sai, la gente è straaaaaaan.

venerdì, 31 agosto 2007

The Spirit Carries On

Esistono più cose in cielo ed in Terra di quante non ne sogni la tua filosofia, Orazio, diceva un certo principe danese, in seguito a delle vicissitudini generate dalla morte prematura di un genitore. Si, c'erano fantasmi, avvelenamenti, incesti e tutta una serie di strane cazzate nel mezzo, ma d'altronde, la vita dell'uomo non è composta da altro. E' nel mezzo anche essa, tra il prima e il dopo di essere. E' uno di quei cicli di cui anche la scienza parla, non devo certo ricordarvi il principio della termodinamica per cui tutto quanto sia un continuo passaggio dell'energia da uno stato ad un altro (non uno Stato nel senso della Danimarca o del sistema che ci interconnette in una società, per cui dobbiamo sottostare a delle leggi, delle regole del vivere civile e bla bla bla, perchè a me non me ne frega abbastanza un cazzo)

E ancora: è l'ultimo battito cardiaco o l'ultimo spasmo cerebrale a determinare il momento della morte di un individuo? Roba da discussioni interculturali tra sciamani e teologi, ed io non ci voglio entrare. Così come non voglio battermi il petto e parlare di giustizia, fato, o altre parolacce (forse perchè ancora non mi capacito bene di quello che è successo, ancora mi aspetto di rivedere il suo viso, o di sentire la sua voce che minaccia di far fare ai miei fumetti una brutta fine).

C'è del dolore in me, un dolore che, ne sono consapevole, qualcuno capisce, ma moltissimi altri molto meno, o affatto. Una paura lunga tre anni convertitasi in sofferenza, certezza, disperato training autogeno ben prima di ultimi respiri o roba affine, un momento che si concretizza per tutti, prima o poi, ma nel mio caso, leggermente prima della maggior parte delle persone: la morte di un genitore.

La consolazione intellettuale che posso avere è che milioni di culture di visioni di allucinazioni su tunnel di luce bianca et similia non possono essere tutti sbagliati. C'è un altro mondo oltre questo, e lei da lassù veglia su di me, e per quanto ne so potrebbe anche diventare una lettrice del blog. Intanto, umanamente, come mi hanno fatto presente molte persone, lei continuerà a vivere non solo nei miei ricordi, nelle fotografie, ma anche in quello che sono, l'uomo che diventerò. Questo per fortuna è qualcosa.

Elaborare la dimensione del lutto è cosa ben difficile per chiunque, così come per gli altri non è cosa di tutti i giorni comprendere il dolore. Io stesso, anche avendo a che fare col mio, faccio fatica a capire quello di mio padre, ben più tremendo ed angosciante...abbiamo negli occhi le stesse lacrime, ma sentiamo cose differenti.

Una cosa certa del dolore (che, tendo a ribadire, sento ancora a tratti, vagamente, la gente mi osserva cercando dei segni di cedimento nel mio volto, mentre racconto loro cosa sono stati questi tre anni per me e la mia famiglia, e sembrerebbe quasi che io non soffra come dovrei...la verità è che in quel momento sono altrove, con il pensiero, ed ancora non mi sembra vero), specialmente quando è diventato parte di te, e ti segue ovunque condizionando ogni tuo pensiero, è che ti fa capire come davvero, noi siamo un cazzo di niente. La vita è tutto uno scherzo di cazzo, un capriccio di spermatozoo, ci arrocchiamo inutilmente in fortini costituiti da ciò che abbiamo, ciò che sappiamo, le persone e i luoghi che frequentiamo, illudendoci da poveri stronzi che questo siamo noi. Ma ogni catena è forte quanto il suo anello più debole. La verità è che abbiamo paura di perderle, queste illusioni di noi stessi: quello che dovremmo capire è che una volta perse, saremmo davvero liberi di fare qualsiasi cosa ci passa per la testa. La funzione che svolge il dolore, quello che è stato fisico in questi ultimi 2 mesi per mia madre, e il vuoto affettivo che adesso percepisco, è una funzione di liberazione. Anche e soprattutto dalle cattiverie, le pochezze, le meschinità altrui, e credetemi, che ne ho viste cose, in questi giorni travagliati, e molto ho filtrato, perchè il suo infinito amore per noi, per i bambini a cui insegnava, significa anche perdonare, o quantomeno, lasciar correre.

