sai, la gente è straaaaaaan.

lunedì, 15 ottobre 2007

Previsioni dell'immediato futuro...

La mia faccia domani, a quest'ora.
http://www.gazzetta.it/Foto%20Hermes/2004/08-Agosto/14/montano3--310x210.jpg
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venerdì, 12 ottobre 2007

Il Piccolo, Celere Addio

http://diogenes-lamp.info/images/jesse_and_tulip.jpg

Posted by Joe Protagoras' Fun Home

Curioso, come tutto ciò che venga in mente, pensando alla scissione di due fattori alchemici (leggi: due persone di sesso opposto - ma non necessariamente - che, dopo aver provato vicendevolmente per un certo lasso di tempo un qualche cosa, si accorgono che questa sensazione o non è più condivisa, o non gli appartiene più, e, preso atto di ciò, civilmente o meno, decidono di lasciarsi perdere, allontanarsi, eclissarsi e blablabla) siano tutte quelle situazioni da film che, in effetti, puoi renderti conto di come siano campate in aria.
Niente piccole persone con grandi problemi in nessun aeroporto del Marocco, o bei tenebrosi dai baffetti maliardi che francamente, se ne infischiano di ereditiere supplicanti. Macchè. Tanto i brevi quanto i lunghi addii sono per gli illusi. Nessuno si allontanerà, svanendo nella notte.
Perchè, per il riflessivo gentiluomo di lettere che ha il piacere di scrivervi ora, pare essere giunto il terzo addio da parte di una persona che ha davvero avuto importanza, nella sua tutto sommato giovane esistenza. Per la seconda volta all'ora di pranzo, fatto ben strano. Fu Joey la prima ad andarsene, ma era tutto piuttosto semplice: si era fidanzata, il qui presente meticoloso memore non la prese tanto bene, volarono parole un po' grosse, e va beh.
Poi, quest'agosto gli viene a mancare la madre, come ben sapete, a causa del male del secolo, ma che si può fare, c'est la vie, lui non ne ha colpe, e pian piano sta superando la cosa con grande maturità, anche se, come oggi ha avuto modo di rendersi conto, un altro capitolo si è chiuso, e nuovamente intorno alle tredici. E meno male che, in queste circostanze, capitano sempre menù di verdure.
Ma, con l'inconsapevole complicità di El Cielo, il più bell'album dei Dredg, ascoltando The Canyon Behind Her, gli si reingullivera quel sussulto di pensiero che lo colse in un primo momento in quella torrida, lunga estate scorsa, mentre assieme a lei passeggiava di sera per le strade della sua città.
"A volte è così che va...", e paradossalmente, è così che è andata. A volte le persone smettono di parlarsi per nessun motivo preciso. A volte gli addii è il postino a consegnarceli. A volte, ti manca una persona anche solo perchè, a piccole o grandi dosi, causava dipendenza come le droghe, l'alcol, il sesso.
E' più o meno lo stesso concetto che avevo espresso mentre parlavo con Maristella dell'aborto: a volte le persone fanno del male a sè stessi consapevolmente. Ora, se è una loro scelta, perchè mai andare a rompergli il cazzo?

La cosa bella è che, ripenso a questa storia e sì, ho molti rimorsi, e sì, probabilmente ne avrà anche lei. Ma per quanto sia possibile, sono felice, fosse anche di averla semplicemente conosciuta, di essere venuto in contatto con la sua particolare, innocente, spesso strana, bellezza.
Fosse anche perchè il ricordo di lei è legato alla cosa più avventata, folle, sconsiderata, coraggiosa che abbia mai fatto, e questo mi dice che aver nel frattempo provato un qualche sentimento, non è stato ne' potrà mai essere sbagliato.



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martedì, 09 ottobre 2007

The Doctor will be out!

