sai, la gente è straaaaaaan.

mercoledì, 26 settembre 2007

Ialtamour mon amour

Qualcosa di più di un chiodo fisso, di un tormentone. Un quarto di leit motiv, tre di polvere depositata nel substrato della coscienza collettiva (questa frase l'ho scritta nella tesi per fare lo sborone, quindi concedetemela). No, quello che si era andato a ficcare tra le gioviali e frivole chiacchieratine tra me e Janis, era un cigolio ad intervalli regolari, una distorsione subliminale (questa, invece concedetemela perchè sono immerso, tra Prodigy e Faithless, nei miei venti minuti quotidiani di rave mentale), "Allora quando andiamo ad Altamura a trovare Jaba e Felix?". Onde evitare scleri e depressioni post-partum, sabato scorso lo stillicidio ebbe termine, e finalmente rompemmo gli indugi.

Dalla mia solita sosta alla Grande F,  dove Janis  venne a rompermi le acque mentre leggevo "Survivor" di Palanhiuk, e per questo e la sua maglietta di Superman si meritò per tutto il pomeriggio l'appellativo di Kara Zor-El, alla baguetteria dove andavo a fare pausa pranzo durante il part-time estivo, il passo fu relativamente breve, e così, schifosi biglietti delle FAL alla mano, maledetto pezzo di ferraglia residuato bellico con annessa centralina scassata tutt'attorno a noi, circondati da curiosi individui dal fascino discreto, veri credenti dell'Uomo Zagno "a gradire" (come direbbe la mia rossa -o bionda? Boh- compagna di viaggio), facciamo ciuff ciuff tutti felici e contenti, ma più che altro Janis, perchè io muoio di caldo e sto andando in iperventilazione da fotografia (lei mi immortala mentre addento il panino e mentre sudo come un ghiacciuolo, pur nella mia meravigliosa AlanDevis a righe multicolore).
Tema del viaggio d'andata: massimi sistemi dello spettro emotivo, l'eterno conflitto tra noia e dolore, e l'amore che giunge in città sempre in treno, ma c'è chi, ignorandolo, finisce per perderlo. Ve l'ho detto che siamo due comare, e fissarsi sui dettagli fa perdere di vista il quadro generale.
Giunti in stazione, neanche il tempo di spogliarci in modo da proclamare la nostra  rinnovata indipendenza dalla tirannia e dal conformismo celati in un capo di vestiario o in un jeans ricamato con fiorellini o ghirigori, novelli Yoko Ono e John Lennon, che Felix e Jaba arrivano, pronti a scarrozzarci per l'Alta Murgia con l'auto del fratello di quest'ultimo.
Che deve avere minimo una doppia vita, perchè il sedile posteriore è colmo di steppaglie, un po' di terra e roba così, noto con una perspicacia degna del tenente Colombo. Atroce dubbio: sarà forse lui il misterioso e nefasto contagiatore di minghiorni di cui ho solo sentito parlare?
Neanche a farlo apposta, o per una strana congiunzione degli astri, scegliemmo proprio lo stesso giorno in cui la diocesi (Altamura - Acquaviva - Gravina) avrebbe celebrato in onore del vescovo una solenne messa all'aperto. Un patetico tentativo di conversione che annego nel thè freddo, gettando il più concupiscente dei miei sguardi su di una sculettante signorina, che pareva scolpita nel diamante, con Janis che subito rompe l'incantesimo dicendomi "quella è un uomo", e a dimostrare che non scherza, mi mostra un disegno sul suo taccuino tracciato proprio dalla figura che fino a poco prima noialtri stavamo guardando estasiati, per poi cambiare espressione alla velocità di un anime.
Inutile, non è con l'immedesimazione che noi uomini possiamo sperare di capire le donne, rifletto; avremo una possibilità solo se riusciremo mai a partorire. E siccome dare la vita non è altro che il potere delle divinità, ne consegue che la donna è l'unico, vero, tangibile Dio rimastoci. Pensando al mio vissuto, mi rendo conto che non importa di quanto fosse buono, gentile, dolce, premuroso, compassionevole, grande e forte il mio "Dio". Ora non c'è più, e fissarsi sui dettagli fa perdere di vista il quadro generale.
Fuggiti dal nugolo di collarini ormai impadronitisi della città, i tre strampalati atei (il nostalgico post-punk-pop-litfibelegiaco, il malinconico passeggiatore solitario e il vostro amabile, giocondo narratore) più la ramata Supergirl, in grado però di trasfigurarsi metafumettisticamente nell'imitazione di Rat-Man, passeggiamo per i claustri, dove rischiamo che un cieco ci orini in testa, e veniamo a conoscenza, per bocca di Felix, di come nell'antichità Altamura si ribellò al potere costituito per mezzo di olio bollente e musica techno, nel claustro che fu breccia dell'invasore.

E adesso, rispondete a questa domanda: dove lo potete trovare un pisciatoio profondo 92 metri e con un diametro di 550?
Risposta: a 6 km da qui, si chiama il Pulo e per gran parte della gente, Janis compresa che tanto insisteva per venirci, è una dolina carsica risalente alla preistoria, e con resti bizantini ancora mai visti. Ma per me, è solo il macroscopico, abnorme, incommensurabile cesso di Dio, o di chi deve sbarazzarsi di un'auto. "Sergio Corbucci ringrazia!" aggiunge Felix.
Ma qui la gente non viene solo a fare stupide foto, o a svuotare la vescica: c'è anche chi viene a guardare nel grande Abisso, a riflettere su scelte sbagliate, o su come tutto abbia la generale tendenza di andare a puttane. Il loro vero problema? E' che lo fanno ascoltando Vasco. Mentre io non posso fare a meno di pensare a come l'incipit di "Mai come voi" dei 3 Allegri Ragazzi Morti non sia altro che quello di "Days without Paracetamol", Snow Patrol, velocizzato di un tantino.
Ultime tappe: breve visita al signor Carlo, personaggio di facoltà ma anche la reincarnazione di un faraone egizio, poi un Jelato per Janis, e gran finale a casa di Felix per il rituale bicchierino di Padre Peppe.
Il viaggio di ritorno consolida la reputazione di me e Janis delle vecchie comare di cui sopra, ma la sensazione prevalente per entrambi è che il cigolio sia sparito, e possiamo smetterla di parlare in terza persona come nei libri, mentre per il sottoscritto, il senso di tutto questo, è, uomo, non chiederti mai se Dio stia pisciando, quando Dio stia pisciando, o dove preferisca solitamente aprirsi la zip; se senti umido, allora lo sai.