Io non posso non pensare al mercoledi mattina in cui il suo cuore, quel cuore che tanto amore ha dato, dopo 26 ore di lotta estenuante, mentre il resto dell'organismo era allo sfacelo, si è fermato. Era l'incubo in maxiporzione che mai vorresti vedere avverare, e di cui invece ti ritrovi ad essere tuo malgrado testimone. La notte più nera alle dieci di mattina.
Ciò a cui maggiormente penso, è che pochi minuti prima, mi ero avvicinato a lei cantandole una parte di A Change of Seasons, ma quantomai appropriata, The Spirit Carries On.
E non era per dare coraggio a lei, che mai ha pronunciato la parola morire, che mai ci ha pensato fino forse agli ultimi 5 giorni suoi, che mai si è lamentata dopo tutto il veleno che le davano per la terapia, che con tutte quelle schifezze in un corpo già malato, non ha mai smesso di sorridere, e di andare ad insegnare ai bambini (e a tutti noi) cosa sia la vita. Era semplicemente per una mera ragione egoistica: farmi forza io.

E se una minoranza di voi può anche solo arrivare a capire cosa sia il dolore che provo, che mi schiaccia sul letto per un pomeriggio intero, che mi colora ogni risata di acre nostalgia, mai e dico mai, proverete l'orgoglio di avere avuto una donna per genere, un esempio di vita, serenità, coraggio, dedizione, etc etc (se no divento prolisso) come madre.

E io vi dico: siate fieri anche se solo avete sfiorato brevemente il vostro esistere col suo brillare, o se semplicemente avete letto questo mia commossa, per quanto confusionaria, testimonianza.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 17:45 | spermaLink | commenti (7)
lunedì, 20 agosto 2007

Una massima detta a Massimo

"Tutto quello che siamo o sembriamo è un sogno in un sogno soltanto" diceva Edgar Allan Poe. "O un sogno del Re Rosso", come ha giustamente puntualizzato, appena pochi minuti fa, Norman (sapete, colui che aveva la mia stessa medesima ambizione, ma che i fin dei conti, proprio come io non ho avuto l'occasione per realizzarla, neanche lui potrà anche solo limitarsi ad abbozzare il tentativo?).

Cosa mi resta da aggiungere? "Bah sai...la vita è illusoria" e tendiamo tutti a dimenticarci troppo spesso di questa importantissima lezione, che siamo niente, che siamo tutto, allo stesso tempo. Giusto, ma cosa ci resta? "Alla fine solo il pene e la vagina" (l'efficacia e l'esito sperato di un adeguato movimento lombare) "contano veramente qualcosa". Non abbiamo nient'altro strumento per affermare la nostra esistenza. Componete una canzone, scrivete un libro, dipingete un quadro, e avrete regalato al mondo solo il vostro pensiero, o starete molto più semplicemente implorando di poter pagare l'affitto. Sarete la tessera di un puzzle. Scopate con una/o sconosciuta/o o presunta/o tale, fate l'amore col vostro partner, o interagite anche semplicemente con voi stessi, e sarete IL puzzle.

Think about it.

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 17:54 | spermaLink | commenti (3)
sabato, 18 agosto 2007

Un Cambiamento di Stagioni

L'immagine “http://83.224.70.3/stuff.debaser.itt/resize.aspx?path=/files/2004%2f2293.jpg&width=250” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Immagine:Dream theater live in Parigi 2005.jpg