 

Si avvisa il gentile pubblico che il presente post vale come esplicito invito, sia formale che non, alla Seduta di Laurea del vostro Benaugurante Quipresente, che si terrà, a beneficio di voi tutti, vicini e lontani, il giorno

16 ottobre 2007

a partire dalle ore 15, in sede sala Contento, primo piano di Giurisprudenza, Bari

(per chi non fosse avvezzo alla suddetta locazione, se la facesse spiegare e si organizzasse di conseguenza, che io c'ho da comprarmi le scarpe e pagare i dovuti copponi a un po' di persone). Allora, ho già preso pantaloni e fatto i capelli, e con la mia nuova, sfavillante Harmont & Blaine è stato praticamente amore a prima vista, questo è senza dubbio un inequivocabile segnale che ormai manca poco. Ma ho anche altro da dirvi: per quanto non la sopportassi, la casa vecchia aveva qualcosa di sicuro, immarcescibile, per non dire fisso; il telefono, fisso. Con annessa connessione ADSL. Adesso che anche la miserabile scatolettina dell'innominabile azienda britannica che per hobby si compra fallimentari affittuarie della rete nazionale, mi abbandona, per seguire mia sorella sul Gran Sasso, finchè quei fottuti dell'altrettanto poco qualificabile azienda leader sul mercato italiano sipreoccuperanno di allacciare alla rete la mia nuova magione, internet non sarà più cosa mia. Come tutte le cose nella vita, neanche questa è poi tanto certa, riguardo alla sua durata: potrebbe essere per una settimana, un mese, sei mesi, un anno, o persino due, o trenta. Quindi prendete questo come un arrivederci, e pensate a questo come ad un inferno felice, il cui Satana si è momentaneamente assentato.

Nel frattempo, fate i bravi, e fatevi i clisteri. Ci si becca.

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sabato, 06 ottobre 2007

UniDiversità

http://artdeco.elet.polimi.it/Artdeco/partners/logo-bari.jpg

Una doverosa premessa: questo post non ha esattamente un soggetto, perciò siate clementi.
Solo che è venerdì notte, o sabato mattina, e a parte auscultare Branduardi che reinterpreta il Cantico delle Creature o Bobby Vinton, o i Chicago, non so davvero più che cazzo fare per prendere sonno.
Nel suo celebratissimo saggio "L'Uomo, il Mondo, l'Universo: tre parole con la medesima definizione di Sbavante Mentecatto", il noto chirurgo demiurgo filosofo coprofago Ghembriusterl Panzenzerus definì l'istituzione accademica dell'Università come "la più severa sanzione possibile per il karma".
E come dargli torto: qui a Bari deteniamo il non invidiabile primato di 1,7 scandali l'anno.
Voti in cambio di favori sessuali a Giurisprudenza. Test di ammissione svenduti e taroccati a Medicina e Odontoiatria. Joe Protagoras decimo nella graduatoria di Riabilitazione Psichiatrica. Roba da matti.
Quest'anno lo slogan era L'Università Si Apre; qualche spiritoso ci ha aggiunto sotto, a ragione, 'la chiave costa 30.000 euro'.
Dai dottorandi ai professori, dal personale di aula alle cricche studentesche, è tutta una lamentela: signori, le cose (imperativo categorico) devono cambiare. Nessuno però si rende conto che... stanno già cambiando. E certo, peggiorano di anno in anno. Sempre meno soldi, sempre più sprechi.
Nel 2005, si stava seriamente pensando con Caballho di fare un docudrama, tra intervista e fiction, sull'ateneo barese; progetto che poi divenne una mezz'ora di footage per l'UDU, abbastanza deprimente (la Corazzata Potemkin a confronto era girato dai Vanzina) e demagogico, valido un'unghia del concept originale.
Ma in fondo, chi se ne frega; la verità è che io, a scuola come all'università, ci sono sempre andato un tantino controvoglia, o con motivazioni tutte mie. Preferisco le persone, ai ruoli del protocollo, mettiamola pure così.
Vado a far visita al mio relatore, l'augusto professor Augusto, questo giovedì, e finalmente ci si ferma più dei soliti cinque secondi netti a parlare. Dice: avete discusso a proposito della tua laurea, è normale.
Ma anche no. O quasi per niente.
Perchè imperativo per ogni chevorchiano è di andare in fondo alle cose, non fermarsi allo strato, o alla necessità, epiteliale. Basta soffermarti e ti si può aprire un mondo nuovo davanti agli occhi, e lì, c'è una sorta di druido della brughiera, anche lui, come te, che vive grazie ai 'copponi' di amici e conoscenti, che centellina rapporti umani e professionali, che indossa camicie a righe con fantasie come minimo caleidoscopiche, e soltanto per una combinazione di puro caso e scelta parzialmente consapevole, è stato tuo docente, e sarà tuo relatore.
E la gente stenta a crederlo; "chi te l'ha fatto fare?" ripete come un mantra la ragazza del part-time. "Chi te l'ha fatto fare? Chi te l'ha fatto fare?". Non ne potevo più, così l'ho invitata a pranzo.
Lei è di Santeramo, e come la tradizione ed il folklore c'insegnano, non c'è niente di meglio per zittire un piede nero, che offrirgli un lauto pasto sincero. E poi, la conoscevo, o, dal suo punto di vista, era lei a conoscere me: in effetti è una caratteristica peculiare di un po' tutte le ragazze di questo hinterland, da quando quelle vecchie sagome dei ricercatori ginecologici hanno scoperto una rara infezione micotica vaginale e le hanno dato il mio nome, forse a causa del colore, in effetti molto simile a quello che avevo io nel weekend a Salerno.
Fortuna che, memore di essere stato definito da Vogue "uomo d'altri tempi, dall'ambiguo e quasi impercettibile fascino a metà strada tra l'addestratore di elefanti fenicio e Floyd Gottfredson, il creatore di Gambadilegno", riesco a strapparle ben più di un sorriso, fino a che non mi congedo da lei flettendo gli avanbracci come Rat-Man e tuffandomi in un tombino.
L'averle offerto il pranzo è più che sufficiente ad appianare ogni divergenza karmica che possa di lì in poi presentarmisi ed inoltre, diciamolo, ho fatto la figura del gentiluomo, ottenendo anche ciò che volevo: che la ragazza part-time, profondamente lusingata, si decidesse a ridarmi i soldi. Ma io lo faccio per il karma, mica per il vil danaro.

