
Qualcosa di più di un chiodo fisso, di un tormentone. Un quarto di leit motiv, tre di polvere depositata nel substrato della coscienza collettiva (questa frase l'ho scritta nella tesi per fare lo sborone, quindi concedetemela). No, quello che si era andato a ficcare tra le gioviali e frivole chiacchieratine tra me e Janis, era un cigolio ad intervalli regolari, una distorsione subliminale (questa, invece concedetemela perchè sono immerso, tra Prodigy e Faithless, nei miei venti minuti quotidiani di rave mentale), "Allora quando andiamo ad Altamura a trovare Jaba e Felix?". Onde evitare scleri e depressioni post-partum, sabato scorso lo stillicidio ebbe termine, e finalmente rompemmo gli indugi.
Dalla mia solita sosta alla Grande F, dove Janis venne a rompermi le acque mentre leggevo "Survivor" di Palanhiuk, e per questo e la sua maglietta di Superman si meritò per tutto il pomeriggio l'appellativo di Kara Zor-El, alla baguetteria dove andavo a fare pausa pranzo durante il part-time estivo, il passo fu relativamente breve, e così, schifosi biglietti delle FAL alla mano, maledetto pezzo di ferraglia residuato bellico con annessa centralina scassata tutt'attorno a noi, circondati da curiosi individui dal fascino discreto, veri credenti dell'Uomo Zagno "a gradire" (come direbbe la mia rossa -o bionda? Boh- compagna di viaggio), facciamo ciuff ciuff tutti felici e contenti, ma più che altro Janis, perchè io muoio di caldo e sto andando in iperventilazione da fotografia (lei mi immortala mentre addento il panino e mentre sudo come un ghiacciuolo, pur nella mia meravigliosa AlanDevis a righe multicolore).
Tema del viaggio d'andata: massimi sistemi dello spettro emotivo, l'eterno conflitto tra noia e dolore, e l'amore che giunge in città sempre in treno, ma c'è chi, ignorandolo, finisce per perderlo. Ve l'ho detto che siamo due comare, e fissarsi sui dettagli fa perdere di vista il quadro generale.
Giunti in stazione, neanche il tempo di spogliarci in modo da proclamare la nostra rinnovata indipendenza dalla tirannia e dal conformismo celati in un capo di vestiario o in un jeans ricamato con fiorellini o ghirigori, novelli Yoko Ono e John Lennon, che Felix e Jaba arrivano, pronti a scarrozzarci per l'Alta Murgia con l'auto del fratello di quest'ultimo.
Che deve avere minimo una doppia vita, perchè il sedile posteriore è colmo di steppaglie, un po' di terra e roba così, noto con una perspicacia degna del tenente Colombo. Atroce dubbio: sarà forse lui il misterioso e nefasto contagiatore di minghiorni di cui ho solo sentito parlare?
Neanche a farlo apposta, o per una strana congiunzione degli astri, scegliemmo proprio lo stesso giorno in cui la diocesi (Altamura - Acquaviva - Gravina) avrebbe celebrato in onore del vescovo una solenne messa all'aperto. Un patetico tentativo di conversione che annego nel thè freddo, gettando il più concupiscente dei miei sguardi su di una sculettante signorina, che pareva scolpita nel diamante, con Janis che subito rompe l'incantesimo dicendomi "quella è un uomo", e a dimostrare che non scherza, mi mostra un disegno sul suo taccuino tracciato proprio dalla figura che fino a poco prima noialtri stavamo guardando estasiati, per poi cambiare espressione alla velocità di un anime.
Inutile, non è con l'immedesimazione che noi uomini possiamo sperare di capire le donne, rifletto; avremo una possibilità solo se riusciremo mai a partorire. E siccome dare la vita non è altro che il potere delle divinità, ne consegue che la donna è l'unico, vero, tangibile Dio rimastoci. Pensando al mio vissuto, mi rendo conto che non importa di quanto fosse buono, gentile, dolce, premuroso, compassionevole, grande e forte il mio "Dio". Ora non c'è più, e fissarsi sui dettagli fa perdere di vista il quadro generale.
Fuggiti dal nugolo di collarini ormai impadronitisi della città, i tre strampalati atei (il nostalgico post-punk-pop-litfibelegiaco, il malinconico passeggiatore solitario e il vostro amabile, giocondo narratore) più la ramata Supergirl, in grado però di trasfigurarsi metafumettisticamente nell'imitazione di Rat-Man, passeggiamo per i claustri, dove rischiamo che un cieco ci orini in testa, e veniamo a conoscenza, per bocca di Felix, di come nell'antichità Altamura si ribellò al potere costituito per mezzo di olio bollente e musica techno, nel claustro che fu breccia dell'invasore.

