Per una ragione che è pure un'altra, o più appropriatamente, per un'opportuna serie di contingenze, sto protraendo il mio soggiorno a Reggio Emilia ancora per qualche giorno. 7 Luglio, che poi sarebbe oggi, e non si sta neanche poi tanto male: caldo, ma ventoso. Gli amici ancora a spaccare il capello per un qualche esame (che ho già dato), l'economia a latere a languere, e le ombre dei fantasmi dell'estate a caratterizzare le notti, lo stacco del campione, la fuga in solitaria, la colonia estiva, e l'apparecchio ai denti (da cui, secondo taluni, non si torna più gli stessi...).
Ma...qualcosa s'incunea e sottende al piccolo universo statico di cui sono unità fondante, genotipica, esponenziale, elettromagnetica, elegante, intelligibile che sia a bordo di un sommergibile o del dirigibile. Con il computer, sono entrato in un bar, ho chiesto se potevo collegarmi, ma mi hanno mandato via. Non era una biblioteca. Con il computer, poi mi sono diretto in un a biblioteca, ho chiesto se potevo collegarmi e prendere un cappuccino, ma mi hanno mandato via. Non era un bar.
Più che altro, provo una strana forma di insoddisfazione di natura altrustico-pelvica, perchè per il resto ho raggiunto la somma della mia adaptability. Ma mi manca un po' il mare. Cristo, restassi un solo giorno in più, mi butterei nel fottuto Crostolo a braccia larghe. Non sono pazzo....

ma potrei essere una nutria.
Il sole quando sorge,sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre dei fantasmi della notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna ancora
pieni d'amorrrr......

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