Difatti, il pomeriggio, leggo i risultati delle analisi incrociate sangue-urine a cui mi ero sottoposto la mattina precedente.
Sto bene, o comunque, ho la pressocchè assoluta certezza di non avere l'epatite B, ma non dispero, perchè con oltre 20 altre lettere dell'alfabeto, le possibilità appaiono infinite.

http://www.angioletto.net/public/P1010001.jpg

E, che poteva mancare, un telegrafico pensiero che mi colse alla Grande F, l'ultraconsolidato supermercato dove la kultura viene valutata ad un tanto al kilo.
Passeggiando tra il settore musica al secondo piano e i DVD, mi domando "Così tante persone, e nessun cammello. Perchè?"
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lunedì, 01 ottobre 2007

The Autumn Tale, o la Novella d'Autunno

Mai uscire con gli scrittori, cara. Sono merda. (da "Preacher")

1.

Non ricordo molto di quel periodo; può capitare, d'altronde, quando arrivi ad 85 anni.
La guerra con la Cina era quasi al termine, la Polonia completamente in fiamme, e nei cari vecchi Stati Uniti i terrorhippies avevano fatto esplodere un ordigno nucleare russo nei pressi di Chicago, e tutto il glorioso Nuovo Mondo riverberava di altrettanto gloriose mutazioni e di lebbra.
Ma principalmente, noialtri mastini della e-carta eravamo stati invitati tra le Alpi, a Thau-Wang, per la precisione, in uno di quegli alberghi di lusso che oggi, voi supponenti stronzetti pippapoliacetilene, non sapreste neanche riconoscere.
Vi avranno parlato a scuola della Questione delle Concubine, quindi inutile che mi ci soffermi più di tanto.
Beh, se il Maestro Tao era troppo impegnato a tirare di coca sulla cattedra, cazzo volete da me?  In pratica, per anni, i mandorlati non avevano fatto altro che studiarci attraverso la televisione. Nelle vecchie guerre, quello che si chiamava "spionaggio" era stato completamente reso obsoleto dai satelliti.
Osservando scrupolosamente il declino di quella che i capoccia chiamavano "cultura di massa", fu per loro abbastanza facile, attraverso l'invasione commerciale, spezzare i nostri già deboli spiriti...il guaio è che, quella che per noi non era altro che spazzatura, il Luminoso Oriente la considerava oro.
Giacchè, decapitati i poveri stronzi corporativi che avevamo bistrattato da ragazzi, i mandorlati si rivelarono della stessa pasta; cazzoni pieni di boria, con desideri non meno patetici di reality show quali
"Sotto l'asse del cesso".
Così, radunarono nel più grande albergo di cui si erano impadroniti tutte le starlette, veline, presentatrici, ballerine, e figacce dell'epoca e celebrarono a modo loro il matrimonio tra Oriente ed Occidente, la sacra reintroduzione della poligamia imperiale, ma in sostanza, presero quattro o cinque di queste giovani e vecchie troione per uno e diedero inizio a una delle più grandi orge della Storia, roba da far impallidire Calligola, mentre teste europee rotolavano e gli uccellini H erano già in volo verso Londra.
Questo, com'è ovvio, mi faceva girare i coglioni...beh anche il fatto che uscivo dal mio terzo divorzio. La solenne conferenza stampa si tradusse in meschini salamelecchi per i nuovi padroni, anche dopo che Tavoli di SkyNews, in lacrime, si sparò in testa.
Fu servito un rinfresco, ma le tartine avevano un sapore strano, come di piccione, per cui preferì ritirarmi in stanza.