Ah, dimenticavo. Notizia veloce veloce, da leccarsi le palle. Ben che mi vada, a scanso d'inconvenienti e della solita sfiga, tocchiamo ferro finchè è caldo, che il Grande Demone Celeste m'assista (facendo il tassista), MI LAUREO IL 16 OTTOBRE 2007.

Pertanto, che squìllino le trombe, e tròmbino le squillo, MUSICA! 

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venerdì, 21 settembre 2007

V-Day, che bidone che sei

Il mio parere sull'iniziativa del Marchese del Grillo, straight from il venefico blog dell'adorabile, innocentemente criminale Nuvola Pazza.

che ivi, senza riposo, riposto:

"Non faccio mistero di essere sempre stato un estimatore di Grillo: ho i DVD vari, leggo sovente il blog e l'8 settembre mi sono recato a Bari, con la mia maschera bianca a firmare la petizione  [era al Mercato del Pesce presso Piazza del Ferrarese, sinceramente c'erano solo 4 gatti, tra cui io, Joe, Meggy, una sua amica, Janisgb, un suo amico e un'altra decina di persone; più tardi, dicono ci sia stato qualcosina in più, ma poca, pochissima roba, ndPetrof](volevo firmare "fantasma di Cassano Murge" ma me l'hanno impedito, stronzi, ma il mio volto col cazzo che l'hanno visto), ma...in effetti non mi piace molto il suo seguito. La gente che lo santifica. E' facilissimo essere incazzato, è facilissimo cavalcare il populismo contro una classe dirigente di malversatori, ladri, pretastri e bugiardi matricolati. Qualcun altro lo fece nel '94, "scendendo in campo" e i risultati si videro: il plebiscito.

Ora, non credo (cazzo spero proprio di no) che Grillo voglia entrare in politica; non in questo tipo di sistema alla 120 giornate di Sodoma, almeno. Ma i grillini si stanno già muovendo, un po' come i girotondini, e questo mi preoccupa. Non è con un partito in più che si pssono cambiare le cose, e le buone intenzioni alla fine, vanno a finire maluccio. Cristo dice "amatevi" e giù guerre nel suo nome. Non che Beppe Grillo sia un messia (è un po', anzi, il profeta dell'acqua calda; non bisogna prendere per verità tutto ciò che dice, ha gli anni che ha), solo un cicciottello comico sovrappeso genovese incazzato, che finchè si batte contro le aziende truffaldine, come Parmalat e Telecom è OK; ma se poco poco viene, come è successo, divorato, digerito e cacato fuori dalla tv, che remixa tutto e il contrario di tutto in ogni salsa possibile, diventa assimilabile alla spazzatura che combatte.
Inutile poi, dire che NON lo fa per soldi. Lo ammette lui stesso. Inutile dire che non è un populista, lo E'.
Inutile anche dire che sta tutto a sinistra, perchè a Bari incontrai il fratello di un mio amico, iscritto a Forza Nuova, che davvero pende dalle labbra del belìn. E non è una mosca bianca (o nera ;)).

Grillo, ora come ora, lo vedo come il buffone medievale, o il pazzo che va con uno sgabello ad Hyde Park Corner, Londra: getta merda come una bertuccia contro il potere costituito, aizza le folle a incazzarsi sempre di più, ma non produce un effetivo cambiamento; è solo controcultura, solo qualunquismo nevrotico che foraggia il Leviatano esattamente quanto i bugiardi, i pretastri, etc.

Detto questo, l'idea di Mazza al Tg2 [il direttore del secondo Telegiornale pubblico aveva definito Grillo un 'istigatore alla violenza']è effettivamente stupenda, fosse per lui non ci avrei mai pensato, altro che Grillo. Ma piu' che una pistola io ci vedrei bene Palazzo Chigi guarnito come una torta di Trinitoluene. Tanto ho un sacco di sapone a casa. ;)

(si scherza Giò) "

E ora se volete, alimentate il dibattito. Con idee vostre, di quelle a prova di proiettile, e di cazzate.

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 18:36 | spermaLink | commenti (2)
giovedì, 20 settembre 2007

Ecce Homer

La scimmia spaziale è chiamata ad assolvere il suo dovere di consumatore; fu per seguire questo dettame che decisi di andare a vedere il film dei Simpson. Pressocchè causale, a dire il vero; guardavo la televisione, pensando a lei. Decidendo a priori come non potesse mai e poi mai funzionare. Lei ha un cane, io del topicida. Lei ama i bambini, io masturbarmi. Troppo, troppo diversi. E poi, si veste come una rom. Io, a me piace definirmi "un relitto ottocentesco di un pezzo di merda giù per il vostro scarico".

Nel mentre di tutto questo, le aspiranti Miss Italia, tutte alla ricerca di una posizione nel mondo dello spettacolo, passando per la posizione genuflessa succhiando le flosce nerchie rattrappite di calvi, vecchi, laidi produttori tivì, intonavano una hit del Sanremo '81, "Maledetta primavera", Loretta Goggi. Avete mai notato come un accordo del refrain di "Maledetta primavera" sia pressocchè identico all'attacco dell'inno di Forza Italia? MisSforzaItalia.
Più tardi con Joe, optammo per uno scisma, una soluzione orizzontale a problemi verticali: noi si sarebbero visti i Simpson, JeanFrançois e due associati "L'Ultima Legione". Mentre saluto un esemplare di homo cassanensis, sacca scrotale universitaria, Joe prende due menu' del mercoledì. Non conoscevo il menù del mercoledì, o più che altro, ero solito prendere il menù del mercoledì di domenica, lunedì, giovedì, sabato. Coca media, pop corn medio, nachos con salsa.
Siccome il buon Dio ci ha fatto con sole due mani, difficile portare il tutto in sala in una volta sola, e Joe mi fa "prendi i biglietti, io non ce la faccio". Prendo i biglietti, e con le mani già piene, un terzo del menù del mercoledì (i popcorn) finisce sul pavimento. Problema verticale, soluzione orizzontale; io rido. La scimmia spaziale mi riempie nuovamente il cestino. Va a finire qui il menù del mercoledì.
Ma il problema sussiste; con Joe, pianifichiamo una war map: io mi faccio convalidare i biglietti, entro in sala, prendo posto, torno e portiamo insieme le cose. No, replica, lui si fa strappare i biglietti, entra in sala, prende posto, io aspetto, lui torna, portiamo tutto, uno o due viaggi al massimo. Già che ci sei, ribadisco, portati già appresso qualcosa ed occupi i posti. La scimmia spaziale al cordone avvicenda un altra scimmia spaziale, che avevo già spazientito. Le faccio un cenno.