E adesso, rispondete a questa domanda: dove lo potete trovare un pisciatoio profondo 92 metri e con un diametro di 550?
Risposta: a 6 km da qui, si chiama il Pulo e per gran parte della gente, Janis compresa che tanto insisteva per venirci, è una dolina carsica risalente alla preistoria, e con resti bizantini ancora mai visti. Ma per me, è solo il macroscopico, abnorme, incommensurabile cesso di Dio, o di chi deve sbarazzarsi di un'auto. "Sergio Corbucci ringrazia!" aggiunge Felix.
Ma qui la gente non viene solo a fare stupide foto, o a svuotare la vescica: c'è anche chi viene a guardare nel grande Abisso, a riflettere su scelte sbagliate, o su come tutto abbia la generale tendenza di andare a puttane. Il loro vero problema? E' che lo fanno ascoltando Vasco. Mentre io non posso fare a meno di pensare a come l'incipit di "Mai come voi" dei 3 Allegri Ragazzi Morti non sia altro che quello di "Days without Paracetamol", Snow Patrol, velocizzato di un tantino.
Ultime tappe: breve visita al signor Carlo, personaggio di facoltà ma anche la reincarnazione di un faraone egizio, poi un Jelato per Janis, e gran finale a casa di Felix per il rituale bicchierino di Padre Peppe.
Il viaggio di ritorno consolida la reputazione di me e Janis delle vecchie comare di cui sopra, ma la sensazione prevalente per entrambi è che il cigolio sia sparito, e possiamo smetterla di parlare in terza persona come nei libri, mentre per il sottoscritto, il senso di tutto questo, è, uomo, non chiederti mai se Dio stia pisciando, quando Dio stia pisciando, o dove preferisca solitamente aprirsi la zip; se senti umido, allora lo sai.
Ah, dimenticavo. Notizia veloce veloce, da leccarsi le palle. Ben che mi vada, a scanso d'inconvenienti e della solita sfiga, tocchiamo ferro finchè è caldo, che il Grande Demone Celeste m'assista (facendo il tassista), MI LAUREO IL 16 OTTOBRE 2007.
Pertanto, che squìllino le trombe, e tròmbino le squillo, MUSICA!
che ivi, senza riposo, riposto:
"Non faccio mistero di essere sempre stato un estimatore di Grillo: ho i DVD vari, leggo sovente il blog e l'8 settembre mi sono recato a Bari, con la mia maschera bianca a firmare la petizione [era al Mercato del Pesce presso Piazza del Ferrarese, sinceramente c'erano solo 4 gatti, tra cui io, Joe, Meggy, una sua amica, Janisgb, un suo amico e un'altra decina di persone; più tardi, dicono ci sia stato qualcosina in più, ma poca, pochissima roba, ndPetrof](volevo firmare "fantasma di Cassano Murge" ma me l'hanno impedito, stronzi, ma il mio volto col cazzo che l'hanno visto), ma...in effetti non mi piace molto il suo seguito. La gente che lo santifica. E' facilissimo essere incazzato, è facilissimo cavalcare il populismo contro una classe dirigente di malversatori, ladri, pretastri e bugiardi matricolati. Qualcun altro lo fece nel '94, "scendendo in campo" e i risultati si videro: il plebiscito.
Ora, non credo (cazzo spero proprio di no) che Grillo voglia entrare in politica; non in questo tipo di sistema alla 120 giornate di Sodoma, almeno. Ma i grillini si stanno già muovendo, un po' come i girotondini, e questo mi preoccupa. Non è con un partito in più che si pssono cambiare le cose, e le buone intenzioni alla fine, vanno a finire maluccio. Cristo dice "amatevi" e giù guerre nel suo nome. Non che Beppe Grillo sia un messia (è un po', anzi, il profeta dell'acqua calda; non bisogna prendere per verità tutto ciò che dice, ha gli anni che ha), solo un cicciottello comico sovrappeso genovese incazzato, che finchè si batte contro le aziende truffaldine, come Parmalat e Telecom è OK; ma se poco poco viene, come è successo, divorato, digerito e cacato fuori dalla tv, che remixa tutto e il contrario di tutto in ogni salsa possibile, diventa assimilabile alla spazzatura che combatte.