2.

Fu più o meno allora che la vidi. Beh, in realtà fu esattamente pochi secondi dopo che il facchino gorgogliò materia fecale dalla bocca e cadde in ginocchio davanti a me.
Peristalsi inversa, uno dei più disgustosi e occasionalmente divertenti spasmi di morte. Comprensibile, dato che gli avevo sparato due colpi nello stomaco. Più che comprensibile, dato che il piccolo bastardo aveva cercato di pugnalarmi alla gola.
Ma essere giornalista all'epoca era un po' come essere "prete" e "guerriero" allo stesso tempo. Per nulla spaventata, mi sorrise. Aveva degli occhi verdi che erano più tratti somatici da gatto persiano che veri occhi verdi.
"Giornalista?" disse, avvicinandosi.
" Già. L'hai capito dalle chiazze di sangue sul giaccone?"
"Beh, no. E' raro di questi tempi, che qualcuno capiti a Thau-Wang...a meno che non sia cinese, intendo"
Estrassi un grammo dal mio prontuario, il pollice che si accostava rapidamente alla narice sinistra.             " E-cronista dell'Eco del Malcapitato. Sono Vallent, piacere"
Mi strinse la mano. Il suo tesserino ID si presentò per lei: si faceva chiamare Moore, e stava al Corriere della Sberla. Il più grosso quotidiano nazionale.
Fuori pioveva, e mi fece entrare in camera sua, una suite. "Metti tutto in nota spese o sei ricca di famiglia?", per farvi capire com'ero gioviale a quei tempi.
"Soldi di mio marito, produce falsi made in Taiwan e li immette clandestinamente sul mercato". Ah, sei una di quelli, allora, la fulmino.
"Quelli chi?". Ribelli, partigiani, bordermen, insomma; ammazzagialli. "Chi non lo è? Proteggiamo solo il recinto dalla barbarie mongola", mi apostrofa con uno strano sorriso.
E' per questa sterile ragione razzista che non si trova alla Celebrazione nella hall? "Beh, se per ragione razzista intendi il fatto che preferisca rimanere da sola ad ubriacarmi piuttosto che finire stuprata, ustionata, squartata, eiaculata negli intestini ed infine mangiata come tutte le altre poveracce lì presenti, allora si, sono profondamente razzista!". Ride, ed è come una musica dimenticata. Riderei anch'io, se non mi tornasse in mente Tavoli, e allora mi verso altro brandy.
Mi chiede quale celebrità sono riuscito ad intervistare prima, appunto, della Celebrazione. Ana-Laura Ribas, le confido, e mi ha baciato, consegnandomi di nascosto un opale per sua figlia maggiore.
"Me lo faresti vedere? Adoro queste cose da feuilleton!" Non è possibile, le faccio. L'ho sbriciolato ed usato i frammenti per tagliarmi la droga. Al che, Moore guarda dalla finestra la pioggia, e con una leggera malinconia esclama: "La testa di Ana-Laura Ribas sarà ormai issata su una picca...". Dopodichè brindiamo all'estinzione, e lei mi chiede di restare a dormire con lei, dato che ho una pistola. Mi chiedo a quale alluda. Avevo questa ragazza americana che non faceva che complimentarsi per come la natura
era stata generosa con me. "Ah, sei stato nella zona denuclearizzata, dunque!" mi stuzzica, riesco a coglierne il sarcasmo. Ma non finiremo a letto, non col mondo che sta finendo.

3.