Finalmente in sala, io, Joe, i menù del mercoledì, rumore di fondo, cellulare rigorosamente spento, finalmente libero di pensare, almeno per un paio di minuti. Ehi Joe, faccio a Joe, che ne diresti se qualcuno avesse la geniale idea di scrivere una tesi sulla gente che va al cinema? Dovrebbero proprio farlo, cazzo: 100 pagine, magari per una specialistica, e senza considerare minimamente il discorso film, semplicemente parlare delle persone. Il cinema è uno dei grandi vecchi tra i fenomeni di massa, i fratelli Lumière fecero cagare sotto la gente riprendendo il frontale di una locomotiva in movimento.
Un problema tridimensionale a una soluzione bidimensionale. Gli dico, pensa alla tipologia della gente che va al cinema, all'estrazione sociale, all'umore, al lavoro che fanno. A come si comportano, al posto che prendono, se prenotano o sperano di beccare la sala vuota. Allo sviluppo della struttura cinema, dalle salette di provincia ai multiplex. Nel mondo del tutto e subito, la gente si muove ancora di casa, parcheggia, per partecipare a questo rito collettivo.

L'arredamento dei cinema, i cartelloni dei film prossimamente su questi schermi, le poltroncine, i bar, la biglietteria, i bagni. La disposizione delle file, la ziqqurat post-moderna.
I sedili con i porta bicchieri, le cavità sui braccioli, tutto rigorosamente in qualche lega plastica. Lo schermo gigante (a 5 anni, l'accostamento tra le parole "schermo" e "gigante" mi dava i brividi). Tutto è rapppresentazione, ogni elemento è decorativamente funzionale, lo spettatore non escluso. E poi, i gusti del pubblico, le chiacchiere che lasciano spazio al silenzio, e il silenzio al Dolby Sorround. I commenti sui film, i passaparola al telefono, al supermercato, al lavoro, a scuola, su Internet. "Non andare a vedere quel film, è lento, una cacata. Vai a vedere quello, è bellissimo". Punti di vista, mai fidarsi. Ma questi punti di vista producono fluttuazioni sul mercato, ai botteghini, accendono discussioni virtuali e non. Punti di vista che si intersecano, si influenzano, anche a molti km di distanza.
Oggi vado a vedermi quel film, oppure "vieni con noi, a vedere quel film". Certo, non ho nulla da fare. Oppure "sono appassionato di horror, ma con la mia ragazza non mi perdo una commedia romantica che sia una". Ma ogni schema è quasi sempre sterile, quando tutto è ricondunucibile al minimo comune denominatore del puro caso; la somma domanda a cui questa ipotetica tesi dovrebbe provare a rispondere: sei tu a scegliere il film da andare a vedere, o è lui a scegliere te?
....
Silenzio, buio in sala. Cronch cronch. Là dove finisce il flusso, comincia il film.

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mercoledì, 19 settembre 2007

Grosso no more

Uno scoop, paradossalmente grande come le emorroidi di una megattera, che solo qui si poteva sperare che vi venisse inoculato. In una conferenza stampa, alla presenza dell'ivi presente vostro benvoluto e di un'inconfondibile fanciulla dai capelli color del rame, che ancora coltiva l'hobby di rubare i paralumi nelle balere spagnole, senza approfondire su come abbia fatto, spianando la strada alle più svariate ipotesi (io dico peristalsi inversa, voi?), ZITA E' DIMAGRITO DI 9 CHILI!!

Tutti i particolari non credo sia possibile trovarli qui.

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martedì, 18 settembre 2007

Everybody Hands Up

Se sentite un suono, come di un rubinetto che perde, non preoccupatevi.                                       Sono io. E non perdo, più che altro polluisco.

....Shippuuden....

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lunedì, 17 settembre 2007

Dio m'inghiorni

Reduce dalle mie ventiquattr'ore di vacanza all'Inferno di venerdì 14, e nuovamente in discreta forma fisica, a parte un po' di enuresi (e prima che andiate su wikipedia per poi fare i fighi con gli amici o il partner: ehh, si, io, modestamente, l'enuresi...vi dico io cos'è, non fosse altro che non capisco cosa ci sia da andarne tanto fieri di conoscere tutti i segreti della cacarella), trascorro la giornata di sabato e ripensando ai momenti salienti del giorno prima, in particolare a quando nonna, Padre Merrin, mi stava bisbigliando all'orecchio: "delinquente! porco!", ringhiando e sventolando davanti a me la foto di mamma, al mio volto, bianco come un cencio, e a come tutto ciò mi ricordasse terribilmente una scena dell'Esorcista. Formidabile!