Inutile poi, dire che NON lo fa per soldi. Lo ammette lui stesso. Inutile dire che non è un populista, lo E'.
Inutile anche dire che sta tutto a sinistra, perchè a Bari incontrai il fratello di un mio amico, iscritto a Forza Nuova, che davvero pende dalle labbra del belìn. E non è una mosca bianca (o nera ;)).
Grillo, ora come ora, lo vedo come il buffone medievale, o il pazzo che va con uno sgabello ad Hyde Park Corner, Londra: getta merda come una bertuccia contro il potere costituito, aizza le folle a incazzarsi sempre di più, ma non produce un effetivo cambiamento; è solo controcultura, solo qualunquismo nevrotico che foraggia il Leviatano esattamente quanto i bugiardi, i pretastri, etc.

Detto questo, l'idea di Mazza al Tg2 [il direttore del secondo Telegiornale pubblico aveva definito Grillo un 'istigatore alla violenza']è effettivamente stupenda, fosse per lui non ci avrei mai pensato, altro che Grillo. Ma piu' che una pistola io ci vedrei bene Palazzo Chigi guarnito come una torta di Trinitoluene. Tanto ho un sacco di sapone a casa. ;)
(si scherza Giò) "
E ora se volete, alimentate il dibattito. Con idee vostre, di quelle a prova di proiettile, e di cazzate.

La scimmia spaziale è chiamata ad assolvere il suo dovere di consumatore; fu per seguire questo dettame che decisi di andare a vedere il film dei Simpson. Pressocchè causale, a dire il vero; guardavo la televisione, pensando a lei. Decidendo a priori come non potesse mai e poi mai funzionare. Lei ha un cane, io del topicida. Lei ama i bambini, io masturbarmi. Troppo, troppo diversi. E poi, si veste come una rom. Io, a me piace definirmi "un relitto ottocentesco di un pezzo di merda giù per il vostro scarico".
Nel mentre di tutto questo, le aspiranti Miss Italia, tutte alla ricerca di una posizione nel mondo dello spettacolo, passando per la posizione genuflessa succhiando le flosce nerchie rattrappite di calvi, vecchi, laidi produttori tivì, intonavano una hit del Sanremo '81, "Maledetta primavera", Loretta Goggi. Avete mai notato come un accordo del refrain di "Maledetta primavera" sia pressocchè identico all'attacco dell'inno di Forza Italia? MisSforzaItalia.
Più tardi con Joe, optammo per uno scisma, una soluzione orizzontale a problemi verticali: noi si sarebbero visti i Simpson, JeanFrançois e due associati "L'Ultima Legione". Mentre saluto un esemplare di homo cassanensis, sacca scrotale universitaria, Joe prende due menu' del mercoledì. Non conoscevo il menù del mercoledì, o più che altro, ero solito prendere il menù del mercoledì di domenica, lunedì, giovedì, sabato. Coca media, pop corn medio, nachos con salsa.
Siccome il buon Dio ci ha fatto con sole due mani, difficile portare il tutto in sala in una volta sola, e Joe mi fa "prendi i biglietti, io non ce la faccio". Prendo i biglietti, e con le mani già piene, un terzo del menù del mercoledì (i popcorn) finisce sul pavimento. Problema verticale, soluzione orizzontale; io rido. La scimmia spaziale mi riempie nuovamente il cestino. Va a finire qui il menù del mercoledì.
Ma il problema sussiste; con Joe, pianifichiamo una war map: io mi faccio convalidare i biglietti, entro in sala, prendo posto, torno e portiamo insieme le cose. No, replica, lui si fa strappare i biglietti, entra in sala, prende posto, io aspetto, lui torna, portiamo tutto, uno o due viaggi al massimo. Già che ci sei, ribadisco, portati già appresso qualcosa ed occupi i posti. La scimmia spaziale al cordone avvicenda un altra scimmia spaziale, che avevo già spazientito. Le faccio un cenno.
Finalmente in sala, io, Joe, i menù del mercoledì, rumore di fondo, cellulare rigorosamente spento, finalmente libero di pensare, almeno per un paio di minuti. Ehi Joe, faccio a Joe, che ne diresti se qualcuno avesse la geniale idea di scrivere una tesi sulla gente che va al cinema? Dovrebbero proprio farlo, cazzo: 100 pagine, magari per una specialistica, e senza considerare minimamente il discorso film, semplicemente parlare delle persone. Il cinema è uno dei grandi vecchi tra i fenomeni di massa, i fratelli Lumière fecero cagare sotto la gente riprendendo il frontale di una locomotiva in movimento.
