altro che ad essere il personaggio ricorrente, il leitmotiv, per qualcun altro/a.
Che come definizione dell'amore andrebbe COSI' bene, che io mi fermo QUA.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 03:11 | spermaLink | commenti (2)
giovedì, 07 giugno 2007

il piano di fuga di Dillinger dal G8



Se dovessero eleggermi (e che Dio o le elezioni truccate, che sono di certo più affidabili, spero che un giorno lo rendano possibile) a una modesta carica d'ufficio, che so, magari presidente-cancelliere-papa-supremo-dalai-lama-pippo-pluto-paperino del MONDO
la prima cosa che metterei all'ordine del giorno, sarebbe uno sguardo al futuro.
Semplicemente, lo abolirei.

NESSUN FUTURO. GENOCIDIO PER TUTTI.
Al massimo, 2 o 3 interruzioni pubblicitarie.

Fate che questo diventi reale un domani.
L'ULTIMO DEI DOMANI.


Questo il mondo (e me le) fa girar alle 12:20 | spermaLink | commenti (5)
martedì, 05 giugno 2007

Il canyon nel cervello

http://www.designerprint.co.uk/canvas-art/peter/road.jpg

La strada è ancora lunga e non se ne vede la fine, al punto che ogni stazione di servizio che puoi soltanto auspicarti di incontrare, ogni piazzola di sosta, ogni possibile rifornimento, è ne' più ne' meno probabile del miraggio di una donna con una coda di serpente, tre teste, sei braccia, quattordici tette (non una di più) che ti chiede se hai da accendere, se sai dove stai andando, o che, benchè gli Einsturzende Neubaten siano tra i migliori gruppi che tu possa mai ascoltare in vita, se il mescalinico principio attivo comincia a fare effetto con Headcleaner a palla sono davvero cazzi tuoi.
Dicono che il diavolo cavalchi ancora lungo la route 66, e che gli iguanodonti conoscano strane storie.
Cazzo, voglio dire, si sentono sempre strane storie, ogniqualvolta tu possa decidere di metterti in viaggio.
Il compagno di viaggio che il destino, il biglietto, la sorte, il sorteggio (probabilmente truccato) ti hanno affibiato borbotta qualcosa a proposito del fratello di quel tuo amico, si, hai capito bene chi, quello che è pure venuto a Roma (e che non sai se nella realtà esista); da non crederci, famiglia di gente che studia scienze biotecnologiche (ma non era economia?) e lui, a 18 anni decide di fare il meccanico, ed è pure sorprendentemente bravo. I capelli del tizio che parla non sembrano realmente dei fili d'oro ricamati sulla tunica di Dio, mentre l'Agnello non scioglie il settimo dei sigilli davanti a una turba di sapienti, e a te non sta venendo una voglia matta di eroina, no, di una birra.


In piedi, cantiamo l'inno. Accogliamo a braccia spalancate il giorno nuovo che viene.
E' lunedi, e l'agenda, più che altro mnemonica, segna: colazione, bidet, vestibolo, mai dimenticare le mutande rosse portafortuna, incontro e pranzo con Caballho, esame a Bari, ritorno in treno, brividi freddi, disperazione casuale, tre quarti d'ora di sguardo perso nel vuoto, morte cerebrale apparente, ecchimosi frontali di origine stigmatica, una serie di telefonate, venti minuti a pensare alle possibili applicazioni della naftalina, sette settimane di stimolazione anale con un ombrello (tre chiuso, tre aperto, una col manico), cento anni di solitudine, vegliando su una casa in cui non abiterà MAI più nessuno....

Difficilmente avrei immaginato, in un milione di anni, mentre ere geologiche apparivano e scomparivano, di poter rimanere fermo immobile, con (dal basso verso l'alto) mocassini Impronte color cammello, jeans cosparsi di peli della nuova gatta di Caballho (uno sguardo che ti uccide e ti resuscita per quanto è umano), la cinta militare del mio vecchio, una polo celeste Sergio Tacchini, logo dorato......
con un unico pensiero in testa "ma davvero la Durex ha le capacità logistiche e di marketing per commercializzare qualcosa come il Play Vibrations? E se sì, esiste davvero qualcuno con il fegato di recarsi in una qualche farmacia e dire -salve,come va? Ha visto che tempo là fuori...da cani, davvero...suo figlio va ancora a scuola...mi dia un anello per la stimolazione genitale-? E se si, dovrei sentirmi privilegiato nel caso io conoscessi, o fossi, uno di questa sparuta cerchia eletta dal dio del piacere?"