http://www.stradanove.net/news/images/cinema/e/esorcista.jpg

Dopodichè, sfoglio distrattamente "La Torre di Guardia". Incipit interessante, peccato per l'inaspettata svolta moralista da pagina 1 a pagina 92.
Per chi fosse atterrato sulla Terra in questo momento, "La Torre di Guardia" è la più diffusa pubblicazione al mondo della professione di fede dei Testimoni di Geova. Laddove tutti i normalissimi quotidiani internazionali mettono a pagina 3 una bella ragazza con grandi tette nude, questo invece mostrava, per una questione di analogia, il nuovo modello cromato di aspirapolvere.
Analogia, un po' per tutte quelle massaie ancora convinte che i Testimoni di Geova siano quei signori ben vestiti che hanno interpretato il messaggio divino come "vendi un Vorwerk al tuo vicino". Lo leggo, molto interessante; mi colpisce come loro vivano il loro credo molto più intensamente di tutti noi, anche dei sacerdoti. Fermi sulle loro austere convinzioni morali, i Testimoni di Geova ritengono che persino toccare la gamba alla tua fidanzata sia peccato, a meno che, in extremis, tu non le dica "dal messicano, non ci andiamo più...ti si mette tutto qui". A quel punto, la loro dottrina racconta di come il Signore s'impossessi della mano della fanciulla, punendo con le sacre cinque dita aperte il volto del malversatore.
Ma è davvero tutto molto bello e profondo. E mentre mi preparo allegramente per un'eternità di dannazione, a meno che io non butti tutti i CD degli Squallor (in tal caso, Lucifero, arrivo!), mi rendo conto di come velatamente, ingenuamente, la dottrina di Geova celi un certo sottinteso antisemita. un San Paolo picchiato dai giudei quà, un'invasione babilonese là...Sorrido sornione, perchè, seppure infantilmente, questi Geova Boys mi sono più vicini di quanto io non pensi: anche io non sopporto gli ebrei, mi stanno sul cazzo.
Siiiì, ma basta con l'ipocrisia, e non sono neanche il solo in tutta Europa: tutti questi Goldstein, Bernstein, Frankenstein, rabbini pieni di grana e missili Cruise, coi loro diamanti sudafricani, le barbe alla ZZ Top e la Legge di Dio a giustificare ogni loro nefandezza, ancora a piagnucolare perchè 50 anni fa, i tedeschi se li sono inculati alla grande? Non per negare il loro dramma, ma...sono forse stati gli unici, o i soli nel Ventesimo Secolo? E gli Armeni massacrati dai Turchi? E i Pellerossa in America? Sono forse più stronzi loro, a non aver diritto ad essere ricordati?
Cos'ha la tragedia dell'Olocausto in più delle pulizie etniche in Ruanda, ex Iugoslavia, Tibet, alcune delle quali ancora in atto? Forse perchè le vittime erano più bianche, più ricche, più europee, hanno per questo più diritti di altri? Se Hitler e i suoi hanno commesso un errore strategico, è stato quello di ammazzare anche gli oppositori politici, gli omosessuali e i malati, per i quali, via, è normale provare dispiacere. Poi gli americani e i russi si sono resi conto che assieme a quei poveri cristi, c'erano anche gli ebrei, ed avranno pensato "Cazzo! E questi, che cazzo c'entrano? Ma che, si sono persi sulla strada per il Ritz?".
Altro fatto che ha fregato Goering e compagnia bella: quella stupida fissa per l'Ordine, la Soluzione Finale, la Razza Eletta. Se proprio volevano ammazzare un po' di ebrei, potevano farlo benissimo durante la guerra: facevano di loro le prime linee dell'esercito tedesco, e il risultato sarebbe stato perfetto; tutti morti al fronte, nessun genocidio apparente, brillante. Invece no, si è voluta seguire la tattica della colf, e voilà. Ma non me la prendo con gli ebrei, attenzione, niente demagogia: è solo che non mi va giù che di loro ci ricordiamo e gli Apache chi se l'incula. Del resto, hanno subito la stessa sorte, no?
Campo di concentramento - riserva. Riserva - campo di concentramento...andiamo, non è così difficile.http://www.testimonianzedailager.rai.it/approfondimenti/images/RAVieri2.jpghttp://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_05/ricco_povero/occ_afr_occ_eo/immagini/T791055A.jpg


La sera, prima di una rilassante carambola con gli amici, incontro lei. Il suo sorriso si affaccia dolcemente paresico alle luci soffuse della serata, le sue sopracciglia convergono come non mai, geometricamente armoniose nello zenit sulla sua fronte. La becco ad una manifestazione canora per scuole elementari, evento della gran mondanità cassanese a cui, in tutta sincerità, mai avrei pensato di partecipare. La miro, ed il mio cuore è uno strombettìo di ca(ra)mpane, uno sfarfallìo di cingoli appena oliati; in un sommo impeto di coraggio, ascolto l'istinto e le dico:"scusa, devo proprio andare...ho lasciato il gas aperto...nel marzo '95".
Perchè, appunto, l'istinto si era testè espresso, con un telegrafico: "Scappa!".

http://images.musicclub.it/foto/gi/big/GINO_PAOlii.jpg.big.jpg

Domenica, secondo copione, la Santa Messa: musica e buoni sentimenti, mix tradizionale ma gradevole. Mi rendo conto di come, chiunque sia il tizio che abbia composto, tanti anni fa, i canti pastorali, sia fortemente debitore dell'influenza di Gino Paoli.
Proprio così: avete mai notato come quel pezzo che fa "Resta con noi Signore la sera, resta con noi e avremo la pace", più famoso per la versione pop di quegli infidoni di Elio e le Storie Tese, se capite anche ben poco di musica,abbia praticamente lo stesso accordo iniziale di "C'era una volta una gatta"? Qualche anno fa, in effetti, Gino Paoli aveva intenzione di far causa alla Chiesa per plagio, ma ha dovuto smettere a causa delle centinaia di lettere minatorie che gli arrivavano dai fedeli di tutto il mondo.
Era difficile separarle da quelle di chi, molto più umilmente, gli intimava di smettere di cantare.
Bah. Alla fine della cerimonia, mi si avvicina uno zio e mi chiede se ho voglia di andare il giorno dopo, assieme a lui, a tirare i minghiorni in campagna.
Entusiasta perchè era tutta la vita che aspettavo che qualcuno, dopo una celebrazione religiosa, mi chiedesse di andare con lui il giorno dopo in campagna a tirare i minghiorni, di come questo fosse giunto come una giusta ricompensa, benedizione per aver tanto atteso che qualcuno, esattamente nell'attimo che succede il terminare di una funzione cattolica, si avvicinasse a me per chiedermi senza indugio alcuno se avessi voglia di unirmi a lui, per il giorno seguente, nell'esimia applicazione di recarsi in un contesto rurale di modo che fosse per noi possibile tirare i minghiorni.
Solo che, mentre tutto questo mi passava per la testa, mio cugino era già stato assoldato al posto mio.
Eh pazienza, vorrà dire che mi rivolterò nel sonno senza ristoro rimpiangendo quella volta in cui, seppure se ne fosse presentata la possibilità, appena uscito dalla cattedrale non fui abbastanza tempestivo per accettare l'offerta di mio zio consistente nell'andare in sua compagnia alla buon ora nel suo podere, missione: tirare i minghiorni.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 18:58 | spermaLink | commenti (4)
sabato, 15 settembre 2007

Occhi Bianchi sul Pianeta 'Bubu'

Ogni tanto nella vita, capita che ti fermi un attimo e riconsideri alcuni avvenimenti, rendendoti conto che.....si, hai davvero fatto una grossa cazzata, un enorme secchiata di merda, e sei solo tu ad essertela voluta, povero stronzo. A me sta capitando, senza soste, o soluzioni di continuità, da ieri mattina.

Di prendere la mia vita, nella sua integrità, alle spalle, e di fottermela in modo abbastanza controproducente, e per me stesso. Così, alle ore 11 AM del 14 settembre 2007, giorno in cui esattamente ventiquattro anni or sono un uomo, alto e riccio, e una donna, bella tanto quanto sfortunata, convolarono a giuste nozze, e dal moto incandescente dei loro lombi sacrali parecchi mesi dopo venne messo in produzione ciò che sarebbe poi diventato l'Autore che vi si sta testè rivolgendo (declinando ogni responsabilità per ciò che andrà a scrivere), egli è andato legermente in overdose da sostanze oppiacee nel suo letto, fase di delirio, da cui, in quest'ora regolata secondo Greenwich, non è ancora completamente venuto fuori.

