La mattina in cui spalancò la saracinesca sulle vicissitudini del suo mondo, fu proprio quello il momento in cui
Johnturchese si rese conto di non essere niente e nessuno in particolare, e che
avrebbe ancora dovuto fare la spesa.
Camminando lungo vicoli lastricati di smeraldi e cetacei morenti che curiosamente erano venuti a spiaggiarsi imprecando vilmente contro l'ordinaria crudeltà degli esseri umani, ma proprio in quel piccolo paese di collina, Johnturchese ciancicò impettito in direzione dell
'Ubermassplusultramercato.
Non appena giunto nei dintorni dell'
Ubermassplusultramercato, Johnturchese si dileguò saltellando, esperibile in forma di contorno ad una gru con tre zampe, passando ben oltre
i propri patè d'animo, calpestando ansie, barattoli, carrelli, rabbie celate, alcuni commessi intenti in una gara di ingurgitamento larve, oltre che quattro o cinque mormoni che si erano persi.
Il suo cuore di bambino cantava "
Enola gay"....quello di gerbillo, invece, era impegnato con un assolo di
Terry Bozzio. Le sue scarpe, in finto cammello e vera alce, sembravano cacofonizzare
l'incipit con gli archi di un motivetto di Madonna. Uno qualsiasi.
Con questa sensazione calda e umida di deprimente euforia, Johnturchese sprecò venti minuti della sua impegnatissima vita (che consisteva, giorno per giorno, nel non fare assolutamente un cazzo al cubo) per determinare quali biscotti avrebbe mangiato il mattino successivo, e ben cinquanta in un'interessante, ma completamente fuori luogo, filippica
anti-Coccolino.
Questo orsetto dalla convulsa sessualità e quell'epatico pallore aveva sempre dato rilevantemente sui nervi al nostro Johnturchese, un ometto tutto d'un pezzo, e certamente non di violette di bosco.
"
Heoh, heoh, viva la primavera" esordiva con mellifluo sollucchero il tenero orsetto dalla confezione dell'ammorbidente, con soavi saltellii su di un prato fiorito, che Johnturchese auspicò con tutte le sue speranze
essere rigonfio di cluster bomb. In quel mentre, tra i corridoi, passò un
albatron che salutò il nostro eroe con un enigmatico "
mmhhhnnn%huuuh££nhhnn".
Tutta questa concupiscenza non sconvolse Johnturchese più di tanto,
ne' quando l'ennesima megattera si abbattè al suolo, chiedendo come definitivo desìo un pacchetto di Marlboro ed una scatola di Minerva, crateri grossi come il decoltè della Dellera, financo il turpe spettacolo che ogni sera, ogni metropoli in ogni parte del mondo, in ogni angolo di ogni sua strada, ha da offrirci: i
terribili casi di stupri inflitti a donne di tutte le età dai più crudeli ed efferati violentatori, spesso anche contro la loro volontà.
(a volte, anche contro quella delle donne).
Ma Johnturchese non se la prese, e pagò le sue spese: 170 euro, corrispondenti a 20 in beni e servizi, e 150 in tassa sul povero idiota bastardo con maggiormente la faccia da povero idiota bastardo.
"Mmmhhhnnn%huuuh££nhhnn", ribofonchiò l'albatron.
"Arrivo, Riccardo!" replicò Johnturchese, dileguandosi verso nessundove.
Uscito per strada,
ei incontrò una puella di rarissima e pervicacemente unica beltade, dai capelli neri come l'ebano, di una pelle sinuosamente scura, però ruvida, come un pioppo, dagli occhi verdi come un pino silvestre.
"Pinocchio?" le si apostrofò, tendendo l'indice come da pregunta. E quella gli rispose, anch'ella con un dito.....non proprio l'indice, no, ma più il vicino.
Il suo nome era
Malaguena, il mio era Davide, non che io fossi esattamente lì.
"Sei cubana, ho sempre apprezzato la vostra nazionale femminile di volley" così parlò Johnturchese, di una sincerità plumbea, innaffiando di cetriolini sottolio lo sfiatatoio del cetaceo moribondo di poc'anzi,
e colse il momento propizio per guardarla meglio:
era davvero bella, una specie di
Angelina Jolie, ma in tredì. Era così prosperosa che l'esposizione prolungata alle sue zone erogene provocava, a giorni alterni, l'
alzheimer o la leucemia, e per questo girava con indosso solo un'enorme etichetta
"
achtung, l'esposizione prolungata a Malaguena nuoce gravemente alla salute", seguita da un'etichetta più piccola, sul suo
seppossibile ancor più piccolo tanga "
del resto, se sei arrivato sin qui...".
Normalmente, tra i due non sarebbe scattato nulla, ma Malaguena era reduce dal terzo divorzio con un ginnasta russo, e Johnturchese dal quinto tentativo di suicidio in un bagno turco.
Perciò, si sfiorarono le otturazioni.
Proprio in quel momento, passò un
grizzly. Non un semplice grizzly di tutti i giorni: era almeno due volte più cattivo, quattro volte più grosso, e con quasi l'otto percento di sodio in meno.
GRRRRROWWRR! Ringhiando furibondo si diresse verso Malaguena.
"
Salvame, Johnturchese, salvame!". Johnturchese decise di par suo di porre un freno all'inedia e salvare la sua nuova fiamma, ma non avendo niente di meglio per le mani, cercò di distrarre l'orso lanciandogli addosso delle
preposizioni articolate.
"Di! A! Da!" il grizzly parve perplesso "
In! Con! Su! Per! Tra! Fra!" il grizzly se la diede a gambe nella boscaglia.
EHHHH! Gaudio e giubilo tra le turbe attonite.
CLAP! CLAP! Mio eroe!
SMUACK! Malaguena.
MHHNNN%HUUH££NHHNN!!! L'albatron. Era ancora lì?
Appena giunti nell'appartamento di lei, Johnturchese e Malaguena decisero di giocare a morra cinese, ma siccome nessuno dei due conosceva il cinese, optarono per fare
sesso.
Il problema è che non erano soli; Malaguena condivideva l'appartamento con uno svedese di nome
Mark, simpatico, ma con il brutto vizio di essere sempre alle tue spalle, però solo nel caso in cui stessi dando le spalle ad un angolo.
Insopportabile!
"
Nessun problema" disse cordialmente Mark, parlando di profilo "
tra poco vado via". Johnturchese premette start sui preliminari, quando il reggiseno di Malaguena fu eiettato alle sue spalle, e lui si voltò, ritrovandosi Mark, di profilo.
"Non è forse fastidioso vivere con uno svedese di nome Mark, simpatico, ma con il brutto vizio di essere sempre di profilo alle tue spalle, anche se solo in caso tu fossi con le spalle rivolte verso un angolo?" fece notare Malaguena.
E fu così che vendetti la Seicento.