Non sapendo come altro meglio impiegare il tempo prezioso che la grande clessidra dell'universo aveva concessogli,
Pierastice decise di recarsi al concerto di
Willy DeVille a Ruv' di Pugl'.
Chiedendosi intimisticamente se ci fosse un sottile grado di parentela estrinseco con un altro personaggio, i cui sani principi ecologisti avevano influenzato un po' tutto il suo existir.

Pierastice non sentì, ne' aveva mai sentito, ne, velopossogarantire, sentirà mai parlare di Willy DeVille prima d'ora, ma la sua gioviale natura ipocrita e fraudolenta fece sì ch'egli, neanche fosse ancora cominciato il concerto, ovviamente gratuito,
avesse già impiegato membra ed estremità sporgenti del proprio corpo per applaudire a ritmo e dimenarsi come un epilettico che venga, a spregio, in aggiunta elettrocuzionato, al grido di
"Willieee! Willie!! Bruce Willieeees!".
Finì così il concerto. Bel concerto, nulla di che. Willy, era evidente, agiva secondo un copione già scritto, si muoveva secondo movenze già mosse, lasciando alito soltanto a sorsi d'acqua e tiri alla sigaretta, tra un pezzo e l'altro, e pure tra un mezzo pezzo e l'altra metà. Poi lanciò un fazzoletto, che nessuno, a Ruv' di Pugl' raccolse. Gesto di classe degno del proprio propugnante pronipote
Francis Drake.
Poi si diede ad un paseo per le vie vecchie. Niente là,
riendequà, non incontrò colei che potremmo anche definire l'
amore della sua vita, che in realtà Pierastice non aveva mai conosciuto, ma lei
lo sapeva.
Cioè, sapeva chi fosse.
Lei.
Ovviamente, gli si strinse il cuore. Ovviamente, lei sorrise e spalancò le braccia.
Ovviamente, era in compagnia (lei) del suo fidanzato.
Tempo di una chiacchera e di un babbà, e sì, Pierastice e L'a.d.s.v. si divisero, che manco ci fu bisogno dell'arbitro. Lui via da lei, lei via da lui, con lui.
L'altro lui.
Che, ora non per fare la punta alla matita, certamente persona degna di stima, però non da parte di Pierastice (e nemmeno dalla mia, che parteggio un po' per
isso); una storia lunga una decafonìa (varrebbe a dire una dodecafonia meno duè) tu valla a cancellare facilmente. Quantomeno, ce ne vorrebbe, e di tempo, ce ne vorrebbe forse neanche la metà, ma addirittura un'altra.
Solo che lei ha scelto di passare questi altri due lustri di nuovo con lui.
No, ma una persona certamente degna di stima, un bravo ragazzo, certo, probabilmente troppo fisso nello sguardo, del tipo cernia in una pescheria, potenzialmente morto, ma il trucco, si sa, sta nel non farsene accorgere, e poi se va bene a lei,
buena camisa a todos (y todas).
Ma tu porta pazienza, Pierastice, portala, e sii
saggio, e paziente, fiducioso e diffidente, senza convergere col pensiero latente (e deprimente) che all'oblio conduce tanta, tanta gente.
Sii
saggio, e breve, sta tutto là, nel tirà a campà.
Con il pensiero che oggi, e solamente oggidì, la grande clessidra dell'universo vuole elargirci: che se la birra che stai bevendo, in questa lunga serata d'estate, ha anche la peculiarità dell'olere/sapere di spray antizanzare, allora il tuo sangue potrà essere in salvo....
E' com'è, se ti pare.