Bubu, altro che amica, fidanzata ideale ad adesione istantanea, confidente segreta. Sei una grandissima troia ben oltre chiunque d'altra, ragazza o sostanza che sia (che poi, siamo sempre lì...). Ed io ti volevo bene, e mi sono fidato di te, dandoti molto più di quanto un ragazzo possa dare: i recettori epiteliali posti tuttattorno la mia colonna vertebrale, per ben 12 ore. Ma il nostro Tainted Love si è risolto in un'incomprensione, un'iperbole,un tradimento, e dopo che ti ho molto poco poeticamente scaricata nel cesso, è giunta la tua vendetta: nausea, giramenti di testa, vomito, scarso equilibrio, brividi freddi subito seguiti da sudorazione africana, impossibilitato a pisciare...mi è venuto assai difficile pensare tridimensionalmente stavolta, sono diventato solo vittima del flusso di coscienza, e del deflusso dei miei intestini....

Stavolta son andato ben lungi dallo scherzare col fuoco. Dai miseri 3 mg/8 h dell'altra volta, colpevolmente ho stabilito che la pallina da tennis dovesse venire lanciata verso il fondo del baratro...la solita, maledetta curiosità, incoscienza, irresponsabilità (perchè ho coinvolto anche un altra persona, che per fortuna ne ha presa così poca - più o meno quanto me lunedì), l'impulso, il desiderio, il consueto piglio da testa-di-cazzo che ho talvolta nel fare le cose, e siamo arrivati a 17 mg/12 h. Fortuna che gli effetti collaterali di Bubu assomigliano ai sintomi di un febbrone da cavallo (tranne che ,ovviamente, la febbre non ce l'hai).

Lo so, che per alcuni di voi, sono un grosso cazzone affettato perchè ho accolto nel mio organismo un discretamente potente farmaco antidolorifico senza che mi fosse stato prescritto aprendo la porta ad ogni tipo di effetto collaterale ed anche a qualche indesiderato danno permanente, forse al cervello (ma lì ormai, viene anche la Lombardi Ecologia a svuotare qualche suo camion, quando nessuno guarda).

So anche che, per molti altri di voi, sono invece un grosso affettato cazzone per il semplice motivo che faccio le cose e poi me ne pento, ed addirittura sbandierandolo come se fosse indice di grande fermezza morale ed impasse emotivo; il vero drogato di buon gusto e decenza o si tiene per sè i suoi viaggi, o ne fa un iperbole, tanto da esagerato ed eroico avventuriero post-moderno di stati alterati di coscienza (se ne possiede una) da risultare mitico, alla stessa maniera in cui lo spericolato stunt-man conclude le sue scapicollate evoluzioni con un serafico Don't try this at home. Non ci provate a casa, figlioli.

Io, nè l'uno, nè l'altro: solamente che mi sono spiaccicato sulla schiena una certa quantità di veleno perfettamente legale, per un motivo che non so, forse l'ebbrezza di sentire qualcosa, uno scossone bello potente, un rincoglionimento catartico, e a parte una sarabanda di stupidissime illusioni da cartone animato, non ci trovo più niente di così figo, trascendentale, zen o emozionante.

Solamente che non riesco a mangiare nulla di concreto senza subito vomitare, e pisciare è diventato un fastidio, e l'unica persona che meriterebbe di essere presa a calci in culo, in testa, in faccia , nello stomaco, il cui cranio dovrebbe venire scoperchiato affinchè tutti quanti possano usarne la cavità come UNA FOTTUTA LATRINA, per tutta questa merda di cui mai ha avuto veramente bisogno,                                            SONO IO.

Basta, droghe, basta. Ero stato in grado di uscirne, l'anno scorso, dalla scimmia della cannabis e del fumo. Avevo concluso che per evitare di fare certe fesserie bastasse la volontà, e adesso, per mia propria volontà, senza che debba entrare per forza in quello che si è soliti chiamare un brutto giro o cazzate del genere, che cazzo faccio? Mi creo da solo i presupposti per merda ancora peggiore? Coinvolgo anche un amico, uno come me, in questa gratuita autofustigazione?

Basta, cazzo, basta. Inutile mordersi la coda. Sarà la terza o quarta volta nel blog (e tipo la quindicesima in totale) ma ivi prometto, dinanzi a Dio, a mia sorella ed a me stesso, CHE D'ORA IN AVANTI RINUNCERO' A QUALSIASI SOSTANZA STUPEFACENTE, SCEGLIERO' LA VITA E MI DARO' UNA REGOLATA.

Ce la farò, è mio dovere. E sul mio pigiama starà anche scritto "viva la coca viva la vida loca", ma, questo sì, è solo un sordido Scherzo del Caso, anzi, del Cazzo.

Questo il mondo (e me le) fa girar alle 12:02 | spermaLink | commenti (7)
martedì, 11 settembre 2007

'Bubu' e il figlio dell'orchidea

L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/pl/c/c9/Buprenorfina5.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Come per molte altre cose,la società, e noi che la componiamo, oggi tende ad assumere un atteggiamento ipocrita nei confronti di droghe e medicinali.
Un punto di vista falsamente punitivo e perfidamente commerciale: potrei finire in galera ed essere strafottuto per qualche stupido grammo di hashish, così come potrei passare la vita tranquillamente con un invitante ago di morfina ficcato nel braccio e regolarmente indicatomi dal mio medico, una volta falsificato un qualche certificato che determini come io ne abbisogni. Questo è un po' il mio sogno nel cassetto. Va beh, anche di vedere un pitbull che si annusa il culo e/o si lecca le emorroidi.