Ho uno dei suoi seni in bocca, e sono certo di non aver provato un piacere tale dall'allattamento. La sua schiena ondeggia, sotto le lenzuola. Non so che ultravioletto dall'esterno illumini parzialmente la stanza, ma fa apparire il suo corpo come di seta. E quanto è morbido e caldo al tocco.
Il mio corpo è un relitto, tempestato dalle cicatrici tipiche del giornalismo professionista. Prete e guerriero, ed una vita ad inseguire le scadenze, trascurando gli affetti, gli amici, finchè tutti immancabilmente ti voltano le spalle. Dita lunghe e sottili mi accarezzano il petto e la pancia, fino alla zona lombare.
Eccitato, ma scomodo (ho ancora una mano sulla pistola, appoggiata al comodino) le do dei morsi sul collo: segnali dell'amore. Nella stanza accanto, qualcuno ascolta un vecchio disco dei Cure, Pornography.
Le nostre parole sono i sussurri di un fiocco di neve...fino a che lei fa leva sui suoi addominali marmorei e solleva le gambe, in una posa plastica; in cambio della protezione che le prometto, si sta offrendo a me.
Le entro lentamente nel sedere, per poi subito ritrarmi, quasi spaventato da quanto mi risulti piacevole. Le dico che è paradisiaco, lei fa un cenno di assenso col capo.
Più che altro, mi fa strano come il suo sfintere si contragga, simile ad un teleobiettivo, mentre ci do dentro, in una morsa stretta attorno al pene, quasi a strangolarlo.
Scopiamo come ricci, fino all'alba, per poi crollare esausti, la pistola ancora stretta nella mia mano, e quando lei mi solletica piano il palmo con le sue dita, la impugno ancora più forte.

4.

Primo pensiero davanti allo specchio, il mattino seguente: Vallent, stai di nuovo con una donna? Ti sei forse fidanzato? Ma soprattutto, come puoi essere stato di nuovo così fesso?
Moore mi sbuca dalle spalle, dopo essersi fatta la doccia. Si bagna un dito nella saliva e me lo infila nel culo, tanto rapida che trasalgo.
"Non azzardarti a pensare che stiamo insieme, Bogart. Ho un lasciapassare, e me ne torno filata da mio marito". Le dico che non è molto carino abbandonare così gli amici, specie se gli hai confidato delle cose che ai gialli forse interesserebbero.
"Haha. Ce le hai le palle, allora" E assieme all'indice, entra anche il medio, tanto che devo poggiarmi coi gomiti sul mobile per non strillare. "
Ma così anche tu rischi grosso. O ti dimentichi del ragazzino a cui hai sparato ieri?"
Ehi, ma allora ce l'abbiamo qualcosa in comune: siamo entrambi due persone schifose. E, con tanto di fede, anche l'anulare viene a farmi visita. Sudo, e mi sale un groppo in gola.
"Abbiamo QUESTO, in comune, hai capito? QUESTO!" Per dio, sento le sue unghie nel culo! Cerco di darle una gomitata, ma la manco di mezzo metro. "
Ho il polso sottile, Bogart. Se aggiungo anche il pollice, potrei farti davvero male!".
Maledetta troia, si può sapere che cazzo vuoi - e il mio nome è Vallent, non Bogart, e osservando questo curioso mènage riflesso nello specchio, la sento dire: "Vallent, ma il mese scorso era Bogart il tuo nome editoriale. So chi sei, so cos'hai fatto a quella gente, e non venirmi a sparare stronzate sul patriottismo, perchè di certo non me le bevo. Il fatto è che devo salvare il mondo, e sarà molto dura con scarafaggi come te in giro. Perciò, ecco, per ringraziarti di quello che hai fatto, ti lascio vivere, e tu non mi vieni dietro per spararmi o per fottermi...ti sta bene?". Una favola, le rispondo digrignando i denti, al che finalmente la pianta col fistfucking.
Mentre va via, sorridendomi, se possibile ancora più sensuale, meravigliosa, eccitante della sera prima, ha il tempo per un ultima intimidazione: "e non mettere nemmeno una fottuta riga di tutto ciò nel tuo pezzo".

Fu così che la donna chiamata Moore uscì dalla mia vita, esattamente dalla stessa porta, ed allo stesso modo in cui era entrata. Non si può negare che fu un allontanamento molto civile, per questi tempi, sotto forma di patto non scritto. E, per quanto breve, l'avevamo vissuta intensamente, quella notte: ognuno dei due ha sofferto e goduto allo stesso modo, e c'è stato un momento in cui ci siamo addirittura fidati l'uno dell'altra.
Ecco perchè, ripensando a quell'esperienza, figlioli, mi dico:
non è questo in fondo l'amore?.

 

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dalla cella imbottita di:

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Nome: sherpes in senos
Una brutta persona con pessime abitudini, anche a R.E.
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