Più di una volta, mi è capitato di dibattere a proposito dei meriti che ha avuto una band come i Dream Theater (l'unica per la quale ho finora sentito la necessità di smuovere il culo e spendere i miei soldi per vederli dal vivo) nella cultura musicale odierna. E, messe da parte le lodi sperticate di chi li ha nel cuore e nella teca molto più del vostro affezionatissimo, mi hanno sempre lasciato l'amaro in bocca, come una veterinaria ninfomane, le seguenti definizioni: i DT sono noiosi,  i DT sono irritanti, egocentrici, narcisisti, boriosi, freddi, diluiti, insensibili, deleteri, discordanti, superflui e stucchevoli e soprattutto, la loro musica è merda ipertecnica senza un briciolo de core. Ora, a parte che questi critici qui, con la puzza (di cazzo altrui) sotto il naso sembrano soffrire di ipertensione e pure d'insonnia, visto che passano le notti a leggere un fottuto Zanichelli o che so io, allora, di grazia, ditemi quale altra band sia in grado di passare, attraverso quel genere di virtuosismi scatenati, dal progressive più avvincente a degli assoli che sembrano tanto fluidi quanto progettati con la perizia con cui un matematico definisce una formula (al limite, vi concedo che possono essere un po' lunghi, ma forse siete abituati a solo ad eiaculatori precoci, quindi...), fino a languide melodie rock niente affatto banali, impreziosite dalle interpretazioni vocali di James LaBrie.
Ditemi un'altro gruppo metal odierno che possa contare sull'incommensurabile talento alla batteria (e non solo) di un Mike Portnoy, assieme ad un chitarrista a dir poco perfetto come John Petrucci, alla bravura di John Myung, e che abbia visto avvicendarsi, nella propria storia, anche gli strepitosi apporti di gente come Derek Sherinian, Kevin Moore fino ad arrivare Jordan Rudess, il tastierista dalle quattordici dita.

Images & Words ha praticamente definito i canoni del prog metal moderno, come solo Elvis e i Beatles avevano  precedentemente influenzato la musica leggera. E non scherzo. E il paragone con i Pink Floyd, visto anche il vistoso tributo di Octavarium non è affatto un azzardo.
E mai come durante questi giorni, la loro musica sta riuscendo ad essermi vicina, in un momento che definire cruciale e delicato è davvero troppo poco. Ciò che sono riusciti a creare e a mettere in armonia attraverso quella suite-capolavoro che è A Change of Seasons del 1995, io non lo definirei esattamente senza un briciolo de core. Perchè il testo del buon Portnoy parla di ciò che più di assurdo possa capitare ad un essere umano: la vita. E per quel che vale, eccovi una mia traduzione in italiano dell'orgasmo più lungo che possa mai capitare di avere alle vostre orecchie e alla vostra anima.
Una produzione Portnoy-Petrucci-Myung-Sherinian-LaBrie

A Change of Seasons (un cambiamento di stagioni)

testo di Mike Portnoy. Durata 23 min. 08 sec.

1. L'ALBA SCARLATTA (strumentale)

2. INNOCENZA.

Ricordo un tempo in cui, la mia mente fragile e vergine guardava l'alba scarlatta, immaginando cosa ci potessi trovare. La vita era piena di meraviglie, sentivo il vento caldo soffiare, dovevo esplorare i confini, oltrepassare le profondità della neve in inverno. L'innocenza mi accarezzava, non mi ero mai sentito così giovane prima. C'era così tanta vita in me, ma io volevo cercarne ancora di più.
Ma quei giorni sono finiti adesso, andati come foglie da un albero, soffiati via per sempre, nella fredda brezza d'autunno. La neve ora è caduta, e il mio sole non è così brillante, lotto per andare avanti, con le mie ultime forze.Nel mio studio delle iniquità, cattiveria ed intrigo, lotto per alleviare il dolore, lotto per rimanere integro.L'ignoranza mi sta circondando, non mi sono mai sentito così pieno di paura; tutta la mia vita mi è stata portata via, la fine si prospetta vicina.

3.CARPE DIEM.

"Carpe diem, cogli l'attimo"ricorderò per sempre il freddo di novembre.Le notizie dell'autunno, il rumore nella stanza, l'orologio nel muro che ticchetta via.
"Cogli l'attimo" lo sentì dire "La vita non andrà sempre così, guardati intorno, ascoltane i suoni,
fai tesoro della tua vita, finché sei ancora in giro". "Cogli le tue rose finché puoi, il Vecchio Tempo sempre più vola via;lo stesso fiore che oggi sorride, domani starà morendo".
Possiamo imparare dal passato ma quei giorni sono andati via.
Possiamo sperare nel futuro, ma potrebbe non essercene uno.
Queste parole fissate nella mia mente, vivo da ciò che imparai, dovevo cogliere l'attimo, e tornai a casa.
Preparandola per il suo volo, la tenni con tutta la mia forza, provando la mia più grande paura, lei camminò nella notte. Si voltò per un ultimo sguardo, mi fissò negli occhi. Le dissi "Ti amo...Addio".