Un paio di anni fa, in gita allo Zoo Safari, un mio amico a cui di recente era scomparso il fratello, gravemente malato, disse che la prima cosa che i genitori si erano preoccupati di fare era stata sparire tutte le medicine, partendo da quelle più potenti e costose, a quelle per la cosiddetta 'terapia del dolore'.
La cosa mi ricordo, mi rimase tanto impressa, che...mi sono premunito. Non volevo vivere con il suo stesso rimpianto.
Per questo, in questo momento ho applicato, più o meno a livello del diaframma, una striscia di un farmaco, regolarmente prescritto (ma non a me); un cerotto con la particolare capacità di rilasciare epidermicamente 35 mg di buprenorfina l'ora.
Dalle 23 del 9 settembre 2007 in poi, considerate le dimensioni e le difficoltà adesive, il mio corpo dovrebbe integrare poco più o poco meno di 3 mg per giro d'orologio.
Probabilmente mi sballerei di più con un calippo, lo so, ma pensateci: la buprenorfina (o come la chiamo affettuosamente io, Bubu) è un oppioide, quindi cugina dell'eroina.
E l'eroina aveva visto un boom, ai suoi esordi, per curare tosse e raucedine. Per poi diventare, diciamolo pure, la droga intellettuale degli anni Venti-Trenta ed in seguito, terrorizzare l'universo quando ci si rese conto che rendeva la gente schiava di uno stato dolcemente catatonico. Oltre ad ammazzarla, certo.
Ma c'era un tempo in cui era legale. E se Bubu, come dicono, ha questo potere di placare la sofferenza fisica causata da tumori molto voraci, mi chiedo cosa possa fare, quando comincerò sul serio a sentirla, al longilineo ed asciutto fisico di un giovane di 22 anni del peso di 59 kg.

...non so perchè l'ho fatto. Non sono ne' particolarmente depresso, ne' in uno stato di euforia.
E' tutto molto vago.
Non ho bisogno di cercarmi giustificazioni per ciò che faccio, tanto ci sono altri fessi buonisti in grado di farlo meglio di me.
A voi, potrei anche rivelare di aver chiuso i conti con diverse, piccole parti di me, e pensereste tutti alla stessa cosa: un'epica, spettacolare, eiaculatoria scarica di diarrea.
E chissà che non mi scappi un 'Bubu è l'unica che mi capisca davvero', in fondo l'adolescenza riaffiora quando meno te lo aspetti, e devo ammettere che quando gliel'ho leccata, perchè gliel'ho leccata, anche per un attimo, la mia lingua ha sentito l'attrito di un sapore asettico di pere marce e copertoni.
Pochi secondi fa ho avvertito un bruciore repentino a tutti i polpastrelli, ma niente di che. Avevo provato ad applicare la piccola parte di Bubu sul braccio destro, ma scivolava via.
 Il torso sembra che tenga. Mi si chiudono gli occhi, ed il tempo è diventato acqua.
Sento pungermi l'ombelico.

La sensazione quotidiana è di essere sul crinale della catastrofe, non avendo niente di meglio da fare che spararmi film, musica e provare a buttare giù qualche riga per la tesi.
Il pensiero fisso è quello della pallina da tennis di fronte al burrone: se ti ci lanci dentro, non ne uscirai più, ma potresti rimbalzare sul fondo tanto forte da venirne fuori.
Un formicolio tra lo stomaco e il gomito. E durante la notte, diverse fitte, sensazione rarefatta di calore, e ad un certo punto, non ricordo come, non avevo più le mutande.

( intervallo: Come recita il Secondo Sermone del Camposanto, dopo la pubblicità, se vedi degli sferoidi bianchi nei viali tra le edicole, particolarmente grandi di diametro, tranquillo, non sei
in una puntata de Il Prigioniero, è solo Mariacarla, tua amica d'infanzia.
BUM! vedi prima arrivare le tette, poi circa dieci minuti dopo, lei.
"Cià bacino!" dice sempre così. Hai sempre pensato, a torto, che facesse l'insegnante di balli di gruppo..."Cià bacino!".)

Non avevo più le mutande, alle 2 si notte, vi ho detto. Erano alle ginocchia. I segnali lungo il mio sistema nervoso erano brevi ma vivide esplosioni di fuochi d'artificio.
Non avevo più le mutande, e ho sentito la voce di mio zio parlare nel sonno, esclamando: "La suocera, la suocera!". Lieto di aver scoperto cosa lo terrorizza, mi addormento, sognando di spostarmi il cerotto su un piede,
ed alle 3 ho riaperto gli occhi, decidendo di strapparmi via il cerotto dalla bocca dello stomaco, sacrificando qualche pelo, e di posizionarlo sotto il piede sinistro. Bubu, sia fatta la tua volontà.
Poco prima di riprendere sonno, mi sono alzato per controllare la faccia allo specchio che ho in camera. L'ho fatto, poi mi sono ricordato che non ho nessuno specchio in camera.
Ho dormito, ho sognato. Finalmente sono riuscito a parlare un po' con lei, che era un po' lo scopo recondito per cui ho preso Bubu.
Non sono pazzo, i folletti violacei che mi titillano i capezzoli  ogni mattina dicono che gli psichiatra sono per stronzi.
Alle 7 di mattina mi sono strappato via il cerotto e sono tornato nel regno dei vivi. I muscoli del collo parzialmente atrofizzati.
Dalle 23 alle 7, fanno 8 ore di assunzione per via cutanea. 8 ore di assunzione per via cutanea, fanno 24-25 mg di Bubu, a rincoglionirmi durante la notte.
24-25 mg di Bubu, con un sistema nervoso centrale ricettivo come il mio, e il sentiero ipnagogico della percezione mi si è schiuso, come un fiore, o un dendrite.

Mattina dopo, fresco come una rosa, Bari, 10 settembre 2007: giornata mondiale dei mozzarelloni, insomma, si, le tette grosse e pallide.
Verbalizzo esame, firmo e consegno documentazione, ascolto tridimensionalmente il mondo, e i discorsi 2 ed 1D dei miei amici di università, e devo dire che provo un senso di sollievo solare e di grande crescita zen, per cui io sono il figlio della bianca orchidea, e ciò che in Bubu scorre in me lentamente scorre, e ciò che in-me scorre non è altro che il mondo, e ciò che scorre im-mondo non è altro che me.

L'immagine “http://www.provincia.torino.it/inviafoto/inviafoto/particolari/orchidea_g.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Mmmhm, il figlio della bianca orchidea
non si è vergognato di bere una Pepsi nei corridoi ruttando "Bu-bu" con gran trasporto, mentre due importanti sedute d'esami erano in corso.
Poichè egli è fatto così, e conosce la retta via che conduce al tenere pulita la propria anima, e cazzo, il decolletè di quella tipa che mi ha fatto i complimenti per aver scelto Twin Peaks come argomento di tesi di laurea era davvero esagerato.
Lei era...era come un'asticella di un metro scarso, con appesi due palloni da calcio, insomma, bassa, magrissima, con due seni enormi ed appesi. Peccato che...fossero solo due.

