


Si avvisa il gentile pubblico che il presente post vale come esplicito invito, sia formale che non, alla Seduta di Laurea del vostro Benaugurante Quipresente, che si terrà, a beneficio di voi tutti, vicini e lontani, il giorno
16 ottobre 2007
a partire dalle ore 15, in sede sala Contento, primo piano di Giurisprudenza, Bari
(per chi non fosse avvezzo alla suddetta locazione, se la facesse spiegare e si organizzasse di conseguenza, che io c'ho da comprarmi le scarpe e pagare i dovuti copponi a un po' di persone). Allora, ho già preso pantaloni e fatto i capelli, e con la mia nuova, sfavillante Harmont & Blaine è stato praticamente amore a prima vista, questo è senza dubbio un inequivocabile segnale che ormai manca poco. Ma ho anche altro da dirvi: per quanto non la sopportassi, la casa vecchia aveva qualcosa di sicuro, immarcescibile, per non dire fisso; il telefono, fisso. Con annessa connessione ADSL. Adesso che anche la miserabile scatolettina dell'innominabile azienda britannica che per hobby si compra fallimentari affittuarie della rete nazionale, mi abbandona, per seguire mia sorella sul Gran Sasso, finchè quei fottuti dell'altrettanto poco qualificabile azienda leader sul mercato italiano sipreoccuperanno di allacciare alla rete la mia nuova magione, internet non sarà più cosa mia. Come tutte le cose nella vita, neanche questa è poi tanto certa, riguardo alla sua durata: potrebbe essere per una settimana, un mese, sei mesi, un anno, o persino due, o trenta. Quindi prendete questo come un arrivederci, e pensate a questo come ad un inferno felice, il cui Satana si è momentaneamente assentato.
Nel frattempo, fate i bravi, e fatevi i clisteri. Ci si becca.


Mai uscire con gli scrittori, cara. Sono merda. (da "Preacher")
1.
Non ricordo molto di quel periodo; può capitare, d'altronde, quando arrivi ad 85 anni.
La guerra con la Cina era quasi al termine, la Polonia completamente in fiamme, e nei cari vecchi Stati Uniti i terrorhippies avevano fatto esplodere un ordigno nucleare russo nei pressi di Chicago, e tutto il glorioso Nuovo Mondo riverberava di altrettanto gloriose mutazioni e di lebbra.
Ma principalmente, noialtri mastini della e-carta eravamo stati invitati tra le Alpi, a Thau-Wang, per la precisione, in uno di quegli alberghi di lusso che oggi, voi supponenti stronzetti pippapoliacetilene, non sapreste neanche riconoscere.
Vi avranno parlato a scuola della Questione delle Concubine, quindi inutile che mi ci soffermi più di tanto.
Beh, se il Maestro Tao era troppo impegnato a tirare di coca sulla cattedra, cazzo volete da me? In pratica, per anni, i mandorlati non avevano fatto altro che studiarci attraverso la televisione. Nelle vecchie guerre, quello che si chiamava "spionaggio" era stato completamente reso obsoleto dai satelliti.
Osservando scrupolosamente il declino di quella che i capoccia chiamavano "cultura di massa", fu per loro abbastanza facile, attraverso l'invasione commerciale, spezzare i nostri già deboli spiriti...il guaio è che, quella che per noi non era altro che spazzatura, il Luminoso Oriente la considerava oro.
Giacchè, decapitati i poveri stronzi corporativi che avevamo bistrattato da ragazzi, i mandorlati si rivelarono della stessa pasta; cazzoni pieni di boria, con desideri non meno patetici di reality show quali "Sotto l'asse del cesso".
Così, radunarono nel più grande albergo di cui si erano impadroniti tutte le starlette, veline, presentatrici, ballerine, e figacce dell'epoca e celebrarono a modo loro il matrimonio tra Oriente ed Occidente, la sacra reintroduzione della poligamia imperiale, ma in sostanza, presero quattro o cinque di queste giovani e vecchie troione per uno e diedero inizio a una delle più grandi orge della Storia, roba da far impallidire Calligola, mentre teste europee rotolavano e gli uccellini H erano già in volo verso Londra.
