E’ difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.
Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa: come può succedere?.
Di individuare una risposta, puoi solo illuderti; di riuscire a sfruttare l’Esperienza per capire meglio te stesso, beh, mai e poi mai potrai esserne in grado.
Perché, tra le verità su cui non riesci a concentrarti, in quel pallido incubo che ti ostini a chiamare realtà, vita reale, s’insinua proprio il tarlo di quel ricordo: l’Esperienza rende tutto così nitido, ad alta definizione, caleidoscopico, vivido, tridimensionale, completo che l’unica cosa sfocata, grigia, l’unico fantasma che potrai mai scorgere, stringendo gli occhi, sei proprio tu. Ecco perché l’istinto condizionato ti porta a guardarti le mani, come prima cosa. Cerchi di capire se ci sei davvero dentro, se sta accadendo, se stai sognando, o impazzendo. Come può succedere?.
Per cominciare, tutti i tuoi peccati, il tuo dolore, l’angoscia, le paure si materializzano in te, sovrapponendosi, un tourbillon a cartoni animati, un tifone hawaiano di sussurri, grida, piccole cose ripugnanti e patetiche che possono solo somigliarti.
Tutte le persone che hai deluso, che hai ferito, che ti hanno fatto del male, che puoi avere ucciso, in diversi modi: tutte ti attendono all’inferno, per servirti, recita una vecchia poesia. E il velo della realtà scivola via come i pallidi colori di un dipinto surrealista sotto la pioggia…durante tutto questo indescrivibile, terribile processo, sono passati solo pochi secondi, che a seconda del tuo stato d’animo e della tua personalità, hai vissuto come un eternità di immota contemplazione della volta celeste, ruotando lentamente assieme al movimento di pianeti sconosciuti, o rivivendo ogni tuo incubo, contemporaneamente, strozzando le tue urla in un silenzio innaturale, vomitando il vuoto della tua anima.
Ma non è necessario che vi dica come è andata, per me, vero?
….E all’improvviso, tutto si ferma, di nuovo. La sensazione prevalente è quella di essere l’ombra che si frappone tra un vecchio proiettore e lo schermo gigante. A quel punto, l’Esperienza può illuderti, o aprirsi a qualsiasi nuova rivelazione, mondo, possibilità.
Io ho seguito quel foro, unico e perfetto, quella luce blu elettrica al centro esatto dello schermo, solo per sentirmi risucchiare via i residui della mia anima, i miei ricordi, in un deflusso di coscienza che mi ha scomposto fattorialmente, una cazzo di situazione da realtà virtuale che non può che darmi il mal di mare…
Dopodiché…passa del tempo, e altro tempo ancora, e non so dire cosa succede, tanto ogni volta ricordo tutto ciò come se fossero passati dei secoli, come se non fossi altro che una falena attratta da quella luce, nitida, perfetta, reale…ed è difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.
Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa: come può succedere?.
Di individuare una risposta, puoi solo illuderti; di riuscire a sfruttare l’Esperienza per capire meglio te stesso, beh, mai e poi mai potrai esserne in grado.
Perché, tra le verità su cui non riesci a concentrarti, in quel pallido incubo che ti ostini a chiamare realtà, vita reale, s’insinua proprio il tarlo di quel ricordo: l’Esperienza rende tutto così nitido, ad alta definizione, caleidoscopico, vivido, tridimensionale, completo che l’unica cosa sfocata, grigia, l’unico fantasma che potrai mai scorgere, stringendo gli occhi, sei proprio tu. Ecco perché l’istinto condizionato ti porta a guardarti le mani, come prima cosa. Cerchi di capire se ci sei davvero dentro, se sta accadendo, se stai sognando, o impazzendo. Come può succedere?.
Per cominciare, tutti i tuoi peccati, il tuo dolore, l’angoscia, le paure si materializzano in te, sovrapponendosi, un tourbillon a cartoni animati, un tifone hawaiano di sussurri, grida, piccole cose ripugnanti e patetiche che possono solo somigliarti.
Tutte le persone che hai deluso, che hai ferito, che ti hanno fatto del male, che puoi avere ucciso, in diversi modi: tutte ti attendono all’inferno, per servirti, recita una vecchia poesia. E il velo della realtà scivola via come i pallidi colori di un dipinto surrealista sotto la pioggia…durante tutto questo indescrivibile, terribile processo, sono passati solo pochi secondi, che a seconda del tuo stato d’animo e della tua personalità, hai vissuto come un eternità di immota contemplazione della volta celeste, ruotando lentamente assieme al movimento di pianeti sconosciuti, o rivivendo ogni tuo incubo, contemporaneamente, strozzando le tue urla in un silenzio innaturale, vomitando il vuoto della tua anima.
Ma non è necessario che vi dica come è andata, per me, vero?
….E all’improvviso, tutto si ferma, di nuovo. La sensazione prevalente è quella di essere l’ombra che si frappone tra un vecchio proiettore e lo schermo gigante. A quel punto, l’Esperienza può illuderti, o aprirsi a qualsiasi nuova rivelazione, mondo, possibilità.
Io ho seguito quel foro, unico e perfetto, quella luce blu elettrica al centro esatto dello schermo, solo per sentirmi risucchiare via i residui della mia anima, i miei ricordi, in un deflusso di coscienza che mi ha scomposto fattorialmente, una cazzo di situazione da realtà virtuale che non può che darmi il mal di mare…
Dopodiché…passa del tempo, e altro tempo ancora, e non so dire cosa succede, tanto ogni volta ricordo tutto ciò come se fossero passati dei secoli, come se non fossi altro che una falena attratta da quella luce, nitida, perfetta, reale…
ed è difficile descrivere, con parole semplici, l’Esperienza. Ogni volta che cerchi di razionalizzare, la mente si impegna nel far riaffiorare quel particolare, quel dettaglio rimosso, in grado di mandare a puttane tutto il quadro generale.
Ma la prima domanda che sei in grado di porti è sempre la stessa:
come può succedere?.

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