"Hai scelto Twin Peaks, ma che bella scelta, io adoro Lynch, diglielo pure tu!" accanto a lei, un' amorfa sacca scrotale rispondente alla categoria di "homo zerbinus" coi boccoli (!) annuisce completamente apatico.
"Beh....non è stata un'idea mia, me l'ha suggerita la mia ragazza..." Solo che non era la mia ragazza, ma una tipa che conoscevo, anzi, non era una tipa che conoscevo, era una di cui avevo solo sentito parlare,
ma in verità, più che una di cui avevo solo sentito parlare, era una di cui mi ero inventato su due piedi l'esistenza.
"Ah! Bello!" E le tette le si illuminano come i fari di una Land Rover 4x4 serie Sport, e io resto fermo immobile abbagliato come uno stambecco sul ciglio della strada...
"Che meraviglia, Twin Peaks, ricordo che avevo dieci anni quando lo diedero per la prima volta...."
"Oh si, io ne avevo solo sei..."le dico, sbavando come un labrador di domenica pomeriggio*.
Non mi rivolge più la parola.
Poco male, resto sempre il figlio dell'orchidea, fratello del candido giglio, e, cosa importantissima, cugino di quindicesimo grado del fiore a forma di grosso cazzo che puzza (che potete trovare a Firenze).

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*quando gli ambulatori veterinari sono chiusi, ed è quindi impossibile praticare la castrazione animale.
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venerdì, 07 settembre 2007

Donne Danno, io vi Condanno


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E' inutile sventolare la triste, sterile bandiera del femminismo: le donne hanno davvero dei grossi problemi. A prescindere da mia cugina, 9 anni, che crede di sentire la voce di nostro nonno (morto) provenire dal suo camper di Barbie.
Ma siamo più specifici: le donne hanno davvero dei grossi problemi CON ME.

Vi spiego: ogni volta che mi capita una storiaccia con una ragazza, passo mentalmente in rassegna le mie qualità, i miei difetti, le mie caratteristiche di approccio e dialogo col gentil sesso.
Così, almeno una volta a settimana, giungo alle seguenti conclusioni: non sono io che sono tanto male, anzi, l'incredibile e dispendioso equilibrio tra il mio charme, la mia bellezza, il mio intelletto e la mia verve verbale sono tali che il cervello femminile non è in grado di decodificare le informazioni che mi riguardano, finendo per non credere alla mia esistenza.  Per quelle perenni insoddisfatte che sono le donne, io sono una chimera, un'entità mitologica, leggendaria.
M'illudo di stare comunicando con loro, mentre loro mi fissano con gli occhi socchiusi, perplesse: "ma esiste o avrò bevuto troppa tequila?".

L'altro giorno,
stavo recandomi a Bari in pullman, quando vicino a me si siede una ragazza.
La conoscevo, due anni fa c'eravamo anche frequentati per un po' di tempo, poi, vabbè, non aveva funzionato, anzi, diciamo pure che era andato tutto in vacca...ma non importa. Dopo i "come stai? cosa fai?" di rito, prendiamo inaspettatamente a chiacchierare sui massimi sistemi.
Viene fuori che lei è una tradizionalista, che un giorno desiderebbe avere dei bambini. E mentre sono lì che la fisso negli occhi (e non sto parlando delle "ghiandole mammarie"), ricordandomi di colpo i motivi per cui mi ero infatuato di lei, lei fraintende la cosa e mi fa: "E tu? Non li vorresti dei figli?". A quel punto, un terrificante dubbio mi raggela, e le chiedo, diretto, senza fronzoli, se è incinta.
Non è incinta, e mi ribadisce la domanda. La cosa mi coglie alquanto impreparato, a dire il vero, anche perchè, con una certa evidenza, questo è uno di quelli argomenti tabù che premono sulla volubilità della vagina.
"Ehm...s-si...dei bambini...perchè no...ho una gabbietta in giardino...". Silenzio imbarazzato, poi continuiamo a parlare della famiglia. Ed è un'argomento che le sta a cuore, la santità del matrimonio, l'importanza della donna, e riflettendoci capisco perchè: non è come sembra, è solo una mera questione grammaticale. Lei si chiama Maristella, e guardate cosa succede se tolgo una sillaba, così a caso:

MA-RI-STEL-LA -----> http://www.estense.com/public_html/photos/00003120-constrain-240x300.jpeg MA-STEL-LA

Poco prima di salutarci, e per chiudere tutta questa sciarada, le rivelo che di recente ho perso mia madre. Mi guarda con i suoi occhioni nocciola, compassionevole come un tapiro, e chiede: "Ma poi l'avete ritrovata, giusto?". (E questa ahimè NON ERA una battuta).

Fosse qui tutta la questione, sarei anche sollevato. La verità è che, da un po' di mesi a questa parte, ho conosciuto una ragazza. Fantastica, non faccio altro che pensare che, se io fossi un koala e lei un albero di eucalipto (avete presente quell'immagine del koala abbrancato al tronco, no?), poco poco due attivisti del WWF cercassero di acchiapparmi per farmi due carezze, io li apostroferei con un bell'andatevene a fottere i panda stronzi bastardi. Non so...è davvero magnetica, in particolar modo il suo sguardo, ed ogni volta che passa vicino al frigo io ho paura che TAC! ci rimanga.
Insomma, il succo della storia è che non solo mi piace un botto, non solo gradisco genuinamente il tempo che passo con lei, non solo vorrei davvero fare del sesso mondiale a livelli apocalittici, con collisioni planetarie, esplosioni nucleari, Dio stesso che batte istericamente con la ramazza sul pavimento strillando "Ohè, e basta!", ma mi sembra persino in grado di ammortizzare la mia personalità debordante, che a volte, lo capisco, può infastidire gli altri.
Il guaio, se così lo vogliamo chiamare, è che mi sembra un po' incostante. Prima era fidanzata, e vabbè, era d'uopo da parte mia un profilo basso. Poi ci si bacia, ma non conta, si fa per scherzare.
Poi amici,vale a dire io stronzeggio, lei fa la brava, io passo le notti a mordermi le dita dei piedi. Poi, nei due giorni più neri della mia vita, fa due cose inaspettate e, dal punto di vista affettivo, proprio per questo meravigliose. Poi si sfidanza, no, è in pausa di riflessione, no, si rifidanza, no, danza, non si è capito. Fiducioso, mi rifaccio sotto ma, porco me, non va affatto bene.
Cazzo, non sono perfetto, nulla lo è (e tutto è perfettibile): tramutate i miei difetti in rocce e avrete la fottuta Monument Valley.
Ma capisco bene il valore di cose tipo l'amicizia, e so quante molteplici facce possa avere, così come trovo gradevole quella specie di cameratismo che tra due amici di sesso opposto, spesso prelude al talamo.
Ma no, "perchè mi dici che 'sono speciale'? Tu vuoi solo portarmi a letto!".
Ma no, non fraintendermi, dai, anche in cucina va benissimo...