"è la cosa più orribile che mai sentirai"
"se mi stai mentendo…"
"oh quanto profondamente l'ami"
"devo solo lasciare...tutte le nostre vite"
"Cogli l'attimo"
"Qualcosa è successo"
"Cogli le tue rose finché puoi"
"E' stata uccisa"

4. L'OSCURITA' DELL’INVERNO (s)

5. UN ALTRO MONDO.

Così lontano o così mi sembra, tutto è perduto senza alcuna soddisfazione.
Dalle pagine dei giornali e lo schermo della TV, un altro mondo, in cui nulla è vero.
Viaggiando in una vita fantasticata, perdendo il passo, per non svegliarsi mai più. Lasciato solo, fissando un bianco vuoto, sento che mi sto arrendendo. Sono stato reso cieco da un paradiso, un utopia lassù nel cielo, un sogno che mi ha soltanto annegato.Immerso nella sofferenza, chiedendomi perché. “Oh vieni lascia che ti adoriamo, abusiamo ed infine ignoriamo.
Non importa cosa, non lasciatelo fare, nutriamoci del suo dolore, poi impicchiamolo, affinché tutto il mondo lo veda.” Sono stanco di tutti voi ipocriti, che mi mantenete giù, e non ho bisogno della vostra pietà per superare la giornata. Le stagioni cambiano e così anche io, forza, ragazzo, non è più tempo per piangere; sfilando via queste corde, sto rifacendomi sotto. Non lascerò che mi spingano di nuovo in basso. “Oh vieni lascia che ti adoriamo, abusiamo ed infine ignoriamo. Non importa cosa, non lasciatelo fare, nutriamoci del suo dolore.” Ora è tempo per loro di fare i conti con me.

6.L'INEVITABILE ESTATE (s)

7. IL TRAMONTO SCARLATTO

Sono molto più saggio adesso, una vita di ricordi mi attraversa la testa.
Mi insegnarono come, meglio o peggio, vivo o morto, ho capito che non si può tornare indietro, la vita sfugge dalla traccia battuta. Siedo con mio figlio, siamo venuti a vedere il Tramonto Scarlatto. "Cogli le tue rose finché puoi”.
Molti anni sono passati, ho vissuto la mia vita, ma adesso devo andare oltre. "Cogli le tue rose finché puoi" lui è tutto ciò che ho, adesso che la mia ora è giunta, adesso che la mia vita è compiuta, guardiamo nel sole. "Cogli l'attimo e non piangere, ora è tempo di dirsi addio. Anche se credi che io me ne sia andato, vivrò ancora, ancora".

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 17:18 | spermaLink | commenti (3)
sabato, 11 agosto 2007

I 5 motivi secondo Luttazzi Daniele da Santarcangelo di Romagna per i quali nessuna relazione alla lunga funziona:

http://www.santarcangelofestival.com/menu_img/luttazzi1.jpg

1)       Gli uomini sono stronzi. E’ il motivo principale, e gli esempi non mancano.

Molte donne sono state tradite dal proprio uomo, hanno imparato e io le ascolto. E’ questo il segreto, ascoltare quello che le donne hanno da dire. Interessarsi a ciò che fanno, chiedere: “com’era tuo padre?” “come va la vita?” “come stai?”. Certo, è un po’ difficile per loro rispondere col mio cazzo in bocca…

Alcune siedono adesso accanto all’uomo che le tradisce, che sta pensando “vuoi farti i cazzi tuoi o no?”.

2)      Far felice una donna è praticamente impossibile. Io non ho mai incontrato una donna felice in vita mia. Certo, la prima settimana, il primo mese che state insieme, forse, ma dopo il primo mese che state insieme tutte quante, cominciano a rannicchiare le braccia e a fare “hnf hnf…”. E ne ho avute tantissime di ragazze, se lavori in TV puoi avere tutte le donne che vuoi, ed è una soddisfazione per me, perché alle medie mi rivolgevano la parola per dirmi di smetterla di guardarle. Le donne non sono mai contente, e il motivo qual è? Perché tu non sei la sua prima scelta. Le avete mai sorprese che vi fissano senza dire niente? In quell’istante lei sta pensando: ma come sono finita con questo stronzo? E io vi capisco ragazze, dev’essere molto dura: tutti quei film con Brad Pitt, George Clooney, Richard Gere che incontrano per caso una cassiera, e se ne innamorano, e la portano a letto, e glielo metton giù per il sedere, e il giorno dopo le telefonano, e poi se la sposano…sveglia, ragazze! Nella vita reale Brad Pitt, George Clooney, Richard Gere non ne hanno il tempo. Io sì.

