Ecco, per dire una cosa, questo non è un semplice regionale, di una semplice domenica pomeriggio, di un semplice aprile.
Poco fa, scambiavo chiacchiere con due ragazzi, studenti a Bologna, romana lei, abruzzese lui, lingue lei, informatica lui.
Nulla di particolare, solo due comuni ragazzi che stanno assieme (cioè...a meno che non siano fratelli o fratellastri incestuosi), come tanti a questo mondo, come - e ivi cito testualmente le memorabili parole di Edo - cellule che si fondono, si integrano, aggregazione staminale di coscienze. Nulla più.
Non conta quanto l'una possieda l'altra, conta quanto l'una appartenga, o scelga volontariamente di appartenere, o viceversa, a seconda delle situazioni, un po' su e giù e al di fuori della vita,
nella misura in cui boh. Mi pare chiaro
(non sono mai stato propenso a capire le dinamiche dell'amore).
Primo giorno di mare dell'anno, ma senza bagno. Spiaggia a Pescara. Quanto bella sia questa giornata, almeno
metereologisticamente parlando, francamente me ne stupisco.
Se è giunta l'estate, mi trova pronto.
(Poi, vabbè, l'Emilia Romagna è ancora di là da venire...).
Poco fa un vecchio d'animo signore ci ha cantato una canzone, sconclusionata, a proposito di una
Maria, accompagnato dalla chitarra e, s'intende, dalla questuante orchestra di sè stesso.
La ragazza, romana lei, lingue lei, ha sentenziato "questo treno è fantastico!".
Certo, non è un semplice regionale, di una semplice domenica pomeriggio, di un semplice aprile, di una semplice vita.