"Non si torna mai a casa" disse Thomas Wolfe, una volta.
Scendendo dal treno per le festività pasqualizie, secondo me. No, perchè io ho fatto così.
Allora, fattostà che potrebbe essere considerato come ricettacolo esclusivo di ogni sciagura e male che abbia ad imperversare per l'universo solo e soltanto il fatto che io indossi delle scarpe estive
(che poi, la mia opinione è che siano autunnali, ma vabbè...), e siccome il mio
pater familias ha potuto sviluppare capacità d'eloquio simili a quelle di un qualsiasi e possibilmente dei più scalcinati
tra i gangsta rapper da copertina, a loro volta coperti d'oro massiccio....
"Ehi, ciao, come stai?"
"Comecazzichetifottomacheccazzodiquestionemaccheddiputtanastronzovaffanculodelcoglione, perchètroiadelcornutolaputtanapoistronzone, maccheccazzofaleseghenelculodelpisellominchia
cazzigrossistracazzonistrafottutidaunanerchia, vaffammoccaqueibastardivacchetroiedeipompini, cazzommerdaporcatroiarompeinculavvoirabbini"
"...ehm, ookei, anche io bene"
La parola più difficile che gli abbia mai sentito pronunciare è "pederasta", in effetti, rivolta ad un altro automobilista, quando avevo (mi pare) 11-12 anni.
Sticazzi, pensai,
pederasta. Lì per lì credetti di avere un genitore glottologo, fino a quando non seppi bene cosa in realtà aveva voluto comunicare.
Ma non sono qui esattamente per vendervi pentole, nè per masturbare il vostro già accresciutissimo ego, come mi pare di aver fatto, vabbè, non troppi post fa.
E' invece pressocchè possibilmente assumibile la giusta distanza, leggi anche posizione, per narrarvici le strampalate stramaledette financo estemporanee glamour avventure
dell'ivigiànominatovi
Capitan Fògg, presumibilmente che sta adesso festeggiandosi la Pasqua come aveva già preannunciate a noi massicce turbe attonite

(io non riesco a far a meno di schiantare dal ridere all'associazione di parole/idee "turbe attonite" fin dai tempi di Zio Paperone...è più forte di me...c'era sto cazzo di papero con le ghette, le basette, evidenti conflitti della personalità come anche d'interessi,
con quell'idea fissa da capitalista bastardo di accumulare sempre più denaro, ma sempre di più, reinvestendone praticamente una cippa di prepuzio, disposto anche a incularsi anatre per soldi, causando in tutti noi bambinetti ingenui una notevole confusione,
con quei marchignegni assurderrimi, tipo alimentati dalla conflittualità borsistica o dal flusso mestruale di Nonna Papera....e sto vecchio gallinaccio stronzo e diciamocelo pure senza essere troppo gentili ne' con Dio ne' con Satana, che è meglio sì, rottoinculo,
finiva in questi regin sotterraneo-sommersi dove regnava la pace, l'equilibrio, l'amore, l'idillio, la fraternitudine e se ne usciva con "
EH! SONO PAPERON DE PAPERONI! AMATEMI, SONO IL VOSTRO NUOVO PADRONE PROPRIETARIO AD INTERIM, L'HO DECISO IO!
VERTENZE SINDACALI UN PAIO DI PALLE, MI CI PULISCO DAVVERO LE PIUME AL CULO!"
e loro immaginate che facce potevano fare, proprio così, out of the blue, un momento prima sei ad abbronzarti mentre organizzi placidamente uno scambio di coppia con tuo fratello
e poi d'improvviso, l'attimo dopo, sei schiavo e non puo ideterminare neanche quante palline di cacca fare al mattino...da qui le
"turbe" perchè "turbate" ed
attonite perchè "attonite").