3) Perché non era vero amore. Bisogna arrendersi, è pure un fatto statistico, a volte non è vero amore, anzi, il più delle volte. Perché? Sono 7 miliardi le persone al mondo, quindi è più probabile trovare la persona che non fa per voi...è ovvio, no? Come fai a capire se non era vero amore? C’è un semplice indizio: se non hai mai pensato di ucciderla, non era vero amore. Se non hai mai messo gli occhi su un flacone di topicida…rimuginando sul da farsi per 15 minuti…e l’unico motivo per cui non hai fatto niente è un episodio di CSI…non era vero amore.

4) La noia. Ci si annoia in una vita di coppia lunga, il rapporto bisogna mantenerlo vivo, occorre essere frizzanti, sempre sorprendere il proprio partner…un mio amico, in Inghilterra, un tipo incredibile, molto pieno di fantasia, torna a casa dal lavoro, la moglie apre la porta “Bonne soir, mademoiselle!”  Era diventato un francese. “très jolie…” il giorno dopo era un poliziotto. Entra, gira per la casa con due metri di filo giallo, l’arresta, l’ammanetta ai bordi del letto. Fantastico!

Il giorno dopo, non entra dalla porta, entra dalla finestra: è un clown. Fa capriole in salotto, butta tutto di qua e di là…il giorno dopo lei lo ha lasciato. Era pazzo!

Un altro mio amico aveva una compagna che voleva fare sesso 6 volte a notte.

Ma lui non aveva 5 amici.

5) Certi aspetti della vita di coppia spaventano le donne. Gli uomini non capiscono le donne, questo è un fatto. Le ragazze sono sensibili! Le spaventiamo, siamo dei mostri. Ma anche per le piccole cose, per esempio, quando parli con loro, mai sfregarsi le dita così e dire “ehi come va?”, tutto le spaventa, se ne vanno…oppure, mai smettere di ridere bruscamente. Fa troppo serial killer. Mai fare così, se ne vanno. Infine, mai fare sfoggio di cose che a noi maschi piace tanto raccontare, e invece a loro proprio non gliene frega niente, no? Tipo quella volta che hai cagato uno stronzo “così grosso…ci voleva la spazzola per spezzarlo! Dove vai, è interessante!” (seguendo l’immaginaria ragazza che va via, e alzando la voce) “Ma dove vai?Era enorme…tu non sai per spezzarlo!” (torna indietro, poi ritorna verso la ragazza che sta andando via) “Era così puzzolente, puzzava di cadavere! Ti giuro che è interessante! Adesso viene il bello!”.

Siamo diversi, non c’è niente da fare; altro motivo per cui siamo diversi: le donne non si vantano mai delle dimensioni delle loro vagine. Come te lo spieghi? Se gli uomini fossero donne, sarebbe un continuo: “Uhoaohahah! Ce l’ho enorme, porto le botti di vino, ah che roba! E’ il Frejus!”

(da Come uccidere causando inutili sofferenze, 2006)

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 16:08 | spermaLink | commenti (7)
mercoledì, 08 agosto 2007

Clistere al Veleno (dubbi, giudizi, cazzi e ficazzi)

<Live from CassAnoMurge, Peucetia Boulevard, 19.21>

<è tornato...più incazzato...leggi tuto o sii fottuto>

 

De inutilitate vitae; della serie, “scusi, sa che ore sono? Si, lo so.”

La lancetta dei minuti misura il tempo che ti rimane da vivere, alla rovescia.

Difficile assegnarle un'altra utilità, un compito differente; è il nostro tempo quello che sta passando, la nostra vita nel rewind, e la maggior parte di essa l’abbiamo passata alla fermata del bus.

Non c’è granché altro, a parte qualche divertente stronzata, o la minuziosa descrizione di cose, nostre ed altrui che ci irritano, tanto perché altrimenti vivere nella tolleranza e nel mutuo rispetto, sai che due coglioni ci si farebbe.

E ogni tipo d’odio si intona alla perfezione con uno specifico momento, incastonandosi come meglio non potrebbe nella nostra settimana: il martedì mattina va benissimo per l’odio razziale, la domenica pomeriggio sembra essere stata creata apposta per fare in modo che i Guelfi e i Ghibellini di turno si facciano reciprocamente cagare fuori le budella a suon di spranghe all’esterno di un qualche stadio.