Insomma, cazzo, io non sono esattamente un mostro privo di sentimenti, credo non ci sia nulla di male se di una tipa mi piacciano, allo stesso modo, la compagnia e le tette.
E poi, se da una parte abbiamo continua tollerante pazienza riguardo comportamenti eccentrici ed erezioni maniaco-depressive, mentre dall'altra ci si infervora o si va via con l'amaro in bocca quando l'altro disattende le nostre illusorie aspettative, non abbiamo forse a che fare con quella terribile forma acuta e compulsiva della malattia nevrotica ed ossessiva che la gente chiama "amore"?
La risposta, ovviamente, è NO.
Sono solo due ventenni pazzi e cretini che semplicemente si frequentano, e vorrebbero e non vorrebbero avvicinarsi di più, e vorrebbero e non vorrebbero che le cose rimangano così come sono, ed il perchè resta un mistero, ma chissà, probabilmente perchè il passato troppe volte li ha frustrati, delusi, desensibilizzati, infinocchiati, e questo allo stesso tempo li avvicina e li allontana, ed in tutto questo maledetto casino tra palline e respingenti, il punteggio del flipper è sempre zero.

O magari, sono semplicemente io, nuovamente preso dalla ragazza sbagliata, nuovamente impegnato nell'autoespormi la questione, il punto di vista, mentre tutti gli altri leggono, grattandosi il mento, attoniti. "Ma esisterà sto tipo o ho bevuto di nuovo troppa tequila?".

http://www.recohan.net/_img/cover/singing-in-the-rain-484.jpg

I'm singin' in the rain.
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 16:05 | spermaLink | commenti (11)
lunedì, 03 settembre 2007

Elegia

http://solarider.org/my-pics/graveyard-28-06-2006.jpg

C'è qualcosa di bello, nei cimiteri.
Isolate mentalmente le agghiaccianti scene alla George Romero della mano rattrappita che spunta dal terreno sgualcendovi il bordo del pantalone. Pensatelo come un luogo di una metafisica semplicità. I cimiteri sono zen.
E la saggezza popolare ci viene incontro ricordandoci come lì nessuno possa farci del male.
Una delle poche verità sui tempi moderni è che andiamo troppo di fretta, cazzo; tutti quei programmi di MTV che ci mostrano le case delle stars, dipinte quasi sempre in bianco, beige o, volendo osare, verde acqua: campiture fredde, da albergo, da aeroporto. Viviamo in un perenne stato transitorio.
 Il cimitero nega il troppo movimento (al limite vedrete un custode con l'apecar), è allergico alla ressa. Spinge alla riflessione, alla meditazione, alla confidenza con il mondo-altro, ad una momentanea, preziosa esotopia dal mondo materiale.
Un peccato che abbia dovuto riscoprire questa mia infatuazione infantile nella circostanza della scomparsa di mia madre, ma dubito che avrei potuto ricordare questo flirt per i camposanti così, da un giorno all'altro.

Perchè sarà di un rosso, arancio, giallo, di toni autunnali, la nostra ultima scenografia, altro che grande bianco. La Livella di Totò. Altro le chiacchiere.

E' un punto di partenza per un nuovo punto di vista. Sulla vita, magari.
E, annunciazione-rivoluzione, non necessariamente dark, depressivo, emo, suicida, dammi-una-lametta-che-mi-taglio-le-cazzo-di-vene.
Figuratevi, come potrei, con dei bertoldi che fanno così rumorosamente sesso su delle scalinate, con reiterate penetrazioni così forti che neanche un Tiger in territorio ostile, provocando una tale ostruzione del condotto figale, che conduce inopugnatamente a quelle scorregge vaginali che neanche a Natale,
ptrrrpprrrr, così simili al rumore di un palloncino sfregato, che tanto ti gratificano perchè ti fanno sentire il cazzo così grosso, tanto che l'aria non è in grado di uscire.....
che qualcuno pensa bene addirittura di chiamare il 118!
"Si sente male, signorina?" "Mhhmm....n-noooo"
"Ma è sicura?" "Oh, sì, siiì, SIIIII!!!"


Poi, ci sono altri bertoldi, a cui le ragazze fanno un baffo. Anzi un buffetto.
E se a qualsiasi azione corrisponde una reazione uguale e contraria, sentire il rumore di un ceffone dirigersi verso delle guance femminili può essere divertente...se il bertoldo dà poi alla povera vittima mica troppo indifesa della puttana arrogante. Ed in media stat questio: divertente, o aberrante? Suvvia, abbiamo a che fare con un bertoldino passivo-aggressivo
che dovrebbe imparare a controllare gli stati d'animo e a dosare i riflessi...La sua amica sarà anche stupida come un mulo, ma quanto pirla è stato lui? E' tempo di maturare, gente, e di calmare i bollenti spiriti.

Perchè l'imperativo è: essere chevorchiani, davanti a tutto. Ragione, perspicacia, forza interiore. Leader, anche se/quando soli. Concentrati, anche se/quando afflitti.
Un qualsivoglia bertoldo può comincia ad essere un chevorchiano una volta preso coscienza che, visto che tutto va a puttane, dato che prima o poi andrà inevitabilmente così, il suo massimo sforzo può in ogni caso condurre ad un risultato, che va dal minimo impatto alla possibile via d'uscita. Poichè qualunque torre potrebbe essere destinata a cadere, qualunque grande speranza potrebbe convertirsi in immensa delusione, qualsiasi belloccio con cui voi giovani esploratici uscirete potrebbe rivelarsi un fan di Pupo. O una testa d'uccello.
(a meno che non sia io...in tal caso, fanno due teste d'uccello).Ecco perchè, anche quando sognate, tenete sempre della carta da culo a portata di mano. A vostro esclusivo beneficio.

Come recita il Primo Sermone del Camposanto.



Provo nausea fisica per l'umanità ordinaria, che tra l'altro è l'unica che c'è.
E talvolta mi adopero per aumentare tale nausea, proprio come si può provocare un vomito, per facilitare lo stimolo di vomitare.

(Pessoa)
Questo il mondo (e me le) fa girar alle 19:26 | spermaLink | commenti (7)
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dalla cella imbottita di:

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Nome: sherpes in senos
Una brutta persona con pessime abitudini, anche a R.E.
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