Un problema tridimensionale a una soluzione bidimensionale. Gli dico, pensa alla tipologia della gente che va al cinema, all'estrazione sociale, all'umore, al lavoro che fanno. A come si comportano, al posto che prendono, se prenotano o sperano di beccare la sala vuota. Allo sviluppo della struttura cinema, dalle salette di provincia ai multiplex. Nel mondo del tutto e subito, la gente si muove ancora di casa, parcheggia, per partecipare a questo rito collettivo.
L'arredamento dei cinema, i cartelloni dei film prossimamente su questi schermi, le poltroncine, i bar, la biglietteria, i bagni. La disposizione delle file, la ziqqurat post-moderna.
I sedili con i porta bicchieri, le cavità sui braccioli, tutto rigorosamente in qualche lega plastica. Lo schermo gigante (a 5 anni, l'accostamento tra le parole "schermo" e "gigante" mi dava i brividi). Tutto è rapppresentazione, ogni elemento è decorativamente funzionale, lo spettatore non escluso. E poi, i gusti del pubblico, le chiacchiere che lasciano spazio al silenzio, e il silenzio al Dolby Sorround. I commenti sui film, i passaparola al telefono, al supermercato, al lavoro, a scuola, su Internet. "Non andare a vedere quel film, è lento, una cacata. Vai a vedere quello, è bellissimo". Punti di vista, mai fidarsi. Ma questi punti di vista producono fluttuazioni sul mercato, ai botteghini, accendono discussioni virtuali e non. Punti di vista che si intersecano, si influenzano, anche a molti km di distanza.
Oggi vado a vedermi quel film, oppure "vieni con noi, a vedere quel film". Certo, non ho nulla da fare. Oppure "sono appassionato di horror, ma con la mia ragazza non mi perdo una commedia romantica che sia una". Ma ogni schema è quasi sempre sterile, quando tutto è ricondunucibile al minimo comune denominatore del puro caso; la somma domanda a cui questa ipotetica tesi dovrebbe provare a rispondere: sei tu a scegliere il film da andare a vedere, o è lui a scegliere te?
....
Silenzio, buio in sala. Cronch cronch. Là dove finisce il flusso, comincia il film.


Uno scoop, paradossalmente grande come le emorroidi di una megattera, che solo qui si poteva sperare che vi venisse inoculato. In una conferenza stampa, alla presenza dell'ivi presente vostro benvoluto e di un'inconfondibile fanciulla dai capelli color del rame, che ancora coltiva l'hobby di rubare i paralumi nelle balere spagnole, senza approfondire su come abbia fatto, spianando la strada alle più svariate ipotesi (io dico peristalsi inversa, voi?), ZITA E' DIMAGRITO DI 9 CHILI!!
Tutti i particolari non credo sia possibile trovarli qui.
Se sentite un suono, come di un rubinetto che perde, non preoccupatevi. Sono io. E non perdo, più che altro polluisco.
....Shippuuden....





Ogni tanto nella vita, capita che ti fermi un attimo e riconsideri alcuni avvenimenti, rendendoti conto che.....si, hai davvero fatto una grossa cazzata, un enorme secchiata di merda, e sei solo tu ad essertela voluta, povero stronzo. A me sta capitando, senza soste, o soluzioni di continuità, da ieri mattina.
Di prendere la mia vita, nella sua integrità, alle spalle, e di fottermela in modo abbastanza controproducente, e per me stesso. Così, alle ore 11 AM del 14 settembre 2007, giorno in cui esattamente ventiquattro anni or sono un uomo, alto e riccio, e una donna, bella tanto quanto sfortunata, convolarono a giuste nozze, e dal moto incandescente dei loro lombi sacrali parecchi mesi dopo venne messo in produzione ciò che sarebbe poi diventato l'Autore che vi si sta testè rivolgendo (declinando ogni responsabilità per ciò che andrà a scrivere), egli è andato legermente in overdose da sostanze oppiacee nel suo letto, fase di delirio, da cui, in quest'ora regolata secondo Greenwich, non è ancora completamente venuto fuori.