No, ad ogni modo, l'esame è andato bene: ventisei, voto tondo, in tutta sincerità mi sarei messo un po' di meno, ma l'assistente doveva andarsi a fare un altra lampada in giornata, presumo, a scongiurare il pericolo di fastidioso colorito mandarancio, e quindi è stata aggarbata. Comincio a pensare che ci stiamo trasformando in OGM con i RayBan (lo so, fa molto "virus con le scarpe" del fu Bill Hicks).

Ho trovato il bar dove girare una scena del corto (il mio primo-vero-corto).
Nulla di particolare, ma ha quell'atmosfera truzzo-barocca che mi riporta alla mente il One Eyed Jack dove il buon Cooper rischiò denari e pellaccia per salvare una fanciulla di nome Audrey.
E se questa non è catarsi, allora nella scatola non c'era nessun puzzle, e la vita è una fregatura, neanche in garanzia.
Dormite bene, con o senza pene.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 01:15 | spermaLink | commenti (8)
venerdì, 01 giugno 2007

In un lago di sangue detto Quartiere Libertà

http://tonymooreillustration.com/v-web/gallery/albums/sketchbook/rorschach.sized.jpg

E' l'attimo che segue lo sbavato convenevolo, quello in cui le sue labbra tumide si appiccicano alle mie guancie. La lingua asciutta, come quella di un pastore tedesco, raspa contro le sue stesse gengiva, come una spatola che svernicia un muro. A destra, e poi a sinistra. Io non riesco a pensare ad altro che alla tubercolosi. Questo è quello che succede quando un barbone ti bacia in una farmacia.
Uno stacco cinematografico; c'è il sole, sono passati un paio di giorni, e sono a Bari.
Sbrigo con pressappoco il 15% delle mie capacità cerebrali un paio di faccende universitarie, prima di entrare in contatto con la mia principale pre-occupazione: il girovagare senza come, dove, perchè.
Ritrovatomi solitamente nella Grande Effe, salutato con sorprendente trasporto il ragazzo di colore alto e tribalista che fuori dal mercato della qultura vende dei libri sull'Africa, che io ho rinominato, da uomo bianco imperialista quale mi fregio di essere, Tommaso, sia perchè il suo nome è troppo difficile da ricordare, sia perchè non me lo ricordo davvero, leggo con cupida svogliatezza i soliti annunci di transessuali nel bagno, poi sono al piano di sopra, per la consueta fruizione rateale di Lepidezze Postribolari. Sapete, non c'è niente di meglio, alla Grande Effe, di commettere quell'insulso e vanitoso peccatuccio di taccheggiare; ma suppongo che dopo essermi fatto Elogio della Guerra di Massimo Fini,
tre o quattro DVD ancora non visti, un paio di raccolte di Lovecraft, penso che sia troppo rischioso abusare ancora del vento in poppa al mio natante pirata, perciò, in attesa di tempi economici più felici, Kurt Vonnegut dovrà aspettare, mentre per il perverso Daniele adotto la tecnica della fruizione rateale: leggo una trentina di pagine e poi metto a posto; la volta successiva in cui dovessi recarmi alla Grande Effe, molto semplicemente, altre trenta pagine e via, e poi di nuovo, e ancora, fino a terminarlo.
 Non potete nemmeno immaginare quanta cazzo di roba ho letto così.
In culo a chi compra libri solo per ingrossare la libreria, a me basta oltrepassare l'ipotetico confine che cinge la mia immaginazione, e memorizzare ciò che preferisco. Fruizione rateale, piccini.

E a beneficio dei vostri portafogli, non andate a vedere Zodiac: non c'è niente di più bufala sotto il cinematografico cielo di cartone, di questi tempi. Polpettone lento ed insulso, macchinoso e che non dice davvero niente che non sia già stato detto. David Fincher, che cazzo hai combinato? L'unica cosa di cui non posso assolutamente incolparti è che la coca cola era troppo gelata, e mi è venuta una semicongestione addominale. Non credo di aver orinato tanto spesso, in questi giorni, quanto ieri.

La notte barese è una replica di una replica di una replica di una replica, in una scala di valori personalizzata potremmo dire di aver toccato il livello arancio di danno subìto. Tutto questo saliscendi negli anni per fortuna che quantomeno mi ha reso saggio e smaliziato. E poi ho sempre ragione, e no, la megalomania non c'entra. Un  martello o un ascia, e le mie ossa diventerebbero polvere, o al limite ghiaccio conficcato negli organi; ma il muscolo cardiaco, proprio no, non c'è nulla che possa scalfirlo, o riferirgli informazioni che comunque non sappia già. Provateci, provate a lanciarmi una cazzo di bomba atomica attraverso il plesso solare; io ve la ribatterò contro, salirò sui flaccidi fianchi di vostra madre, prendendo a cavalcarla come una cavalla storna, vomitandole bile acida direttamente in gola.