insomma, prescindendo da questi pensieri tutto sommato virali o memetici,
CAPITAN FOGG nella prima parte della nuova blognovela che attanaglierà i vostri spasmi intestinali,
dall'incomprensibile titolo
"TI VOLE PIACERE STU OCCHIALE? ovvero come imparai a conoscere, poi tollerare, poi a disprezzare con tutto il mio animo inverecondo di paramecio prolassato, poi infine a rivalutare, finanche a ritollerare e riconsiderare quel mellifluo,
brioso, allegro andante con brio, pacioso, irascibile carissimo Capitan Fogg" sottotitolo "
Caparoggie" alla pagina 777 di TeleVinVidio, amen.
Chapter One
La splendida briosa mattinata reggiana diede il suo benvenuto con un raggio di sole al nostro eroico paladino della scienza moderna, esattamente al termine di quello che era stato il più massacrante dei massacranti turni del suo massacrante part-time da McD.
Capitan Fogg, d'ora in poi CF per i pagani, più per evtiare che vi prenda a ceffoni che altro, si levò dal letto con la grazia di un baco da seta e si recò verso il bagno per la consueta toeletta.
Sarebbe dovuto essere a lezione già da quei timidi 20 minuti, ma ad ogni modo, pensò che le piante sarebbero cresciute, il sole avrebbe brillato nel cielo, e la terra avrebbe continuato a girare anche se lui avesse saltato quella noiosissima giornata in università,
a cui decise di dare l'importanza che dava di solito al massacro dei monaci tibetani
(notevole, visto che il pensiero che il matto del suo paese ne vendeva le teste spappolate su E-Bay e il culo spappolato - anche dei monaci - per strada, non lo sfiorò minimamente)
e di dare a modo suo il suo buongiorno al mondo.
Cercando ciò per l'ennesima volta un paio di occhiali da sole che a suo dire
"gli volessero piacere".
Ormai aveva consultato chiunque ci fosse da consultare, passato da ogni rivenditore fosse possibile passare, comprato ed allineato sulle sue mensole qualunque mascherina-montatura canna di fucile fosse possibile allineare, ma ancora la soddisfazione era di là ben lungi a venire...
non che questo sia importante, perchè questoggidì
CF aveva prurito.
Il suo pene, con qualche grinza in posti dove non avrebbero dovuto esserci e qualche nodulo in luoghi dove effettivamente sarebbe più plausibile non ce ne fossero mai stati, gli si rivoltò carnascialmente nelle mutande bianchssime a pallini, determinando un afflusso di sangue notevole
e condizionando ogni suo pensiero.
Questo lo portò ad un semisvenimento, ad un pentimento repentino indirizzato al buon cuore di Padre Pio, di cui era ovviamente fervente devoto, e poi alla masturbazione del membro infido et peccatore che si protrasse fino a sera, o fino a che
non era aria calda a fuoriuscire dal forellino, aria calda che usò per asciugarsi i capelli.
A quel punto scese giù a fare la spesa:
brie, baguette, palline da bondage, popper, e un aspirapolvere.
Di tutte questi oggetti, le cose più sconce le fece appunto con (l'avete indovinato?)
l'aspirapolvere.
Fu allora che Fata Morgana volle cambiare i suoi destini, e leggendo la lista degli inquilini agli occhi di CF balzò un cognome a lui familiare.
(Turbe attonite)
Un cognome del suo piccolo paese, che contava poco più di mille abitanti
(quasi tutti figli di una suora, un tricheco e un carpentiere).
Sicuramente non gli sarebbe dispiaciuto avere a che fare, con un volto familiare, riallacciare un amicizia secolare, brindare a quel piccolo pezzo di mondo ora lontano
con tante lacrime e romanticherie, ma il suo compaesano di nome faceva Antonella, nome che faceva
molto porno-fine-anni-80-la-studentessa-timida-col-pullover-che-non-t'aspetti-e-invece-mmhm,
e, come vi avevo già scritto,
CF aveva prurito, per cui....
continua....