Questo, com'è ovvio, mi faceva girare i coglioni...beh anche il fatto che uscivo dal mio terzo divorzio. La solenne conferenza stampa si tradusse in meschini salamelecchi per i nuovi padroni, anche dopo che Tavoli di SkyNews, in lacrime, si sparò in testa.
Fu servito un rinfresco, ma le tartine avevano un sapore strano, come di piccione, per cui preferì ritirarmi in stanza.
2.
Fu più o meno allora che la vidi. Beh, in realtà fu esattamente pochi secondi dopo che il facchino gorgogliò materia fecale dalla bocca e cadde in ginocchio davanti a me.
Peristalsi inversa, uno dei più disgustosi e occasionalmente divertenti spasmi di morte. Comprensibile, dato che gli avevo sparato due colpi nello stomaco. Più che comprensibile, dato che il piccolo bastardo aveva cercato di pugnalarmi alla gola.
Ma essere giornalista all'epoca era un po' come essere "prete" e "guerriero" allo stesso tempo. Per nulla spaventata, mi sorrise. Aveva degli occhi verdi che erano più tratti somatici da gatto persiano che veri occhi verdi.
"Giornalista?" disse, avvicinandosi.
" Già. L'hai capito dalle chiazze di sangue sul giaccone?"
"Beh, no. E' raro di questi tempi, che qualcuno capiti a Thau-Wang...a meno che non sia cinese, intendo"
Estrassi un grammo dal mio prontuario, il pollice che si accostava rapidamente alla narice sinistra. " E-cronista dell'Eco del Malcapitato. Sono Vallent, piacere"
Mi strinse la mano. Il suo tesserino ID si presentò per lei: si faceva chiamare Moore, e stava al Corriere della Sberla. Il più grosso quotidiano nazionale.
Fuori pioveva, e mi fece entrare in camera sua, una suite. "Metti tutto in nota spese o sei ricca di famiglia?", per farvi capire com'ero gioviale a quei tempi.
"Soldi di mio marito, produce falsi made in Taiwan e li immette clandestinamente sul mercato". Ah, sei una di quelli, allora, la fulmino.
"Quelli chi?". Ribelli, partigiani, bordermen, insomma; ammazzagialli. "Chi non lo è? Proteggiamo solo il recinto dalla barbarie mongola", mi apostrofa con uno strano sorriso.
E' per questa sterile ragione razzista che non si trova alla Celebrazione nella hall? "Beh, se per ragione razzista intendi il fatto che preferisca rimanere da sola ad ubriacarmi piuttosto che finire stuprata, ustionata, squartata, eiaculata negli intestini ed infine mangiata come tutte le altre poveracce lì presenti, allora si, sono profondamente razzista!". Ride, ed è come una musica dimenticata. Riderei anch'io, se non mi tornasse in mente Tavoli, e allora mi verso altro brandy.
Mi chiede quale celebrità sono riuscito ad intervistare prima, appunto, della Celebrazione. Ana-Laura Ribas, le confido, e mi ha baciato, consegnandomi di nascosto un opale per sua figlia maggiore.
"Me lo faresti vedere? Adoro queste cose da feuilleton!" Non è possibile, le faccio. L'ho sbriciolato ed usato i frammenti per tagliarmi la droga. Al che, Moore guarda dalla finestra la pioggia, e con una leggera malinconia esclama: "La testa di Ana-Laura Ribas sarà ormai issata su una picca...". Dopodichè brindiamo all'estinzione, e lei mi chiede di restare a dormire con lei, dato che ho una pistola. Mi chiedo a quale alluda. Avevo questa ragazza americana che non faceva che complimentarsi per come la natura
era stata generosa con me. "Ah, sei stato nella zona denuclearizzata, dunque!" mi stuzzica, riesco a coglierne il sarcasmo. Ma non finiremo a letto, non col mondo che sta finendo.
3.
Ho uno dei suoi seni in bocca, e sono certo di non aver provato un piacere tale dall'allattamento. La sua schiena ondeggia, sotto le lenzuola. Non so che ultravioletto dall'esterno illumini parzialmente la stanza, ma fa apparire il suo corpo come di seta. E quanto è morbido e caldo al tocco.