E poi la cultura, la cultura, in tutte le sue forme, con tutti i suoi variopinti, devastanti, orribili utilizzi…che siano vantarti con gente che a malapena conosci mentre sorseggi un cocktail che un divertito barista ti ha annacquato apposta, e ti senti qualcuno mentre le tue tonsille traggono refrigerio da quell’irripetibile mistura di ghiaccio ed urina; ma se Socrate stesso sapeva di non sapere, che cazzo puoi pretendere tu, piccolo stronzetto viziato, sostituibilissima merda che non sei altro, un autoarticolato con bilico potrebbe asfaltarti il culo domattina e il mondo continuerebbe lo stesso a girare? E poi, se è vero che viviamo nell’era del malleabile, del relativo, lo è diventata anche la nostra cultura: i classici romani e greci non influiscono più nella formazione di un individuo rispetto all’album delle figurine dei calciatori, o ad Halo, o ai cartoni giapponesi.

(E questa cosa non me la invento io di sana pianta, ci ha già pensato un certo Johnson, e l’ha chiamata Curva del Dormiglione)

Il vero problema che ci si pone è: la conoscenza, specifica o approssimativa che sia (e non sempre siamo in grado di riconoscerla, negli altri, e mentiamo riguardo a quella che possediamo) è ancora considerabile come áncora di salvataggio o, siccome da dieci – vent’anni non diciamo altro che “sta andando tutto in merda” l’unica cosa che ci resta da fare è metterci le mani nei capelli (se li abbiamo) e recitare il consolidato ruolo di Cassandra, mentre questa vita Troia prende a fumare?

 

Domanda decisamente ingenua, come anche qualsiasi risposta che si potrebbe dare. Perché da origine a dibattiti, opinioni, punti di vista, e raramente questo genere di cose porta a dei dati di fatto, ma soltanto ad altre ipotesi. (e in questo momento i Tool nelle cuffie mi hanno chiesto: is this a test? … mi chiedo chi si rivolga a chi, in un universo interconnesso, o se questo non sia solo l’ennesimo inciso). Più che concretezza, dati empirici, cifre, ogni tipo di discussione che mette a confronto due idee diverse sembra muoversi non più attraverso lo stimolo-risposta, ma con lo schema, tutto nuovo, del dubbio-giudizio.

E ora vi spiego che cazzo è sta novità.

A e B stanno parlando di un qualcosa. A, che notoriamente ha una personalità più introversa e curiosa, esprime come la pensa, e cosa ne sa, di un dato argomento alfa, su cui si sta di recente interessando. B, che alfa non sa nemmeno dove cazzo stia di casa, basandosi solo su un carisma che presuppone di avere, ma essendo niente più che un fottuto sgorbio dalla mentalità chiusa, non potrà che stroncare A sul nascere: no, non è così, non ne sai un cazzo, stai fermo lì, ora ti dico io come stanno le cose, tranquillo. Dice proprio così. Tranquillo. Non sei più allo sbando, tranquillo, è arrivato qualcuno che sa il fatto suo. Tranquillo. E’ arrivato il timoniere, presto saremo di nuovo in rotta. Rilassati. Questo non è il rumore dell’iceberg contro cui abbiamo appena cozzato, e dello scafo che si apre come una cazzo di scatoletta di tonno.

Sereno, positivo. Questa è una ristrutturazione indotta da cause ambientali.

Questa non è la Morte, è il Cambiamento. Il futuro. Il futuro.

Non ti sto prendendo per il culo, sto solo facendo del marketing.

 

Mi fa incazzare perché questo modello, il dubbio-giudizio, questo fare presa sulle insicurezze altrui, non funziona solo quando parli con un amico di chi sia stata la più grande metal band degli anni 80 e lui ti risponde i Pooh (per assurdo). Funziona anche quando A è il cittadino, gli uomini e le donne intesi come individui, i singoli, i non-tutelati, gli outsiders, e B sono le istituzioni, le banche, l’università, l’azienda che deve decidere se assumerti, farti succhiare per un po’ qualche pisello sotto una scrivania, o mandarti affanculo subito. E funziona perché? Perché le nozioni che crediamo, che presupponiamo di avere (le pre-supposte, Dio solo sa dove dovremmo mettercele…ed anche io un’idea ce l’avrei) in realtà poggiano le basi su un’abissale, radicata, profonda ignoranza.