Il treno di mezzanotte è un arrugginito proiettile sparato via dall'obice al neon della stazione Centrale direttamente contro l'impietosa notte orba di una luna con la franchinella. Il rumore che fa ricorda gli albori dell'industrial di stampo teutonico. Einstur...Einstrunz...Einsturzende Neubaten! Le rotaie stridono come carie sotto il trapano di un dentista, la sensazione di ovatta e novocaina mi spinge ad accendere la radio.
Sul lato sinistro del mio mento, un taglio obliquo, come una fica sverginata di fresco che viene di sangue invitando con voluttà l'unghia del mio indice destro a titillarla ancora, senza senso.

Finalmente la notte assume i contorni familiari di quello che tra un po' sarà solo il paese in cui sono cresciuto (e neanche tanto); nelle orecchie Fiorella non m'annoia, e come Sally anche io cammino per la strada, e per quanto faccia buio, mi concentro ancora sulle campiture arancioni della serata: un pittore deve forse apportare qualche modifica, forse? o magari no? Forse, ma forse si.
Mai sia però, che qualcosa in cui sono io il vivido protagonista si spenga su una nota malinconica: perchè in un angolo di strada, mi sorprendono delle voci, dei suoni, da un Paradiso che può essere solo quello di Cuba. İbrahim Ferrer, Pio Leyva, Eliades Ochoa, Juan de Marcos González, Guajiro Mirabal, Barbarito Torres, Cachaito López, Amadito Valdés...insomma, cazzo ve lo dico a fare...

Il mio corpo prende a muoversi da solo, la mia mente riplasma lo spento paesaggio di una provincia sconfitta in un barrìo che sa di sigari, pessimo rhum, cuchillos nei fianchi di chi guarda la cameriera, ovviamente bellissima, e il suo hermanito che non ha ancora un pelo di barba coltiva un sogno, come fosse sensimilla. scappare in America, unirsi ai marines e ammazzare un po' di stronzi cammellieri e, se gli dice proprio bene, farsi dei soldi e scoparsi una che assomiglia anche vagamente ad Hayden Panettiere.
8::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::)----   
Completamente rapito dal mio ballo, non mi sovviene che sono già a magione: ingurgitato qualche etto di ciliegie ferrovia, succede una cosa strana: trovo un palloncino rosa, annodato a formare un cuore. Roba di mia madre, senza ombra di dubbio. Me lo infilo intorno al collo e guardo un po' di TV. Poi lo scoppio.
Mi guardo allo specchio, ancora un altro po' di candelà candelà candelà me quemò per rendermi conto che in effetti vado davvero a fuoco. Quanto dolore, quanto, dico al me riflesso....

- Quanto? Quanto dolore? replica lui.
- Tanto, tanto dolore....
- Ma tanto tanto?
- Tanto, tanto....troppo dolore, troppo...
- Eh ma non è che si può....
- Tanto dolore, troppo....
- Eh si non è che si può...non lo so...
- Troppo dolore...troppo...
- Eh ma troppo dolore...non è che si può abbassare un po'?
- Troppo dolore, troppo....
- No, dicevo...non è che si può abbassare un poco la manopola?
- Troppo dolore, troppo...
- Non è che un pochetto...l'abbassi, eh? Così magari stiamo un pochetto meglio...
- Quanto dolore, quanto...
- Eh un poco di meno....così, non so....se abbassi un po' la manopola, eh così....
- Quanto dolore, subìto, causato....
- Eh ma sùbito, abbassi sta manopola di questo benedetto dolore...così stiamo....
- Troppo dolore, tanto dolore....
- eh si, E ABBASS' STA CAZZO DI MANOPOLA!
- ....

- Buona notte.
E buone botte.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 13:33 | spermaLink | commenti (5)
99667a84f880f1d6390e3f1694f5fb63 PUBLIC ENEMA NO.1

dalla cella imbottita di:

Blogger: Petrof
Nome: sherpes in senos
Una brutta persona con pessime abitudini, anche a R.E.
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from hpl_perversa_mente. Make your own badge here.

salvami o solitudine


Heracleum blog & web tools

elettroshock

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

in tanti in uno

*loading* voci nella mia testa finora
patrick bateman