Il mio corpo è un relitto, tempestato dalle cicatrici tipiche del giornalismo professionista. Prete e guerriero, ed una vita ad inseguire le scadenze, trascurando gli affetti, gli amici, finchè tutti immancabilmente ti voltano le spalle. Dita lunghe e sottili mi accarezzano il petto e la pancia, fino alla zona lombare.
Eccitato, ma scomodo (ho ancora una mano sulla pistola, appoggiata al comodino) le do dei morsi sul collo: segnali dell'amore. Nella stanza accanto, qualcuno ascolta un vecchio disco dei Cure, Pornography.
Le nostre parole sono i sussurri di un fiocco di neve...fino a che lei fa leva sui suoi addominali marmorei e solleva le gambe, in una posa plastica; in cambio della protezione che le prometto, si sta offrendo a me.
Le entro lentamente nel sedere, per poi subito ritrarmi, quasi spaventato da quanto mi risulti piacevole. Le dico che è paradisiaco, lei fa un cenno di assenso col capo.
Più che altro, mi fa strano come il suo sfintere si contragga, simile ad un teleobiettivo, mentre ci do dentro, in una morsa stretta attorno al pene, quasi a strangolarlo.
Scopiamo come ricci, fino all'alba, per poi crollare esausti, la pistola ancora stretta nella mia mano, e quando lei mi solletica piano il palmo con le sue dita, la impugno ancora più forte.
4.
Primo pensiero davanti allo specchio, il mattino seguente: Vallent, stai di nuovo con una donna? Ti sei forse fidanzato? Ma soprattutto, come puoi essere stato di nuovo così fesso?
Moore mi sbuca dalle spalle, dopo essersi fatta la doccia. Si bagna un dito nella saliva e me lo infila nel culo, tanto rapida che trasalgo.
"Non azzardarti a pensare che stiamo insieme, Bogart. Ho un lasciapassare, e me ne torno filata da mio marito". Le dico che non è molto carino abbandonare così gli amici, specie se gli hai confidato delle cose che ai gialli forse interesserebbero.
"Haha. Ce le hai le palle, allora" E assieme all'indice, entra anche il medio, tanto che devo poggiarmi coi gomiti sul mobile per non strillare. "Ma così anche tu rischi grosso. O ti dimentichi del ragazzino a cui hai sparato ieri?"
Ehi, ma allora ce l'abbiamo qualcosa in comune: siamo entrambi due persone schifose. E, con tanto di fede, anche l'anulare viene a farmi visita. Sudo, e mi sale un groppo in gola.
"Abbiamo QUESTO, in comune, hai capito? QUESTO!" Per dio, sento le sue unghie nel culo! Cerco di darle una gomitata, ma la manco di mezzo metro. "Ho il polso sottile, Bogart. Se aggiungo anche il pollice, potrei farti davvero male!".
Maledetta troia, si può sapere che cazzo vuoi - e il mio nome è Vallent, non Bogart, e osservando questo curioso mènage riflesso nello specchio, la sento dire: "Vallent, ma il mese scorso era Bogart il tuo nome editoriale. So chi sei, so cos'hai fatto a quella gente, e non venirmi a sparare stronzate sul patriottismo, perchè di certo non me le bevo. Il fatto è che devo salvare il mondo, e sarà molto dura con scarafaggi come te in giro. Perciò, ecco, per ringraziarti di quello che hai fatto, ti lascio vivere, e tu non mi vieni dietro per spararmi o per fottermi...ti sta bene?". Una favola, le rispondo digrignando i denti, al che finalmente la pianta col fistfucking.
Mentre va via, sorridendomi, se possibile ancora più sensuale, meravigliosa, eccitante della sera prima, ha il tempo per un ultima intimidazione: "e non mettere nemmeno una fottuta riga di tutto ciò nel tuo pezzo".
Fu così che la donna chiamata Moore uscì dalla mia vita, esattamente dalla stessa porta, ed allo stesso modo in cui era entrata. Non si può negare che fu un allontanamento molto civile, per questi tempi, sotto forma di patto non scritto. E, per quanto breve, l'avevamo vissuta intensamente, quella notte: ognuno dei due ha sofferto e goduto allo stesso modo, e c'è stato un momento in cui ci siamo addirittura fidati l'uno dell'altra.
Ecco perchè, ripensando a quell'esperienza, figlioli, mi dico: non è questo in fondo l'amore?.
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