Anche da chi non te l’aspetteresti.

Ho udito cose incredibili, davvero. Cose da mettersi le mani tra i capelli, perché sembrerebbe che altro non abbiamo a che fare se non con bambini di cinque, al massimo sei anni…quando sei convinto di aver visto Bertinotti (!)nello spot di una compagnia telefonica, o quando affermi con una certa supponenza che i 99 Posse fanno musica napoletana e i Linea 77 sono metallari…allora, io posso solo fissare te, lo schermo, o un muro e con gli occhi sbarrati pensare “ma che cazzo…”.

Si suppone che quando tu sia patito di un certo gruppo o genere musicale, non dico che ne dovresti conoscere a menadito la storia sin dalle origini, ma che quantomeno tu non faccia confusione (e poi, dico, cazzo c’avranno questi gruppi con il doppio numero? Che, non gli arriva la posta? Sarò anche geriatrico, ma sono rimasto alla buona vecchia Route 66) a livello sostantivo-aggettivo.

Prova a dire a Zulu’ che fa musica napoletana; la sua mente automaticamente evocherà il frame di Mario Merola in una delle sue memorabili interpretazioni di La Pagella, O’Zappatore o Guapparia, e se in quel mentre ti prenderà molto democraticamente a calci fino a farti cagare sangue mestruato, allora e solo allora ti si aprirà tutto un mondo nuovo davanti agli occhi.

Questa, signori, è l’ignoranza; cancellate dalla mente l’immagine del contadino dalle scarpe grosse e la finestrella tra i denti, perché sicuramente ne sa più lui riguardo alle fasi lunari che noi o qualche capoccione alla NASA. L’ignoranza non è neanche l’esprimersi in dialetti e lingue regionali, perché se no non avrebbe molto senso la gente che va a studiare, a Nuova Delhi o a Calcutta, usi, costumi e …dialetti e lingue regionali di alcune delle decine di etnie hindi.

L’ignoranza è avere un idea generale, dare le cose per scontato, seguire il telegiornale e pensare ingenuamente che in mezzora tu ti sia fatto anche una mezza idea di cosa sia successo nel mondo, o credere che quei pochi secondi di pubblicità, in fondo, non siano poi così deleteri nel palinsesto,o minimamente in grado d’influenzare la cultura popolare. L’ignoranza è superficialità, ingenuità, confusione tra cose ed idee, e lo schema dubbio-giudizio, per quanto paradossale possa essere, è l’unica cosa che davvero è in grado di arginare la marea di merda, se solo A riuscisse, anche per una volta sola, a fare a B un culo grosso quanto una casa.

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 19:28 | spermaLink | commenti (1)
sabato, 04 agosto 2007

Per Dio! Vieni qua!

Mi fa ridere chi cerca di dimostrare, giorno dopo giorno dopo giorno, la non-esistenza di Dio.
Dio esiste, sta bene, e ha appena telefonato ai suoi familiari per rassicurarli sul suo stato di salute: i fondamentalisti comunateonazisti gli davano da mangiare le macine del Mulino Bianco.

La sua Esistenza è comprovata, tutti i bestemmiatori del mondo possono tirare un sospiro di sollievo.

Perchè pensa se, una volta morto, ti rendessi conto di aver rivolto per anni, tutti i tuoi strali a qualcosa che non esiste.
Io penso che ci si sentirebbe alquanto coglioni, rendendosi conto di essersela presa, per niente.

http://www.bielle.org/Images/Dio6.650.jpg
Nella foto, Dio alla tenera età di 42 anni,
 mentre fa surf sulle spiagge di Malibù.


Questo il mondo (e me le) fa girar alle 19:45 | spermaLink | commenti (3)
99667a84f880f1d6390e3f1694f5fb63 PUBLIC ENEMA NO.1

dalla cella imbottita di:

Blogger: Petrof
Nome: sherpes in senos
Una brutta persona con pessime abitudini, anche a R.E.
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from hpl_perversa_mente. Make your own badge here.

salvami o solitudine


Heracleum blog & web tools

elettroshock

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

in tanti in uno

*loading* voci nella mia testa finora
patrick bateman