Bubu, altro che amica, fidanzata ideale ad adesione istantanea, confidente segreta. Sei una grandissima troia ben oltre chiunque d'altra, ragazza o sostanza che sia (che poi, siamo sempre lì...). Ed io ti volevo bene, e mi sono fidato di te, dandoti molto più di quanto un ragazzo possa dare: i recettori epiteliali posti tuttattorno la mia colonna vertebrale, per ben 12 ore. Ma il nostro Tainted Love si è risolto in un'incomprensione, un'iperbole,un tradimento, e dopo che ti ho molto poco poeticamente scaricata nel cesso, è giunta la tua vendetta: nausea, giramenti di testa, vomito, scarso equilibrio, brividi freddi subito seguiti da sudorazione africana, impossibilitato a pisciare...mi è venuto assai difficile pensare tridimensionalmente stavolta, sono diventato solo vittima del flusso di coscienza, e del deflusso dei miei intestini....
Stavolta son andato ben lungi dallo scherzare col fuoco. Dai miseri 3 mg/8 h dell'altra volta, colpevolmente ho stabilito che la pallina da tennis dovesse venire lanciata verso il fondo del baratro...la solita, maledetta curiosità, incoscienza, irresponsabilità (perchè ho coinvolto anche un altra persona, che per fortuna ne ha presa così poca - più o meno quanto me lunedì), l'impulso, il desiderio, il consueto piglio da testa-di-cazzo che ho talvolta nel fare le cose, e siamo arrivati a 17 mg/12 h. Fortuna che gli effetti collaterali di Bubu assomigliano ai sintomi di un febbrone da cavallo (tranne che ,ovviamente, la febbre non ce l'hai).
Lo so, che per alcuni di voi, sono un grosso cazzone affettato perchè ho accolto nel mio organismo un discretamente potente farmaco antidolorifico senza che mi fosse stato prescritto aprendo la porta ad ogni tipo di effetto collaterale ed anche a qualche indesiderato danno permanente, forse al cervello (ma lì ormai, viene anche la Lombardi Ecologia a svuotare qualche suo camion, quando nessuno guarda).
So anche che, per molti altri di voi, sono invece un grosso affettato cazzone per il semplice motivo che faccio le cose e poi me ne pento, ed addirittura sbandierandolo come se fosse indice di grande fermezza morale ed impasse emotivo; il vero drogato di buon gusto e decenza o si tiene per sè i suoi viaggi, o ne fa un iperbole, tanto da esagerato ed eroico avventuriero post-moderno di stati alterati di coscienza (se ne possiede una) da risultare mitico, alla stessa maniera in cui lo spericolato stunt-man conclude le sue scapicollate evoluzioni con un serafico Don't try this at home. Non ci provate a casa, figlioli.
Io, nè l'uno, nè l'altro: solamente che mi sono spiaccicato sulla schiena una certa quantità di veleno perfettamente legale, per un motivo che non so, forse l'ebbrezza di sentire qualcosa, uno scossone bello potente, un rincoglionimento catartico, e a parte una sarabanda di stupidissime illusioni da cartone animato, non ci trovo più niente di così figo, trascendentale, zen o emozionante.
Solamente che non riesco a mangiare nulla di concreto senza subito vomitare, e pisciare è diventato un fastidio, e l'unica persona che meriterebbe di essere presa a calci in culo, in testa, in faccia , nello stomaco, il cui cranio dovrebbe venire scoperchiato affinchè tutti quanti possano usarne la cavità come UNA FOTTUTA LATRINA, per tutta questa merda di cui mai ha avuto veramente bisogno, SONO IO.
Basta, droghe, basta. Ero stato in grado di uscirne, l'anno scorso, dalla scimmia della cannabis e del fumo. Avevo concluso che per evitare di fare certe fesserie bastasse la volontà, e adesso, per mia propria volontà, senza che debba entrare per forza in quello che si è soliti chiamare un brutto giro o cazzate del genere, che cazzo faccio? Mi creo da solo i presupposti per merda ancora peggiore? Coinvolgo anche un amico, uno come me, in questa gratuita autofustigazione?
Basta, cazzo, basta. Inutile mordersi la coda. Sarà la terza o quarta volta nel blog (e tipo la quindicesima in totale) ma ivi prometto, dinanzi a Dio, a mia sorella ed a me stesso, CHE D'ORA IN AVANTI RINUNCERO' A QUALSIASI SOSTANZA STUPEFACENTE, SCEGLIERO' LA VITA E MI DARO' UNA REGOLATA.
Ce la farò, è mio dovere. E sul mio pigiama starà anche scritto "viva la coca viva la vida loca", ma, questo sì, è solo un sordido Scherzo del Caso, anzi, del Cazzo.



MA-STEL-LA

PUBLIC ENEMA NO.1